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Il Coronavirus fa tremare anche l’isola di Napoleone: Sant’Elena si blinda

Sperduta nell'Atlantico meridionale, è stata finora risparmiata da ogni epidemia. Ma ci sono dei casi nella vicina Ascension
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ROMA –  Chiusa la scuola, vietato il turismo sull’isola, quarantena per chi arriva in aereo, divieto alle navi da crociera: tre casi nella ‘vicina’ isola di Ascension fanno scattare l’allarme anche a Sant’Elena. Per la prima volta nella sua storia l’isola che fu l’ultimo rifugio di Napoleone conosce la paura del contagio. Coi suoi 122 chilometri quadrati di suolo per lo piu’ montagnoso sperduti nell’Atlantico meridionale, Sant’Elena e’ l’isola per antonomasia: per questo, com’e’ noto, nel 1815 vi portarono Napoleone, reduce da un piu’ fortunato esilio all’isola d’Elba. Da li’ riusci’ a fuggire. A Sant’Elena l’Empereur trovo’ la morte, sei anni dopo esservi sbarcato, impossibilitato ad attraversare i 1900 chilometri di acqua che lo dividevano dalla costa piu’ vicina, quella angolana. Per secoli la geografia ha tenuto Sant’Elena in una condizione di sostanziale confino dal mondo e in particolare dal turismo. Non e’ meta facile: le alte scogliere impediscono la creazione di un porto vero e proprio. Le navi restano all’ancora, e un servizio di traghetti trasborda le persone sulla terraferma. L’aeroporto e’ una conquista recente: dal 2017 due voli settimanali – uno per l’isola di Ascension, l’altro per Johannesburg – la collegano al resto del pianeta. Lo starsene in disparte dal mondo l’ha tenuta al riparo anche dai virus. Ora il coronavirus potrebbe far registrare il triste primato della prima pandemia davvero globale. Nel 1918, infatti, Sant’Elena fu una delle due aree del pianeta, con l’Antartide, in cui non attecchi’ la febbre spagnola che fece tra i 50 e i 100 milioni di morti. Piu’ di recente l’isola e’ riuscita a scansare anche Ebola, che dal 2014 imperversa in Africa occidentale. Di questi anni vicini a Sant’Elena sono rimaste le mascherine, una misura di precauzione mai davvero utilizzata. “Le abbiamo prese allora e ne abbiamo in gran numero”, cerca di rassicurare via web i suoi 4500 concittadini il ministro della salute Ted Rayment. Ma a differenza di ebola, ora la paura del contagio e’ reale. E costringe a prendere misure senza precedenti.

L’allarme e’ scattato la sera di lunedi’ 16 marzo quando il governo dell’Isola di Ascensione, a 1.295 chilometri da Sant’Elena, ha identificato tre possibili casi di COVID-19 e per precauzione ha messo quindici persone in autoisolamento. Nonostante la distanza, Sant’Elena, Ascensione e Tristan da Cunha sono collegate dal punto di vista amministrativo, essendo parte del territorio d’oltremare del Regno Unito. La notizia si e’ diffusa via social tra gli abitanti di Sant’ Elena e ha costretto il governo a inasprire le piu’ blande misure precauzionali adottate la settimana precedente. I tre di Ascension infatti, sabato 14 marzo avevano viaggiato con un volo delle SA Airlink, la linee regionali del Sud Africa, in partenza da Johannesburg. Il timore piu’ che fondato degli abitanti di Sant’Elena e’ che abbiano fatto scalo all’aeroporto di Jamestown. “Di solito i passeggeri scendono e si fermano nel salotto, poi ripartono”, commentano sulla pagina facebook delle news dall’Isola. E aggiungono, tra gli scongiuri: “Chiunque sia tornato a Sant’Elena dall’Ascensione deve isolarsi ora”, come scrive ad esempio Brian Poole. La misura in effetti e’ tra quelle adottate ieri dal governo per limitare la probabilità che il virus COVID-19 arrivi “su questa piccola isola remota e vulnerabile”. Cosi’ da oggi e’ chiuso il Saint Helena Community College, la scuola centrale, che ha sede nella capitale Jamestown. Sono limitati e controllati gli sbarchi e in particolare nessuna nave da crociera visitera’ l’isola fino a nuovo ordine. I turisti non potranno arrivare neppure piu’ in aereo. Potranno farlo solo residenti e lavoratori, cioe’ titolari di permesso di soggiorno a lungo termine, appaltatori temporanei, lavoratori che provengano da Ascension, impiegati della Cooperazione, persone autorizzate dal governatore.

Non serve neanche ricordarlo: dall’Italia – come dalle zone rosse di Cina e Corea, e dall’Iran – sono vietati gli ingressi. Ma la quarantena vale per tutti: “Chiunque arrivi in aereo e’ tenuto a autoisolarsi per 14 giorni”, recita l’ultima ordinanza del ministero della salute che dispone anche regole severe di distanziamento sociale: “E’ vietato tenere riunioni, e’ fortemente sconsigliato stringersi la mano, abbracciarsi, avere qualsiasi contatto fisico”. Anche l’isola di Napoleone fa i conti con la paura del contagio. E infrange il sentimento di separatezza che ne faceva un unicum nella storia. “Il genio potrebbe essere scappato dalla bottiglia”, commenta amaramente Douglas Augustus su facebook. Un “genio arrivato dall’aeroporto”, gli risponde Jeff De Moss.

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