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Accusa di tangente a Siri, ecco l’emendamento ‘incriminato’ che estendeva gli incentivi per l’eolico

Sarebbe un emendamento presentato alla passata legge di bilancio: la firma di Siri non c'è, ma ci sono quelle di altri senatori del Carroccio: estendeva gli incentivi agli impianti eolici fino a 60 kilowatt
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ROMA – A quanto apprende l’agenzia Dire potrebbe essere un emendamento alla passata legge di bilancio, l’atto ‘sotto accusa’ nell’inchiesta che vede coinvolto anche il sottosegretario Armando Siri. A firma del capogruppo leghista al Senato Massimiliano Romeo e di altri senatori del Carroccio (Rivolta, Ferrero, Solinas, Zuliani) ma non dello stesso Siri, la proposta di modifica del maxiemendamento, prevedeva che dopo il comma 561 dell’articolo 1 venisse inserito il seguente comma: “561-bis. Le tariffe incentivanti e i premi di cui al decreto ministeriale 6 luglio 2012 e ai suoi allegati, del Ministro dello sviluppo economico, si applicano agli impianti aventi accesso diretto agli incentivi ai sensi dell’articolo 4 comma 3 del medesimo decreto alla condizione che siano entrati in esercizio fino alla data del 30 settembre 2017 e documentino di aver inviato la comunicazione di fine lavori al competente gestore di rete entro il 30 giugno 2017”.


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Il decreto del Mise 6 luglio 2012 stanzia tra le altre cose incentivi per l’energia da rinnovabili elettriche non fotovoltaiche. L’emendamento estende l’accesso diretto ai meccanismi di incentivazione per gli “impianti eolici e alimentati dalla fonte oceanica di potenza fino a 60 kW“. Tutto da provare che il testo dell’emendamento, poi respinto, fosse al centro di una dinamica corruttiva.

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