Il governatore della Toscana Enrico Rossi è indagato nell’inchiesta su Tpl

"Le accuse sono infamanti e ridicole. Aspetto il momento giusto per procedere a querelare i calunniatori"
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FIRENZE – Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, è indagato per turbativa d’asta per la gara unica del trasporto pubblico locale. La notizia, divulgata da alcuni quotidiani stamani, viene confermata dal governatore che commenta così l’inchiesta: “Le accuse- afferma su Facebook- sono infamanti e ridicole. Aspetto il momento giusto per procedere a querelare i calunniatori a cui consiglio di prepararsi a pagare per le loro diffamazioni”.

L’indagine della procura di Firenze, che coinvolge anche funzionari della Regione e membri della commissione di gara, nasce da un esposto presentato da Mobit, il raggruppamento uscito finora sconfitto. “Questa associazione di imprese- punta il dito Rossi- non solo ha strumentalmente usato la giustizia amministrativa perdendo regolarmente tutti i ricorsi, facendo così ritardare il contratto con l’impresa vincente e quindi la partenza del servizio ma, come ultimo colpo di coda per bloccare le regolari procedure, ha fatto anche un esposto alla procura mettendo sotto accusa oltre a me, l’intera commissione regionale e i dirigenti del settore mobilità”.

A finire nel mirino degli inquirenti una intervista rilasciata il 13 novembre 2015 nel corso della quale Rossi commentava l’esito provvisorio della gara, prima della sua conclusione formale. “In realtà- si difende il presidente della Regione- coloro che hanno presentato l’esposto nascondono il fatto che la notizia già da un mese era di pubblico dominio e che la stampa e le agenzie nazionali l’avevano ampiamente riportata, poiché la seduta della commissione per l’apertura delle buste era stata pubblica, come prevede la legge, e quindi tutti erano a conoscenza del risultato”.

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17 Giugno 2020
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