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Report del Consiglio grande e generale del 19 febbraio – Seduta pomeridiana

SAN MARINO - Il dibattito sulla gestione dei rifiuti occupa larga parte della seduta pomeridiana. Ad aprirlo, i
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SAN MARINO – Il dibattito sulla gestione dei rifiuti occupa larga parte della seduta pomeridiana. Ad aprirlo, i riferimenti dei segretari di Stato per il Territorio e per i Rapporti con l’Aass, Antonella Mularoni e Teodoro Lonfernini che illustrano gli obiettivi raggiunti e quelli da conseguire. “In tempi celeri” è previsto il completamento dell’estensione del porta a porta nell’area di Fiorentino e Chiesanuova, entro l’estate nell’area Montegiardino-Faetano e Città (fuori mura): “Entro l’anno in corso– assicura Lonfernini- la raccolta differenziata attesa sarà superiore al 50%”. Mularoni spiega che l’Italia mira a raggiungere la percentuale del 65% di rifiuto riciclato entro il 2020: “Noi faremo molto meglio e molto prima- esorta- ma tutti devono fare la loro parte, non solo il pubblico”.

Molto forti sono le critiche dell’opposizione, ma anche dal Psd non mancano gli inviti ad accelerare il passo.

Vladimiro Selva, Psd, non manca di dirsi insoddisfatto per come il progetto ‘Rifiuti Zero’ è stato portato avanti, mentre Guerrino Zanotti sottolinea la troppa lentezza con cui il Paese si avvicina all’obiettivo del ridurre i rifiuti: “Va fatto un sforzo”, esorta.

Anche Augusto Michelotti, Su, chiede di spingere l’acceleratore: “Si faccia in fretta- manda a dire- non ha senso spendere soldi per portare i rifiuti in discarica e dipendere da qualcun altro”.

Franco Santi, C10, punta il dito contro il metodo scelto: “Partire a macchia di leopardo con il porta a porta è uno sbaglio che comporta una diseconomia, così spendiamo di più”. Per Elena Tonnini, Rete, invece il porta porta è “stato solo uno slogan per il governo e per i vertici dell’Azienda di stato che sta facendo di tutto per moltiplicare tempi e costi, passando tutto ai privati”. “Ho capito che si vuole arrivare a grandi risultati che ancora non sono arrivati”, osserva invece Nicola Selva, Upr.

Stefano Canti, Pdcs, motiva le difficoltà nel riuscire a ridurre il rifiuto da esportare che sono legate alla mancanza di infrastrutture. Si potrà porre rimedio con con la variante al Prg che permetterà la realizzazione di tre centri Multiraccolta. “Oggi non possiamo estendere il porta a porta finché non abbiamo queste infrastrutture- spiega- Non si può dire che il problema è l’azienda che si sta facendo carico dei costi e se non chiuderà in positivo, poi questi ricadranno sulla cittadinanza con l’aumento delle bollette”.

Nel pomeriggio i lavori sono ripresi con la ratifica dell’ultimo decreto legge all’ordine del giorno, il n. 8 “Differimento dei termini previsti dall’articolo 4, comma 3 e dall’articolo 5, comma 1 del Decreto Delegato 16 aprile 2015 n.50 “Procedure per la vendita di esigue porzioni o relitti di terreno di proprietà dell’Ecc.ma Camera” e successive modifiche”. Si è quindi passati al comma n. 8, dedicato alle Relazioni della Commissione di Vigilanza per gli anni 2011/2015, per poi concentrare i lavori sul dibattito sulla gestione dei rifiuti, alla cui conclusione, senza la presentazione di ordini del giorno, si è chiusa la seduta.

I lavori consiliari riprenderanno lunedì mattina dall’esame delle istanze d’Arengo

Di seguito un estratto degli interventi della seduta pomeridiana.

Comma 7. Ratifica decreti delegati e decreto-legge

Decreto – Legge  n.8 – Differimento dei termini previsti dall’articolo 4, comma 3 e dall’articolo 5, comma 1 del Decreto Delegato 16 aprile 2015 n.50 “Procedure per la vendita di esigue porzioni o relitti di terreno di proprietà dell’Ecc.ma Camera” e successive modifiche.

Antonella Mularoni, Segretario di Stato al Territorio: “Questa proroga è dovuta al fatto che alcune delle giunte di Castello più grandi hanno tardato nel mandarci il riferimento previsto dalla legge”.

Augusto Michelotti, Sinistra Unita: “Chiedo dei chiarimenti rispetto alla procedura, rispetto ai fruscoli. Una volta arrivati tutti, c’è modo di verificare quello che è stato l’operato della commissione? Oppure i dati andranno direttamente in Congresso? Sarebbe opportuno poterci dare un’occhiata per controllare che fossero rispettati i termini del bando. E’ stato previsto un iter in questo senso?”.

Antonella Mularoni, Segretario di Stato al Territorio: “Le alienazioni dovranno essere decise dal Consiglio con maggioranza dei due terzi. Il confronto ci sarà sicuramente”.

Ratificato

Comma 8. a) Relazioni della Commissione di Vigilanza per gli anni 2011-2015

Iro Belluzzi, Segretario di Stato al Lavoro con delega all’Informazione: “Relaziono sulle relazioni presentate nei vari anni. Sono sintesi brevi perché parliamo di anni lontani. Si parte dal 2011, fino al 2015. Nella relazione del 2011 evidenzio quanto emergere come dato saliente. Nell’editoria emerge la sospensione dell’erogazione delle provvidenze per il 2010. Per il servizio pubblico,il rinnovamento della veste grafica di Rtv. Le conclusioni sono l’auspicio di una riforma in materia editoriale che prevede i limiti della fase istruttoria per l’erogazione delle provvidenze e codice deontologico per i giornalisti. Nel 2012, per l’editoria, non sono state liquidate le provvidenze per le 5 richieste, per cause legate alle dimissioni della segreteria di riferimento. Sono state liquidate le due imprese che hanno fatto ricorso nel 2011. SmRtv non ha trasmesso le relazioni semestrali, con il direttore Lasorella. Nella relazione 2013, nell’editoria, sono state esaminate e liquidate le provvidenze a 4 imprese su 5 e la commissione esprime soddisfazione sull’operato della Rtv. La Relazione 2014 – 2015 indica nell’editoria provvidenze per il 2013 a 3 imprese su 5, si rileva che la legge 211 del 2014 non chiarisce alcuni relativi agli aspetti societari. Sottolineo che quanto indicato non corrisponde a verità. Per il servizio pubblico sono posti suggerimenti sulla relazione semestrale della RTV. Si propone che i comunicati siano pubblicati sul sito in un apposito spazio. Viene predisposto un progetto di palinsesto e programmazione come per la campagna 2013. La commissione afferma che il livello organizzativo è stato buono. La commissione ha esaminato le richieste di riconoscimento della professione di giornalista, ai fini della composizione della Consulta per l’informazione. La commissione è convinta che la legge 211 2014 abbia voluto ripristinare l’originale ambito di operatività, finalizzandolo alla regolamentazione degli spazi radiofonici e televisivi in occasione delle elezioni. Ringrazio tutti i membri che hanno operato nella commissione per i suggerimenti consegnati e dibattuti nel lungo percorso di elaborazione delle riforme legate all’attività di operatore dell’informazione”.

Manuel Ciavatta, Pdcs: “L’analisi delle relazioni è molto puntale. C’è stato equilibrio, una posizione superpartes. Non sono emerse grosse problematiche. Significa che tutto sommato il settore dell’informazione a San Marino è ben impostato”.

Marco Podeschi, Upr: “In questi anni la situazione nel settore dell’editoria è molto cambiata. E’ cambiata anche la situazione della RTV. Si parla ancora di Lasorella. Dal 2011 a oggi è cambiato il volto dell’emittente. Sembra possa cambiare anche in termini di pareggio di bilancio. La situazione dell’editoria sammarinese richiederebbe altri interventi. Purtroppo sulla legge fatta occorrerebbe intervenire per porre rimedio ad alcune distorsioni”.

Tony Margiotta, Sinistra Unita: “Volevo ringraziare i commissari per il lavoro. E’ evidente che comunque la legge che riguarda l’informazione e l’editoria dovrà essere cambiata o comunque modificata. Spero accada in tempi brevi coinvolgendo tutte le forze politiche presenti in Consiglio”.

Matteo Zeppa, Rete: “Sarebbe giusto fare un’analisi dello spaccato del settore. In questo caso non si può fare altro che parlare delle problematiche vive che lei sostiene non corrispondano al vero. Parlo della legge sull’editoria. Sappiamo i pericoli che ci sono su alcune testate giornalistiche e rotocalchi. Sappiamo di chi sono. E’ venuto fuori al momento della ratifica della legge che lei difende. Attorno alla stampa e alla tv ci sono scheletri negli armadi. Il pericolo è non offrire alla cittadinanza una completa visione di quanto accade a San Marino. Ho chiesto che lei nella prossima commissione Esteri venga a fare un riferimento sulla legge sull’editoria. La normativa è uscita da quella commissione. La legge ha delle enormi pecche. E’ evidente che ci sono dei poteri forti che riescono in qualche maniera ad avere più visibilità di altri”.

Paolo Crescentini, Partito Socialista: “La precedente gestione ha lasciato un debito sostanzioso. In un triennio si è sanata la situazione. La settimana prossima il Cda valuterà i bilanci. Qualcuno reputa che la legge metta il bavaglio da parte della politica, poi però sono i partiti a volere metterci mano. Siano allora i professionisti a interagire con il segretario di Stato. Ci sono gli strumenti per aprire una nuova fase nel mondo dell’informazione del nostro Paese. L’ultima relazione mette in risalto alcuni aspetti. Io sono parte integrante della SmRtv. E’ aumentata la qualità dal punto di vista del palinsesto. Forse sarebbe stato più opportuno esaminare le relazioni anno per anno. In ogni caso, finalmente il bilancio della RTV sorride con la nuova gestione.  Annuncio poi che il codice deontologico è stato redatto e sarà sottoposto alle valutazioni della Consulta”.

Enrico Carattoni, Psd: “Auspico che i compiti a cui ha adempiuto la commissione vengano abilmente adempiuti da chi lo farà ai sensi della nuova normativa. Sul sistema dell’informazione si è dimostrata equità nella distribuzione degli spazio radiotelevisivi. E’ stato garantito il pluralismo. Una considerazione sulla RTV. Valgono le considerazioni fatte da chi mi ha preceduto. I dati di bilancio sono estremamente migliorati con questa gestione”.

Iro Belluzzi, Segretario di Stato al Lavoro con delega all’Informazione: “Nella Rtv è stato risanato un buco di bilancio che metteva a rischio la stessa struttura. Sulla legge dico a Zeppa che non mi era stato comunicato nulla riguardo alla richiesta di essere coinvolto nella commissione Esteri. Lo farò con piacere. Ringrazio Crescentini sulla notizia del raggiungimento del codice deontologico. Con quella parte, che sarà inserita in un decreto, possiamo considerare conclusa l’attuazione della norma stessa. C’è obbligo da parte degli editori di pubblicare il bilancio, che sarà consultabile nel sito che definirà l’Authority per l’informazione. Sappiamo che il condizionamento economico può formare una conoscenza non reale dei fatti. Il finanziamento occulto condiziona l’opinione pubblica. Fatto il passaggio del decreto legato al codice deontologico, nel percorso di massima garanzia di non condizionamento di chi opera nell’informazione, potremo fare le valutazioni dovute sulla necessità di rivedere determinati elementi nella norma stessa”.

Comma 9. Riferimento del governo sul tema dei rifiuti e successivo dibattito

Antonella Mularoni, Segretario di Stato al Territorio: “Il nostro Paese dal 2010 ha fatto un grande miglioramento sui rifiuti. Abbiamo un catasto rifiuti efficace. I rifiuti solidi urbani sono il 25% del totale della raccolta. Il 75% sono altri rifiuti. Qui ci sono rifiuti pericolosi che sono monitorati ed esportati con garanzia. I rifiuti che vanno fuori, di questa categoria, vanno principalmente in Emilia – Romagna, poi nelle Marche e in Lombardia. Un altro elemento di virtuosità è che tutto ciò che esportiamo va a recupero energetico e non a conferimento a discarica. A livello di UE i trend sono semplici: i Paesi hanno deciso di basarsi su prevenzione, riduzione e recupero. I primi due pilastri necessitano di un’operazione anche culturale. C’è un lavoro che si sta portando avanti nelle scuole. I bambini sono un motore efficace per cambiare certe abitudini, anche dei genitori. Guardando a come viene gettata l’immondizia nei cassonetti non si rileva molta attenzione nella comunità. Serve un salto in avanti da parte di tutti. Obiettivo dell’Italia entro il 2020 è il 65% riciclato. Noi faremo molto meglio e molto prima. Su Cerviano abbiamo avuto incontri con giunte di Emilia – Romagna e Marche. Non abbiamo firmato nuovi accordi. Ce ne sono due vigenti. Con l’Emilia – Romagna scadrà ma è già prevista la proroga di 5 anni. Abbiamo chiesto di cambiare alcuni aspetti dell’allegato, ci è stata data la disponibilità. Entro quest’anno dovremo darci nuovi obiettivi nel piano rifiuti, che scade. Gli obiettivi sono di essere un Paese sempre più virtuoso. Tutti devono fare la loro parte, non solo la parte pubblica”.

Teodoro Lonfernini, segretario di Stato con delega ai Rapporti con l’Aass: “Rispetto al cambiamento sostanziale nel Paese nella gestione dei nostri rifiuti, il tempo utilizzato in questi mesi nell’azienda e negli organismi istituzionali ci ha consentito di avere un quadro di riferimento diverso. E’ stato definitivamente individuato tutto il percorso. Ci sono state diverse delibere del congresso di Stato, fino a quella recentissima in cui si è deliberato che il Cda dell’Azienda si attivi in maniera completa, una volta ricevuto tutto il necessario, per dotare il nostro Paese dell’ampliamento del porta a porta su tutto il territorio, e si è sottolineata la necessità di procedere con celerità. Si è scelto di completare il porta a porta nell’area di Fiorentino e Chiesanuova, con gradita soddisfazione degli utenti, attraverso l’ausilio di una cooperativa privata e di completare l’area 1 in tempi celeri. Si è dato mandato alle parti di avviare quel canale di comunicazione della cittadinanza, attraverso serate pubbliche che si terranno nel mese di marzo e all’inizio di aprile per avviare la raccolta anche in quel Castello. L’altra area- Montegiardino, Faetano e Città (fuori della mura)- sarà operativa entro l’estate, entro l’anno in corso la raccolta differenziata attesa sarà superiore al 50%. Contestualmente l’azienda e le segreterie di Stato competenti hanno portato avanti innumerevoli attività con le imprese produttive e le attività che producono un numero di rifiuti notevoli, agevolandoli con cassonetti specifici in cambio di un  compenso economico e possiamo avviarci anche nel contesto della tariffa puntuale. Sul fronte della logistica abbiamo avviato un progetto preliminare per adeguare l’attuale Centro di multiraccolta, per avviare quanto prima tutta la collocazione delle Biocelle. Arriviamo attualmente a 12biocelle, dovremo arrivare ad un massimo di 30 e dobbiamo adeguare le nostre infrastrutture, il che significa ammodernare il Paese e dare possibilità lavorativa anche a terzi. Esiste poi una progettualità legata a un secondo Centro di multiraccolta, di cui l’azienda ha fatto espressa richiesta alle segreterie competenti e il reperimento può avvenire attraverso la scelta di opifici esistenti.

Per cambiare completamente un sistema di gestione però non è necessario solo mettere in campo investimenti pubblici, progettualità e investimenti dell’azienda. E’ normale che questo passaggio debba essere affiancato da un cambio di mentalità all’interno della cittadinanza e del vivere quotidiano. Insieme alla sensibilizzazione ci deve essere volontà di cambiamento”.

Vladimiro Selva, Psd: “Le ultime parole sulla cittadinanza ci paiono fuori luogo perché la cittadinanza da mesi chiede un cambiamento. Ci sono forse fasce di popolazione con ritrosie e disattenzioni, ma gli amministratori e lo Stato devono essere i primi ad essere convinti. Dal 2013 è nata un osservatorio per arrivare a certi risultati che ad oggi non ci sono. Esprimo insoddisfazione per l’impegno e la convinzione con cui il progetto Rifiuti Zero è stato portato avanti. L’amministrazione politica deve indirizzare l’azienda che non può far scelte di strategia. Non si può ribaltare sui cittadini il fatto di non essere adeguati”.

Augusto Michelotti, Su: “Il problema non si è risolto perché si è partiti dalla coda piuttosto che dalla testa. Altrove è stato preso un altro approccio con la popolazione, magari più traumatico ma con effetti più rapiti, la maggioranza ha applicato la tecnica di togliere i cassonetti dalle strade. Bisogna andare avanti con la differenziata e i tempi devono essere più ristretti. Non è necessario aspettare gli incontri con la cittadinanza, la popolazione non sarà mai pronta, se non lo è l’amministrazione. Se si parte, poi tutti ti vengono dietro. Si faccia in fretta, non ha senso spendere soldi per portare i rifiuti in discarica e dipendere da qualcun altro”.

Franco Santi, C10: “Sono insoddisfatto e deluso dai riferimenti dei segretari di Stato, mi sarei aspettato qualcosa di più operativo. Sono tre anni che parliamo delle stesse cose. Il 75% dei rifiuti sono conferiti adeguatamente da tempo, lo so Segretario, c’è una normativa internazionale che obbliga le aziende farlo e poi a loro conviene. Gestire adeguatamente i rifiuti è infatti economia. Se sul 25% siamo in ritardo, stiamo facendo diseconomia e le responsabilità di questi ritardi sono di un’azienda che non riesce a gestire la gestione del porta a porta. La politica ha già scelto e l’azienda sta ritardando. Perché? La cittadinanza è pronta, già due Castelli fanno il porta a porta, non è un problema della popolazione. Partire a macchia di leopardo è uno sbaglio che comporta una diseconomia, spendiamo di più. E ancora, con i Consorzi come siamo messi? La valorizzazione dei riciclato ha senso se siamo all’interno di questi circuiti. Il segretario ha detto che il conferimento a Raibano non dipende da noi, ma dall’Emilia Romagna. Ma a me come cittadino non va bene che i rifiuti finiscano in un inceneritore perché io sono contro gli inceneritori e mi piacerebbe che il nostro Stato in certi contesti dicesse la sua. Inutile vantarsi fuori sulla strategia a rifiuto zero se poi non siamo coerenti”.

Nicola Selva, Upr: “E’ fondamentale andare verso la raccolta differenziata e avere quella giusta attenzione come politici. Ho ascoltato il riferimento dei segretari di Stato, ho capito che si vuole arrivare a grandi risultati che ancora non sono arrivati. Il governo aveva preso degli impegni, dopo aver iniziato la sperimentazione del porta a porta, questa doveva estendersi in tutta la Repubblica. E’ stato fatto un progetto anche da un’azienda esterna per ampliare il porta a porta su tutto il territorio. Siamo per essere operativi a Chiesanuova e Fiorentino e di qui non si è andati né avanti, né indietro. Ci sono motivi in primis economici perché il porta a porta ha un costo, poi l’altro motivo è legato alla gestione. Ci sono alcune tipologie di rifiuti che vanno portati fuori territorio. Se non gestiamo anche questa parte qui però non possiamo ampliare verso altri Castelli. Sono questi gli intoppi o sono di altra matrice? Le strade possono essere tante lungo la direzione dell’ecologia, allora bisogna pensare a soluzioni per l’interesse della cittadinanza, però bisogna prenderle”.

Stefano Canti, Pdcs: “La gestione dei rifiuti è uno degli argomenti cui governo e popolazione stanno dedicando molta attenzione. E’ di questi giorni una petizione di 1.300 cittadini sui rifiuti. Maggioranza e governo in questo settore hanno già fatto tanto sui rifiuti e la problematica è limitata a quelli solidi urbani. Noi produciamo infatti 80 mila tonnellate di rifiuti, di questi 57 mila escono da San Marino, le 23 mila tonnellate di differenza restano a San Marino perché reimpiegate dentro il territorio, senza che siano trasportate fuori. Non tutti i rifiuti quindi sono smaltiti in Italia. Di queste 57 mila tonnellate verso l’Italia solo 12 mila sono riferite ai rifiuti solidi urbani, il restante 45% è considerato rifiuto speciale. Dei 12 mila, il 30% provengono da frazioni umide che noi oggi trattiamo dentro le biocelle per produrre Compost per l’agricoltura. Perché non riusciamo a ridurre il quantitativo da portare fuori? Perché mancano infrastrutture a San Marino. La segreteria al Territorio ha predisposto una variante di Prg in cui si prevedono infrastrutture per trattare ulteriormente il rifiuto che oggi trasportiamo a Coriano, per poi lavorarlo all’interno del nostro territorio. Lo faremo con la variante che permetterà la realizzazione di tre centri Multiraccolta. Oggi non possiamo estendere il porta a porta finché non abbiamo queste infrastrutture. Non si può dire che il problema è l’azienda che si sta facendo carico dei costi del porta a porta. Se non chiuderà in positivo, poi i costi ricadranno sulla cittadinanza con l’aumento delle bollette. Saremo pronti ad estendere il posta a porta quando avremo tutte le strutture a disposizione”:

Luca Santolini, C10: “Queste velate minacce sui costi da riversare alla cittadinanza non sono opera di onestà intellettuale. Sono i ritardi che stanno creando non economicità nello sviluppo della raccolta. Sottolineiamo un assurdo sentito dal riferimento del segretario Mularoni. Ha detto che dobbiamo essere soddisfatti perché a fronte di un impegno in Italia del 60% di raccolta differenziata nel 2020, noi ci arriveremo prima. E’ un paragone che lascia il tempo che trova, parliamo di Paese con 60 mln. di abitanti e con la gestione della raccolta rifiuti molto frammentata, in capo ai Comuni. Noi siamo un piccolo Paese con raccolta centralizzata, è un paragone senza senso, meglio paragonare San Marino a un piccolo Comune italiano che ha applicato il porta a porta e ha fatto un lavoro progettuale  in pochi mesi, ciò che da noi invece sta prendendo tempi considerevoli. Il mandato dato dal Consiglio è la strategia rifiuti zero, di cui il porta a porta è solo il primo passo.  Dopo due-tre anni dalla votazione di quell’Odg, una percentuale di differenziata ancora ferma al 32% ci lascia sconfortati.

Elena Tonnini, Rete: “La  gestione dei rifiuti è una questione annosa perché dipendiamo sempre troppo dall’Italia, mentre un’autonomia maggiore è possibile. Nel frattempo i nostri vicini sono andati avanti e hanno sperimentato nuovi sistemi di gestione, mentre San Marino avrebbe potuto fare da pioniere. Invece si è continuato con una gestione vecchia e fallimentare. Malgrado le sollecitazioni della cittadinanza, Governo e dirigenza Aass hanno continuato a far credere che si potesse delegare tutto all’Italia. Il fatto che possiamo esportare rifiuti significa allora che possiamo disinteressarci sulla questione. I passi avanti sono stati compiuti d’obbligo dopo il blocco dei rifiuti subito dall’Italia. Ci sono altri motivi che dimostrano che non possiamo più permetterci di esportare tutti i nostri rifiuti, in primis i costi, oltre 2 mln di euro per lo smaltimento fuori dai confini, nonché altri costi per logistica. Occorre far in modo che San Marino sia più autonomo per non essere sotto scacco dell’Italia e per risparmiare. E’ stata una scelta tardiva ma importante, quella prevista dall’Odg del 2013, di cui si è fatto carico il governo impegnandosi a produrre meno rifiuti e di gestire quelli che rimangono con la raccolta differenziata. L’obiettivo era raggiungere il 60% di differenziata nel 2015. Oggi nel 2016 siamo saliti del 3-4% massimo. In tre anni e mezzo si è passati dal 27 al 31% di risultato, altri Comuni più piccoli, a noi vicini, sono passati in sei mesi dal 30 a 60%. Il porta porta è stato solo uno slogan per il governo e per i vertici dell’Azienda di stato che sta facendo di tutto per moltiplicare tempi e costi, passando tutto ai privati. Sull’accordo con Coriano ci è stato detto che non è stato firmato un accordo e si legge nel piano regionale dell’Emilia Romagna che, per quanto riguarda l’inceneritore di Coriano, ‘il fabbisogno è comprensivo dei rifiuti provenienti da San Marino’. Allora in base a quale norma il flusso di San Marino è stato messo nel piano gestionale di Rimini? Significa che San Marino verrà sottoposto ad un piano gestionale italiano? Che fine ha fatto il nostro Piano gestionale?”.

Guerrino Zanotti, Psd: “Prendo atto del riferimento dei segretari e che vada considerato il rifiuto nella sua complessità.  Ci sono richieste pressanti della cittadinanza, da ultimo 1.300 firme che lamentano ritardi nella raccolta del porta a porta, ritardo che può avere motivazioni che non dipendono certo dalla volontà della cittadinanza. Il Consiglio si era espresso in modo univoco sull’estensione del porta-porta entro 2015. In certi consessi forse si minimizza il problema del porta a porta dicendo ‘ci stiamo lavorando’. Oltre l’impegno politico c’è anche impegno etico, vogliamo portare il Paese a una situazione di rifiuti zero e ci stiamo avvicinando forse con troppa lentezza a questo risultato. Va fatto un sforzo. La nostra richiesta è di arrivare in tempi celeri alla realizzazione di obiettivi che governo e maggioranza si erano presi sul porta a porta”.

Roberto Ciavatta, Rete: “Nemmeno in Aula facciamo la differenziata, quindi prima di incolpare la cittadinanza, guardiamo qui dentro. Altra frase altezzosa dei segretari, ‘la colpa è loro’. Abito a Fiorentino e tutti quelli che prima non differenziavano oggi lo fanno. Se prima in molti erano scontenti, oggi sono tutti soddisfatti. L’inceneritore di Raibano: ce lo dice l’Italia, allora dobbiamo obbedire. Questo è il senso di quando diciamo che oggi la guerra di sovranità si gioca sull’utilizzo di materie prime e sulla gestione dei rifiuti. Siamo già nella gestione dei rifiuti di  una provincia italiana! Anche per questo credo che la politica che porta a questo deve essere mandata a casa. Diciamo perché ancora non abbiamo fatto il porta porta? Qui girano milioni di euro spesi per il trasporto e il trattamento rifiuti e abbiamo un’azienda che, malgrado quello che gli ha detto la politica, non sta facendo quello che deve fare. Certi dirigenti devono essere lasciati a casa. Dove c’è volontà in sei mesi si fa il porta a porta”.

 Andrea Zafferani, Civico 10: “A breve. A brevissimo. Nel più breve tempo possibile. Sono le tre frasi che sento più in voga in questo momento. Dalle relazioni dei segretari mi pare che la questione dei rifiuti non faccia differenze rispetto a questa logica in voga. Lonfernini per esempio aveva detto che nel 2015 il “porta a porta” sarebbe stato esteso a tutto il territorio. Non è così. E sarebbe stato solo un passo, uno dei tanti. Serve una strategia a rifiuti zero. Sensibilizzare su una minore produzione di rifiuti. Su questo non si sta facendo niente. Siamo incapaci di diffondere l’uso degli erogatori nelle mense. Continuiamo a utilizzare le bottiglie di plastica. I cittadini che si impegnano nella corretta differenziazione devono essere premiati con una bolletta più leggera, non con una calcolata sui consumi elettrici. Sullo smaltimento e il recupero gli accordi con l’Italia prevedono enormi quantità da conferire al nostro vicino. I conferimenti costano oltre 2 milioni all’anno. Qui i costi sono dello Stato, i guadagni del privato. Il segretario ha tentato di buttare sui cittadini la responsabilità delle questioni. La gente è pronta, lo StatLoo continua a sostenere una situazione insostenibile, spendiamo soldi senza guadagnare nulla”.

Manuel Ciavatta, Pdcs: “Dal dibattito emerge che per tutta l’Aula l’attenzione all’ambiente è importante. La raccolta differenziata passa per questa attenzione. Gli obiettivi che ci si era dati sulla differenziata sono al di sotto delle aspettative. Il problema esiste. Lo mettiamo sul tavolo. Ma non significa che non c’è la volontà di attuarla, e di potenziarla. Per ragioni tecniche su certi tempi abbiamo tardato, ma mi risulta che ci siano attività per estendere la differenziata. Chiedo al governo che si acceleri la scelta della differenziata dove non c’è, promuovendo lo strumento migliore, cioè il porta a porta. Mi auguro che quest’anno l’obiettivo del 50% venga raggiunto. Non so se sia semplice la questione della vendita dei rifiuti differenziati. Servono accordi per farlo fuori”.

Teodoro Lonfernini, Segretario di Stato al Turismo: “Dibattito interessante a metà. A Vladimiro Selva, che ha avuto una esternazione infelice, riferisco che non ho detto che l’intera cittadinanza non è pronta o incivile. Io rivolgo una critica a una parte della cittadinanza che non vuole cambiare. E’ un dato di fatto. Ci sono continue segnalazioni di inciviltà, anche su Facebook. Faccio riferimento a un messaggio che ho ricevuto da una mia collaboratrice alle 17 e 45 di oggi, ho la foto di un metro di rifiuto che sarebbe stato necessario conferire al centro di San Giovanni. C’è la necessità di intervenire con opere pubbliche, se vogliamo arrivate a 30 biocelle. Tonnini ha parlato di un elemento: lo strumento del tritovaglio. Fra i promotori c’eravate voi stessi. Eravamo a 16mila tonnellate di conferimento, ora sono 10mila circa”.

Antonella Mularoni, Segretario di Stato al Territorio: “Esprimo ragionamenti e non accuse come fatto da alcuni in maniera anche contraddittoria. Tranquillizzo Ciavatta: nella mia Segreteria si beve acqua del rubinetto e tutto viene riciclato. Valuteremo anche le modalità di acquisti di materiali per la pulizia negli uffici, in modo che ci sia attenzione per i materiali ecocompatibili. Implementeremo la tariffa puntuale quando il porta a porta sarà presente in tutto il territorio. Altrimenti ci sarebbe una trasmigrazione dei rifiuti. Ci sono pneumatici dappertutto, amianto, di tutto. Troviamo sotto il monte roba buttata dalle torri. Con il Conai è aperta una trattativa da alcuni mesi. Modificheremo alcuni articoli del codice ambientale per essere maggiormente in regola in vista dell’affiliazione al Conai. Il quantitativo di rifiuti che parte da San Marino non è enorme. Su 80mila tonnellate di rifiuti annui, 23mila vengono gestite internamente. Ciò che esportiamo è destinato a recupero energetico e non discarica. Sono cose diverse. Ci si lamenta che prima i costi erano alti per i trasporti. Ora andiamo più vicino e spendiamo meno, ma non va bene lo stesso. Qualcuno dice che i rifiuti possono essere volano per l’occupazione, ma anche che deve fare tutto l’Azienda. Quale è la strada che si vuole percorrere? Non generiamo nel Paese l’idea che apparteniamo al quinto mondo. Ci sono ritardi che riconosciamo. Cercheremo di rimediare in tempi brevi”.

Vladimiro Selva, Psd: “In Veneto su 480 comuni il 77% ha il porta a porta. Quello di cui parlava Lonfernini, abbandonare rifiuti, è un reato. Non confondiamo il comportamento dei singoli con la maggioranza. Non è un problema di cultura. Altrimenti Chiesanuova, Fiorentino e Borgo avrebbero il 30% di differenziata come gli altri. Io mi sento responsabile di un Paese che è ancora al 30%. C’è un problema nell’Azienda perché non può essere lei a decidere. Serve un osservatorio che funziona”.

Franco Santi, Civico 10: “Il porta a porta va esteso su tutto il territorio in una unica soluzione. La gestione va affidata a una società, unica su tutto il territorio per un discorso di economia di scala. Gli accordi per il conferimento del materiale differenziato vanno fatti il prima possibile. La Cartiera Ciacci non accoglie il Tetra Pak. E’ un elemento molto presente nei rifiuti. E’ un problema tecnico da risolvere.  Il problema culturale viene affrontato con il porta a porta. Sull’incenerimento, il recupero energetico non è ascrivibile alla categoria del riciclo. Il bilancio energetico di questa politica è negativo, non è sostenibile”.

Elena Tonnini, Rete: “Lonfernini fa confusione. Dice che abbiamo sostenuto il tritovaglio. Noi invece parlavamo di altri macchinari, per esempio per lo spazzamento delle strade per recuperare quel tipo di rifiuto. Avete sbagliato, il tritovaglio ci costa mille euro al mese di consumi elettrici e 10mila al mese di noleggio. All’interno dell’osservatorio rifiuti era emerso che le industrie conferiscono rifiuti nei cassonetti, è il 30% sul totale dei rifiuti solidi urbani. L’Azienda entro il giugno 2014 si era impegnata a togliere i cassonetti dalle zone industriali”.

Marco Podeschi, Upr: “Nel 1995 – 1996 c’era la Baldasserona piena di mondezza. Nel 2008 nel piazzale dell’ospedale c’era un cassonetto pieno di rifiuti ospedalieri, non ci accettavano più i rifiuti speciali. La differenziata nei castelli qualcuno è contento di farla, altri no. Se non ci accetteranno i rifiuti in futuro, cosa facciamo? Oggi noi ci impegniamo per riciclare rifiuti che conferiamo in Italia, dove ci sono incentivi dati dallo Stato. Alcuni gettano i water nelle strade. Dove si fa il porta a porta, fuori, ci sono mezzi ecologici”.

Roberto Ciavatta, Rete: “Mi fa piacere se la Segreteria al Territorio ricicla tutto, ma in Consiglio non lo facciamo. Sono andato sul sito di Legambiente. Siamo molto indietro rispetto ai comuni limitrofi. Ho visto i dati sul sito Legambiente. Sono 92 in Emilia – Romagna le amministrazioni al sopra del 60%”.

Teodoro Lonfernini, Segretario di Stato al Turismo: “Sono sicuro che se questa sarà la tabella di marcia che vorremo rispettare riusciremo ad ammodernare il Paese anche su questo segmento”.

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