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A Roma i centri Anti Violenza cambiano nome: intitolati a donne che lottano per i diritti

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Concluso percorso partecipativo per scelta nomi dieci strutture comunali
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ROMA – Si è concluso il percorso partecipativo per la scelta dei nomi di dieci Centri Anti Violenza, finora denominati con il toponimo dell’area in cui sorgono e adesso intitolati a donne che sono diventate simbolo della lotta al fenomeno, icone di autodeterminazione e libertà femminile oppure a persone che si sono distinte nelle battaglie in difesa e promozione dei diritti delle donne. Il percorso partecipativo si è svolto in due fasi: la proposta dei nomi e la successiva votazione. La proposta dei nomi ha visto coinvolti i Municipi in cui sorgono o stanno per essere inaugurati i relativi Cav, gli istituti scolastici che hanno partecipato al progetto “A scuola di parità”, le associazioni e i soggetti del terzo settore che si occupano di sostegno alle donne.

La seconda fase ha invece coinvolto la cittadinanza attraverso un sondaggio on line sul portale istituzionale di Roma Capitale. Per i Cav che si trovano nel territorio del IV, V e IX Municipio è risultata ammessa una sola proposta, specificatamente per il IV Municipio “Paola Lattes”, per il V Municipio “Angelina Merlin”, per il IX Municipio “Massimo Di Gregorio”, a cui quindi i Cav vengono intitolati. Per i Cav presenti nei municipi I, II, VI, VII, XIII, XIV e XV sono invece pervenute più proposte, oggetto della seconda fase del processo partecipativo tramite il sondaggio che ha avuto la durata di tre settimane, dal 15 luglio al 5 agosto 2021.
I risultati hanno portato alla intitolazione del Cav nel I Municipio ad Alessia e Martina Capasso, del Cav del II Municipio a Franca Rame, del Cav del VI Municipio a Irma Bandiera, del Cav del VII Municipio a Sara Di Pietrantonio, del Cav del XIII Municipio a Palmina Martinelli, del Cav del XIV Municipio a Teresa Buonocore e del Cav del XV Municipio ad Alda Merini.

I Cav, dunque, in ordine di Municipio, portano il nome di:
Alessia e Martina Capasso, le due sorelline uccise a Cisterna dal padre, che aveva già sparato alla moglie, il 28 febbraio 2018.
Franca Rame, attrice e sostenitrice dei diritti delle donne.
Paola Lattes, da volontaria a vicepresidente dell’Associazione nazionale volontarie del Telefono rosa per la difesa delle donne vittime di violenza.
Angelina Merlin, componente dell’Assemblea Costituente e prima donna a essere eletta al Senato della Repubblica. Il suo nome è legato all’abolizione della prostituzione legalizzata in Italia, del “nomen nescio” per i figli illegittimi e della “clausola di nubilato” che permetteva il licenziamento delle donne quando si sposavano.
Irma Bandiera, partigiana italiana, Medaglia d’oro al valor militare, torturata e fucilata dai nazisti.
Sara Di Petrantonio, ragazza romana di 22 anni, uccisa e bruciata dall’ex fidanzato il 29 maggio 2016.
Massimo Di Gregorio, presidente della Commissione municipale Pari Oppurtunità al IX municipio di Roma Capitale, recentemente scomparso.
Palmina Martinelli, bruciata l’11 novembre 1981 a Fasano, all’età di 14 anni perché non voleva prostituirsi.
Teresa Buonocore “mamma coraggio”, vittima di camorra e femminicidio, uccisa a Napoli nel 2010 per aver denunciato chi aveva abusato di una delle figlie. Medaglia d’oro al merito civile.
Alda Merini, straordinaria poetessa icona della libertà.

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