Il sindaco di Lampedusa smentisce Salvini: “Sbarchi identici a prima”

L'ex ministro dell'Interno aveva sostenuto che ci fosse stato un aumento degli sbarchi. Martello: "In 14 mesi mai una telefonata"
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ROMA – Gli sbarchi di migranti a Lampedusa continuano o no? C’è stata una diminuzione reale durante il Governo Conte I? Ma soprattutto: l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva davvero chiuso i porti? A queste ed altre domande risponde Salvatore Martello, sindaco di Lampedusa, intervenuto a Radio Cusano Campus nella trasmissione “Cosa succede in città”, condotta da Emanuela Valente. E mette subito in chiaro una cosa: “Gli sbarchi ci sono sempre stati e i porti sono sempre stati aperti”. Non solo. Rivela che durante i mesi in cui Salvini era il Viminale non ha mai ricevuto una telefonata. 

Questi chiarimenti arrivano dopo un tweet di Salvini, in cui il leader del Carroccio ha sostenuto che ci sarebbe un aumento degli sbarchi: “Per la prima volta dopo un anno e mezzo, da settembre aumentano gli sbarchi! Complimenti a questi incapaci. E pericolosi. Col passaparola sul fatto che “in Italia si sbarca senza problemi” i trafficanti e i loro complici corrono, caricano e si fregano le mani”, ha scritto su Twitter. 

Peccato che il primo cittadino di Lampedusa lo smentisca nettamente. 

Con il nuovo Governo è cambiato l’atteggiamento nei confronti di Lampedusa. Fino a un paio di mesi fa non venivamo presi in considerazione. In quattordici mesi non abbiamo mai ricevuto una telefonata, mai un documento per comunicarci qualsiasi informazione che ci riguardava. Una semplice telefonata, come quella che mi è stata fatta dal ministero dell’Interno sul caso dei migranti della Ocean Viking, è un cambiamento di rotta radicale. Poi se questo Governo rispetterà o meno i patti lo valuteremo giorno per giorno. Ma già essere presa in considerazione, per Lampedusa è un grande risultato. Con il precedente governo c’è stata la cancellazione geografica di Lampedusa anche nei discorsi, sui social. Praticamente Lampedusa non faceva parte della geografia politica. Oggi ci parlano, ci interpellano, vuol dire che siamo tornati ad essere italiani. Un Governo che si definisce del popolo non può non tenere in considerazione i cittadini”.

“Il fenomeno degli sbarchi dei migranti non è mai stato affrontato, né risolto. Non è che prima non ci fossero gli sbarchi e oggi con il nuovo governo sì. Gli italiani sono convinti che con il precedente Governo i porti fossero chiusi, che gli sbarchi non ci fossero più. Invece non è così: c’erano comunque gli sbarchi e i porti erano aperti. C’è stato solo un cambiamento mediatico. Ora tutti documentano gli sbarchi mentre prima la stampa non ne dava notizia. Il fenomeno degli sbarchi è identico a prima, con una differenza che prima non se ne poteva parlare. Nessuno poteva raccontare se c’era o non c’era uno sbarco. Oggi invece gli arrivi vengono comunicati a tutti gli italiani”.

Gli sbarchi con il nuovo Governo. “Non ho il numero degli sbarchi fantasma perché non teniamo più il conteggio. Abbiamo assistito a una diminuzione delle persone che arrivavano in Italia già nel 2017. Però io ho sempre detto che il numero delle imbarcazioni nel 2018 era aumentato rispetto all’anno precedente, mentre il numero delle persone era in continua diminuzione. C’è stata un’assenza dell’informazione nel 2018 e nel 2019. Ora che è cambiato il Governo tutti vogliono documentare, tutti vogliono sapere. Ma il problema degli sbarchi è rimasto lo stesso, è uguale a prima”. L’Europa e la questione migratoria. “La questione migratoria va affrontata in maniera globale. Non è possibile trattare con i singoli paesi europei le ripartizioni dei migranti che arrivano in Italia. L’Europa si deve mettere a attorno a un tavolo con tutti i paesi dell’Unione e discutere del problema seriamente. Il trattato di Dublino è superato, bisognerebbe fare il trattato di Lampedusa, per far capire all’Europa quello che avviene nel Mediterraneo. In Italia, invece, è necessario tornare a parlare di emigrazione in modo sereno, in un clima disteso, perché non è possibile che quando qualcuno tratta l’argomento viene insultato e minacciato”.

 

 

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19 Settembre 2019
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