Vaccino antinfluenzale, in Emilia-Romagna si parte il 12 ottobre

Quest'anno sarà gratuito a partire dai 60 anni, la Regione punta ad aumentare la copertura e ne ha acquistate 1,2 milioni di dosi, il 20% in più dell'anno scorso
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BOLOGNA – Partirà il prossimo 12 ottobre la campagna vaccinale contro l’influenza in Emilia-Romagna, in anticipo di due settimane rispetto all’anno scorso, anche per semplificare diagnosi e gestione dei casi sospetti di covid. Per questa stagione il siero sarà gratuito a partire dai 60 anni. La Regione ha già acquistato 1,2 milioni di dosi, il 20% in più rispetto alla scorsa stagione, a cui  potrebbe aggiungersi un ulteriore 20% in caso di bisogno. Il vaccino potrà essere somministrato in qualsiasi momento della stagione influenzale, spiega la Regione, anche se il cittadino si presenterà in ritardo, cioè oltre il 31 dicembre.

Sarà inoltre rafforzata l’offerta ai soggetti ad alto rischio, di tutte le età. Oltre alle persone con più di 60 anni, con o senza patologie croniche, il vaccino sarà gratuito anche per le donne in gravidanza. Allo stesso modo, il siero sarà offerto anche a: medici e personale sanitario nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenzial; lungodegenti; malati cronici dai sei mesi ai 60 anni; familiari e contatti di soggetti ad alto rischio; addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo come personale scolastico e Forze dell’ordine; chi lavora con gli animali (che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani); volontari in ambito socio-sanitario e donatori di sangue.

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Per quanto riguarda bambini e adolescenti sani, il loro inserimento tra le categorie da vaccinare in via prioritaria contro l’influenza stagionale è ancora “oggetto di discussione da parte della comunità scientifica internazionale”, spiega la Regione. Quest’offerta dunque “verrà valutata nel prossimo Piano nazionale prevenzione vaccinale”. Nel frattempo, la vaccinazione per loro resta a pagamento.

L’obiettivo della campagna antinfluenzale in Emilia-Romagna è “ridurre le complicazioni e semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti”, in un anno che “si preannuncia complesso- sottolinea la Regione- poiché la stagione influenzale vedrà, molto probabilmente, una co-circolazione di virus influenzali e Sars-CoV-2”.

Sono due le tipologie di vaccino acquistate: quello split quadrivalente, contro due virus di tipo A e due virus di tipo B, da destinare alle persone fino a 75 anni; e il vaccino trivalente adiuvato, raccomandato per tutti i grandi anziani e gli immunodepressi. Sulla base di un accordo raggiunto dalla Conferenza Stato-Regioni, una quota di vaccini è messa a disposizione del mercato privato: in Emilia-Romagna si parla di 36.000 dosi. Le Ausl potranno somministrare i vaccini alle persone non considerate a rischio solo a condizione che il siero venga garantito in via prioritaria a chi ha diritto ad averlo gratis. Per chi lo paga, la tariffa regionale del vaccino antinfluenzale è 22 euro.

Per questa stagione l’Emilia-Romagna punta ad aumentare la popolazione vaccinata, arrivando a coprire almeno i tre quarti degli anziani over75 e confermando il trend in crescita tra donne in gravidanza, malati cronici e personale sanitario. La campagna di comunicazione regionale prenderà il via a inizio ottobre. La stagione scorsa, considerata di media intensità, furono quasi 843.500 le persone vaccinate e 580.000 i malati, con 44 casi gravi (25 in persone con meno di 65 anni, di cui 19 non vaccinati, e 19 in anziani, di cui 13 non coperti dal siero) e sette decessi. Anche quest’anno infine è garantito il vaccino antipneumococco: il 13 valente per i nati nel 1955 e per chi non è stato ancora vaccinato; il 23 valente per i nati nel 1954 e per chi deve completare il ciclo vaccinale.

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21 Settembre 2020
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