La bronchiolite è la prima causa di ricovero dei bambini sotto ai 12 mesi

Cutrera (Bambino Gesù): "Sembra che ci sia più virulenza rispetto allo scorso anno"
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ROMA – La bronchiolite è “la prima causa di ospedalizzazione dei bambini sotto il primo anno di vita nei Paesi occidentali. Mancano dati certi sui tassi di incidenza in questi primi due mesi del 2020, ma sembra che ci sia più virulenza rispetto allo scorso anno“. A riferirlo alla Dire è Renato Cutrera, responsabile di Broncopneumologia dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

“La causa principale è il virus respiratorio sinciziale- prosegue lo specialista- che ha degli andamenti stagionali: è presente dal mese di novembre fino al mese di marzo con un picco di incidenza che di solito precede di poco quello dell’influenza. Tra dicembre e gennaio, qualche volta febbraio, si registra il maggiore aumento di virus respiratorio sinciziale”. Si stima che la bronchiolite rappresenta il 18% delle cause di ricovero in età pediatrica. Inoltre, fino al 50% dei bambini con bronchiolite può presentare negli anni successivi episodi di bronchite asmatica prescolare. L’incidenza annuale nel primo anno di vita è di circa 11 casi su 100 bambini. “I più colpiti sono i più piccoli o quelli con più fattori di rischio– chiarisce Cutrera- come ad esempio un bambino prematuro o con una patologia cronica sottostante, o ancora con una malformazione delle vie aeree”.

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I SINTOMI

Passando alle manifestazioni sintomatiche, il past president della Fiarped spiega che il virus “nei bambini più grandi e nell’adulto produce solamente un raffreddore. Anche nei bambini a rischio all’inizio si presenta con un raffreddore, poi però progredisce nelle vie aeree e produce dei sintomi più importanti che finiscono per preoccupare i genitori: una tosse, una difficoltà respiratoria e un torace che si muove più velocemente. Nei casi più gravi ci può essere cianosi o un’alterazione del colorito cutaneo, perché manca l’ossigeno- sottolinea il medico- ma siamo già nelle fasi avanzate. I bambini con questo problema respiratorio, di conseguenza, possono smettere anche di mangiare e di bere”.

LE CURE

A livello terapeutico “si danno solamente terapie mediche nei casi più leggeri e i bambini vengono poi rimandati a casa- ricorda Cutrera- in quelli più gravi, invece, vengono ricoverati e assistiti con dei presidi specifici. E’ ovvio che un vaccino antinfluenzale non previene dalla bronchiolite perché si tratta di virus differenti, ma siccome la bronchiolite può lasciare uno stato di iperreattività dei bronchi – quindi una facilità ad avere altre infezioni – e la bronchiolite da virus respiratorio sinciziale inizia prima dell’influenza- conclude- potrebbe essere una buona strategia avere un bambino vaccinato dopo il sesto mese di vita“.

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17 Febbraio 2020
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