Coronavirus, il medico camerunense: “In corsia nessuna discriminazione”

"Un momento straordinario, di unione" dichiara il cardiologo Kwame Mboumi che presta servizio all'ospedale di Città di Castello, in Umbria
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ROMA – Finalmente si sta capendo che discriminare non ha senso. I pazienti non fanno nessuna distinzione tra medici italiani e stranieri e anche noi non consideriamo minimamente la provenienza di un paziente.  un momento straordinario, di unione”. Kwame Mboumi non ha perso l’ottimismo. Cardiologo di origine camerunese, lavora all’ospedale di Città di Castello, in Umbria, dove solo ieri quattro suoi colleghi sono risultati positivi al Covid-19.
“In questa fase la parola eroe, per parlare dei medici, è molto inflazionata” dice Mboumi: “La nostra invece è più che altro una vita da mediano, come canta Ligabue, sempre nel mezzo, a lavorare”. Secondo il dottore, il momento è delicato ma anche portatore di una coesione impensabile fino a poco tempo fa: “Il virus non ti chiede permesso di soggiorno o il ceto sociale e adesso è assolutamente chiaro che siamo tutti uguali”.
Presto per capire se questo sentimento durerà dopo la crisi di queste settimane. “Molto starà anche ai media, se decideranno di privilegiare le narrazioni positive e di unione” sottolinea Mboumi. Convinto che, purtroppo, “ci sarà sempre chi vuole approfittare delle divisioni per il proprio tornaconto politico”.
Dottori e personale sanitario sono uniti dalla voglia di contribuire ma anche dai problemi. “L’equipaggiamento con il quale stiamo lavorando non è sempre in quantità sufficiente – dice Mboumi – e non siamo completamente preparati a quello che sta succedendo”.
Il medico si dice contrario alle proposte di sottoporre al tampone per il Covid-19 tutto il personale sanitario. “Molto probabilmente – la sua reazione – una parte non trascurabile dei professionisti in corsia risulterebbe contagiata e dovrebbe smettere di lavorare, una cosa impossibile”. Secondo Mboumi, piuttosto, bisognerà apprendere le lezioni della crisi. “Dovremo fare tesoro di alcune cose che stiamo imparando” dice il cardiologo. “È bene che i cittadini capiscano che il sistema sanitario nazionale, gratuito ed efficiente, è un bene che va tutelato”.
Infine, le decisioni assunte a livello nazionale. “In questa seconda fase di gestione dell’epidemia il governo, che personalmente ringrazio, ha dato più spiegazioni e coinvolto di più i cittadini” sottolinea Mboumi. “La gente ha capito e adesso è seriamente impegnata nel contenimento del virus”.

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17 Marzo 2020
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