Coronavirus, la docente da Parigi: “Macron va alla guerra, in ritardo”

Economista pugliese: "modello italia dopo insostenibile leggerezza"
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ROMA – “Emanuel Macron ha citato la parola ‘guerra‘ sette volte nel suo discorso e ha parlato di unità europea, ma la verità è che è dovuto tornare sui propri passi, con giorni di ritardo”. Grazia Cecere, docente alla Business School dell’università parigina Institut Mines Telecom, parla con l’agenzia Dire dell'”insoutenable legerete de la France”.

“Un’insostenibile leggerezza” che aveva dato il titolo a una corrispondenza romana del quotidiano Le Monde sul “punto di vista italiano”. L’articolo era stato pubblicato mentre a Parigi si preparavano le elezioni municipali di domenica, quando scuole e negozi non erano stati ancora chiusi, come nelle disposizioni ora in vigore.
Trentanove anni, originaria di Martina Franca, in Puglia, Cecere torna indietro di qualche giorno. “Mettendo a confronto il tg locale e quello italiano, che vedo tutte le sere, mi veniva da dire: ‘O in Italia non sanno curare i malati o in Francia dicono bugie'”.

La risposta potrebbe suggerirla la nuova linea annunciata da Macron lunedi’ sera che, secondo l’economista, per più di un aspetto ricalca un “modello Italia”. Con tanto di nuovi obblighi di autocertificazione per gli spostamenti, i riferimenti all’unità europea necessaria e a un impegno di contenimento che da ora ha un ostacolo in meno: le elezioni municipali, visto che il ballottaggio è stato rinviato al 21 giugno.
Secondo Cecere, il primo turno non è stato annullato perché si voleva dimostrare che “la democrazia viene prima di tutto” e non per convenienze di partito. L’affluenza però non ha superato il 45 per cento, con un calo record, di 20 punti rispetto allo scrutinio amministrativo del 2014.

E l’insostenibile leggerezza, citata da Le Monde? “Il corrispondente scriveva che gli italiani stavano tutti a casa mentre i parigini erano in fila ai teatri del Quartiere latino” spiega Cecere. Convinta che, ora, sia il momento di essere tutti sulla stessa lunghezza d’onda: “Da economista penso anche alla produzione industriale, che non deve essere penalizzata dalle chiusure unilaterali dei confini come quelle decise da Spagna e Germania; non c’è in gioco solo il Pil, ma anche la tenuta e la ricostruzione della sanità”.

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18 Marzo 2020
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