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Migranti sulla rotta balcanica, il webinar di Senigalliesi per “dire l’indicibile”

webinar senigalliesi
Il fotoreporter: "Muoiono come le mosche. Sembra che non abbiano alcun diritto"
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ROMA – “Le cose indicibili non le racconta nessuno. A causa del Covid i migranti lungo la rotta balcanica muoiono come le mosche. Sembra che non abbiano alcun diritto, nemmeno quello di sopravvivere se si ammalano”. Livio Senigalliesi, fotogiornalista con una decennale esperienza in aree di conflitto, ha deciso, racconta all’agenzia Dire, di “cambiare la narrazione portata avanti dai media in tema di migrazioni e di sensibilizzare il pubblico del web sull’olocausto dei nostri giorni: Sono 30 anni che mi occupo di profughi e migrazioni, mi viene spontaneo organizzare un webinar gratuito”. Infatti domani Senigalliesi condurrà la prima di due giornate formative dedicate alle ‘Migrazioni, un webinar gratuito per capire.…’. Un evento di approfondimento, che il fotogiornalista animerà in compagnia di due ospiti d’eccellenza: domani, 21 aprile, alle 18 sarà con Marco Traversari, docente di antropologia all’Università Bicocca di Milano; il 23 aprile sarà invece in collegamento da Bihac (Bosnia) con Silvia Maraone, responsabile dei progetti di Ipsia a favore dei migranti lungo la Balkan Route. I tre esperti metteranno a disposizione del pubblico la loro esperienza per tracciare le dimensioni di un fenomeno internazionale destinato inevitabilmente a crescere con la recrudescenza di conflitti armati e cambiamenti climatici.

“Ricordo il viaggio di una delegazione composta da quattro eurodeputati a Lipa, al confine fra Croazia e Bosnia– continua Senigalliesi- c’erano tv e giornalisti al seguito degli eurodeputati per raccontare le vicende di chi attraversava la rotta balcanica. Il giorno dopo, però, non ne parlava più nessuno, ma la condizione dei migranti non è cambiata. Continuano a morire congelati nei boschi dove si nascondono”.

Saranno proprio i volti e i racconti delle storie dei migranti, i protagonisti che Senigalliesi trasmetter. sul web attraverso i video che ha registrato con una telecamera. “Occorre umanità e tempo per parlare di loro- precisa alla Dire- perché bisogna dare alle persone il tempo di raccontare il loro dolore: provengono dall’Africa, dal Medio Oriente o dall’Afghanistan.  Arrivano da tutte quelle zone colpite da guerre e carestie, perché questo è il primo motivo dell’esodo. Infine ci sono spinte di carattere economico- sottolinea Senigalliesi- ad esempio solo nel Corno d’Africa l’anno scorso c’è stata una carestia che ha causato due milioni di morti. Questi migranti lasciano la propria casa per mettersi in viaggio correndo rischi altissimi. Attraversano il Mediterraneo diventato un cimitero a cielo aperto o tentano di evitare le mine che nascoste lungo i confini. Per sconfiggere la crisi umanitaria bisogna fare piazza pulita dei trafficanti- denuncia il giornalista- un esercito di 50mila uomini il cui profitto è superiore al narcotraffico”. E sulle leggi europee, il Regolamento Dublino II “va aggiornato- puntualizza- serve una legge, non si possono costruire mura per bloccare dei flussi che continueranno ad esserci finché si lascerà campo libero ai trafficanti di esseri umani”. 
Gli incontri sono aperti a tutti e andranno al di là della fotografia, per migliorare la lettura e la comprensione di un tema che richiede urgente attenzione. Ecco il link zoom per partecipare al primo incontro domani alle 18: https://zoom.us/j/96747637690?pwd=N0FlbVU4RlZHaVpIdk91VUdvNTc4Zz09 (ID riunione: 967 4763 7690 Passcode: 172276). Qui invece Senigalliesi mette in un video di due minuti il senso del suo impegno:

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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