Coronavirus, Brescello ai cittadini: “Non favorite ritorno mafie”

La lettera del Comune di Brescello a famiglie e imprenditori messi in difficoltà dall'emergenza coronavirus Chiedete aiuto a noi, non alle mafie"
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REGGIO EMILIA – Non cedete alle lusinghe della ‘ndrangheta ma “rivolgetevi a noi”. E’ l’appello del Comune di Brescello a famiglie e imprenditori messi in difficoltà dall’emergenza coronavirus, perché non concedano terreno fertile alle organizzazioni criminali. Un film già visto nel paese di Peppone e Don Camillo, prima amministrazione emiliano-romagnola sciolta per infiltrazioni mafiose nel 2016 e poi al centro -nel dicembre dell’anno scorso- dell’operazione Grimilde contro esponenti della cosca Grande Aracri di Cutro.

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Così, il Comune guidato da Elena Benassi, ha preso carta e penna e ha scritto una lettera inviata a tutti i cittadini in cui ricorda: “Le difficoltà economiche vissute nel decennio che abbiamo trascorso hanno messo in luce i pericoli che in momenti così problematici possono presentarsi. Le restrizioni nei finanziamenti alle famiglie e alle imprese hanno dato forza a soggetti, singoli e organizzati, che si sono offerti di dare sostegno alla nostra economia, grazie alle ingenti risorse che avevano a disposizione e che provenivano da attività di tipo illegale”. Questi soggetti, sottolinea l’ente locale, “hanno nomi ben precisi: si chiamano usura, mafie, ‘ndrangheta. Le indagini e i processi che si sono svolti in questi anni ci hanno aiutato ad aprire gli occhi su forme di malavita che traggono profitto nei momenti di particolare difficoltà economica e sociale”.

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I casi emersi nel maxi processo Aemilia sono d’altronde ben noti: “Famiglie che si sono rivolte a costoro per piccoli prestiti sono entrate nell’incubo degli usurai. Imprese che hanno accettato forme di compartecipazione economica si sono trovate all’interno di un meccanismo che tendeva ad appropriarsi di attività sane per ricondurle nell’ambito di un sistema malavitoso”. Vicende, quelle delle infiltrazioni letali, rimarcate a chiare lettere nella missiva: “Il processo Aemilia e l’operazione Grimilde hanno reso evidente anche a chi era digiuno di questi fatti che con la ‘ndrangheta non si fanno affari, perché da essa si viene colonizzati in modo dapprima subdolo e mellifluo, poi in termini di ricatto e di violenza. L’economia sommersa, il lavoro ‘in nero’ non sono strade praticabili e compatibili con chi vuole sentirsi onesto”.

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Prosegue quindi la lettera: “La nostra terra ha già vissuto questi fenomeni in anni recenti, prendendone poi coscienza e cercando di combatterli con una spinta che ha coinvolto in modo sempre più esteso tutte le nostre comunità”. Oggi quindi “non possiamo ricadere all’interno di questo incubo: le difficoltà che inevitabilmente ci troveremo a vivere non dovranno rappresentare terreno fertile per la malavita organizzata”. Per questo, esorta il Comune, “vi diciamo di non rivolgervi a chi vi propone strade facili per trovare risorse economiche. Sappiate che in questo momento non esistono scorciatoie che non siano di tipo illegale, non esistono soggetti che lavorino con ribassi consistenti sui costi d’impresa che non appartengano al mondo del riciclaggio e del crimine. Questi non sono benefattori, ma approfittatori“.

Invece, “rivolgetevi a noi per affrontare i vostri problemi. Cercheremo di essere al vostro fianco per far ripartire in modo trasparente e legale la nostra comunità, senza promettere miracoli che non abbiamo gli strumenti per compiere, ma assicurandovi il massimo impegno”. Solo “se saremo coesi- conclude il Comune di Brescello- sapremo uscire da questo momento difficile e soprattutto ne sapremo uscire a testa alta”.

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17 Aprile 2020
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