Coronavirus, il sindaco di Mantova: “Bene la stretta, dobbiamo essere consapevoli”

"Si tratta di una stretta ulteriore che limita ma non blocca la vita sociale ed economica delle citta'", spiega Mattia Palazzi | Di Nicolò Rubeis
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MILANO – Il sindaco di Mantova Mattia Palazzi (centrosinistra) si dice “favorevole” a una misura regionale che intensifichi in Lombardia le restrizioni proposte dall’ultimo Dpcm del Governo. “Il punto di sintesi che abbiamo trovato con il presidente Attilio Fontana mi sembra corretto”, dichiara alla ‘Dire’ Palazzi al termine della riunione fiume svolta ieri pomeriggio (oltre tre ore, ndr) con i primi cittadini dei capoluoghi della Regione, il Cts e i vertici di Regione Lombardia. Vertice che si e’ concluso con la proposta forte al governo di chiudere tutte le attivita’ in Lombardia dalle 23 alle 5 del mattino.

“Si tratta di una stretta ulteriore- continua- che limita ma non blocca la vita sociale ed economica delle citta’“. Con il rischio pero’, se l’aumento dei positivi salira’ ancora, che “sara’ necessario fare ulteriori passi”, una cosa di cui “dobbiamo essere tutti consapevoli”.

Intanto la situazione a Mantova “non e’ ancora allarmante”, ma la crescita dei contagi “esiste e non va sottovalutata”, precisa Palazzi. I controlli pero’, “li deve garantire lo Stato. Il governo sa bene che con la polizia locale e’ impossibile”. Se le regole non sono applicabili, aggiunge il primo cittadino, “non si scrivono nemmeno”. Il quadro e’ “gia’ abbastanza complesso e la filiera istituzionale deve renderlo il piu’ possibile efficace e chiaro”. In citta’ “teniamo il fiato sul collo alle attivita’ che sgarrano”, e anche “a chi non porta la mascherina. Non ho problemi a sospendere la licenza a quelli che non rispettano le regole”, avverte.

Ma a oggi, “farei a meno di disporre un coprifuoco su piazze o vie”. Sulla didattica a distanza invece, “va bene facilitarla, ma se si risolvesse il vero problema, quello del trasporto scolastico, si potrebbe gestire tutto molto meglio, anche con orari sfalsati di ingresso e uscita”, conclude Palazzi.

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