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Caudo rilancia lo stadio della Roma e l’unione Ama-Acea (con l’aiuto di Marino)

caudo marino
L'Agenzia Dire ha intervistato il candidato alle primarie del centrosinistra Giovanni Caudo, urbanista, e l'ex sindaco di Roma Ignazio Marino, di cui Caudo fu assessore
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ROMA – I rifiuti e i trasporti, ma anche lo stadio della Roma e il Giubileo. L’Agenzia Dire ha intervistato il candidato alle primarie del centrosinistra Giovanni Caudo, urbanista, e l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino, di cui Caudo fu assessore.

MARINO: “IL PD NON VUOLE IL CONFRONTO DELLE PRIMARIE, IN LISTA PURE QUELLI CHE ANDARONO DAL NOTAIO”

“Quello che penso, e lo voglio affermare con serenità, è che su questa sedia dovrebbe esserci il candidato del Pd. Il Pd sta cercando di non avere confronti in modo che nessuno possa avere la percezione che domenica ci saranno le primarie”. Così l’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino nel corso di un’intervista con l’agenzia stampa Dire in compagnia del candidato alle primarie del centrosinistra Giovanni Caudo. “Dal suo punto di vista- ha spiegato Marino- il Pd ha ragione perché se non lo sa nessuno il candidato del Pd può partire già con 15mila voti che sono un migliaio di voti per ogni candidato alla presidenza dei 15 Municipi. Quindi, se invece dei 110mila cittadini che parteciparono quando stravinsi io, alle primarie di domenica andranno come a Torino circa 15mila persone sarà chiaro che chiaro che i cittadini non si esprimeranno e vincerà l’apparato. Dobbiamo far sapere che domenica possono andare a votare tutti i cittadini e che potranno vincere loro”. “Ho letto che il candidato del Pd rimetterà in lista alcune di quelle persone che andarono dal notaio per far decadere un sindaco con un gesto antidemocratico e mettendo nel cestino il voto di 700mila romani. È una presa di posizione chiara che dice ai cittadini: ‘voi non contate nulla, conta il partito’“.

CAUDO-MARINO: “UNIRE ACEA CON AMA E FARE MULTIUTILITY”

“Lo propongo da settembre: sui rifiuti dobbiamo mettere insieme Acea, Ama e un partner come Eni. Un progetto già accettato dai sindacati. Creare quindi una multiutility con un processo di industrializzazione. Sono contento di aver portato questa idea nel dibattito. Tutti si stanno allineando. Calenda dice che i sindacati non sono d’accordo? Ma non è vero, sono d’accordo e dovrebbe correggerlo la prossima volta che lo dice“, ha spiegato il presidente del III Municipio e candidato alle primarie del centrosinistra a Roma per il sindaco della Capitale, Giovanni Caudo, nel corso di un’intervista con l’agenzia stampa Dire in compagnia dell’ex sindaco Ignazio Marino.

“Io- ha invece ricordato Marino – non solo chiusi Malagrotta, che doveva essere chiusa dal 2007 per disposizioni dell’Ue. Quello che è importante è anche che noi prendemmo la decisione sul dove portare i rifiuti dopo quella chiusura. Studiammo con molta attenzione i progetti delle varie città internazionali ed europee come San Francisco. E pensammo agli ecodistretti. Oggi sento qualcuno che dice di voler portare la differenziata al’80%, una soglia a cui non è arrivata nemmeno la virtuosa San Francisco in 35 anni. La differenziata può arrivare intorno al 55% facilmente. Con uno sforzo ulteriore fino al 65% ma poi è molto difficile salire ancora. Per questo nacque l’idea degli eco distretti, impianti dove si potevano portare, ad esempio, tutti i rifiuti alimentari della città per trasformarli in gas. Se chi è venuto dopo aveva un’idea migliore doveva applicarla. Se invece quella migliore era la nostra perché è stata tenuta chiusa in un cassetto per tutti questi anni?”.

“Il Pd- ha aggiunto Marino- fece fatica a votare quel provvedimento sugli ecodistretti. Oggi non lo so quale sia l’idea del Pd sul trattamento dei rifiuti. Io proposi di aziendalizzare Ama con il supporto di Acea come fanno Torino e Milano con le loro aziende”. L’idea ribadita dallo stesso Caudo.

MARINO: “RAGGI SA CHE PUÒ CEDERE QUOTE ACEA E MANTENERE CONTROLLO?”

“Vorrei fare una provocazione ai candidati e alla sindaca di Roma Virginia Raggi, che da donna intelligente capirà cosa voglio dire. Una sinistra antica, appartenuta al secolo passato, ha impedito per anni una gestione moderna degli aspetti finanziari ed economici di molte città. A Roma penso al caso di Acea, che ha un fatturato annuo di circa 5 miliardi di euro e che appartiene al 51% ai romani. Si è fatto per anni un contrasto ad altri tipi di posizioni dicendo che non si può vendere idealmente nulla di quella compagnia utilizzando magari le risorse ottenute per progetti per la città, perché ‘non sia mai’ che Roma possa perdere la maggioranza. Ma quello che non è stato spiegato ai cittadini è che anche se Raggi o il sindaco Caudo vendessero un 3 o 4%, che significa somme rilevanti per centinaia di milioni immediatamente spendibili per la città, Roma manterrebbe comunque il controllo perché ha la golden share, che consente di controllare Acea fino al 30% delle quote. Perché non portare Roma nel III Millennio anche dal punto di vista della gestione finanziarie ed economica?”, si chiede l’ex sindaco Ignazio Marino.

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CAUDO: “OBIETTIVO 65% DIFFERENZIATA SENZA INCENERITORI”

“Roma può arrivare al 65% di differenziata, come Milano. Il resto, 550mila di indifferenziata, può essere gestito negli impianti esistenti di Acea, come ad esempio quello di San Vittore. Un termovalorizzatore non servirebbe, non c’è bisogno. Si può spingere sulla differenziata. E poi abbiamo 18mila ettari di territorio agricolo di cui una buona parte pubblica. L’umido lo potremmo usare per rigenerare il suolo su di questo enorme territorio”, propone Caudo.

“Noi- ha ricordato Marino nel corso dello stesso dibattito- abbiamo portato la differenziata dal 20% al 43%, con una crescita incredibile in soli due anni. Nei sei anni successivi quella percentuale è rimasta ferma“.

CAUDO: “DA SINDACO PRONTO A RIPARLARE STADIO ROMA CON FRIEDKIN”

“Lo stadio della Roma? Faremo esattamente quanto già fatto con Pallotta, e con lo stesso rigore: guarderemo la proposta del privato e vedremo se sarà coerente con la visione dell’amministrazione. Come lo era quello a Tor Di Valle perché era un progetto inserito nell’asse della città che va dal centro a Fiumicino. Lo esamineremo nel solo interesse generale”, ha spiegato Caudo.

“La Roma dei Friedkin- ha aggiunto- ha certamente altri interessi rispetto a quelli di allora ma agiremo con lo stesso con rigore e rispettando i tempi. Una delle cose più gravi di quanto successo in questi anni di amministrazione Raggi è il male che ha fatto la sindaca alla città nel trattare in modo così incerto quel progetto, dando un segnale devastante agli investitori anche internazionali. Se non era d’accordo con lo stadio lo poteva cancellare revocando l’interesse pubblico i primi giorni dopo l’elezione. Invece Raggi in pubblico ha detto alcune cose e in privato, nelle stanze, ne faceva altre. Chi può venire ad investire a Roma in queste condizioni?”.

CAUDO: “CHI VOTA ME A PRIMARIE NON È CONTRO IL PD”

“Questa mattina ho effettuato un giro elettorale con un candidato del Pd, con cui c’è un appoggio reciproco e leale. C’è una parte cospicua di dirigenti e elettori del Pd che rinfaccia che non ci sia mai stata un’analisi di quello che è successo con la cacciata di Marino e della ferita inferta. Io credo sia un problema interno al Pd, che deve spiegare ai suoi elettori il perché di quella scelta. Oggi molti vogliono votare per me perché credono che nel Pd debba pesare anche chi non la pensa come quelli che cacciarono Marino. Che non è essere contro il Pd”. Così il presidente del III Municipio e candidato alle primarie del centrosinistra a Roma per il sindaco della Capitale, Giovanni Caudo, nel corso di un’intervista con l’agenzia stampa Dire in compagnia dell’ex sindaco Ignazio Marino.

“Oggi i simpatizzanti del Pd- ha aggiunto Caudo- hanno la possibilità, con le primarie, di segnalare la loro presenza e segnalare con un voto ad un candidato dentro l’alveo del centrosinistra si può raccogliere questa possibilità di segnalare che esiste un Pd nuovo e che fa i conti con quella stagione. Altrimenti rischiamo di far tornare quelli che avevano governato con Alemanno e che erano stati battuti dalla vittoria di Marino. Dobbiamo far comprendere che in gioco c’è una partita tra un pezzo del partito che cerca la restaurazione di quel consociativismo dei tempi Alemanno e un pezzo di Pd che aveva sconfitto quel gruppo dirigente e che oggi rischia di non avere aria e respiro”.

CAUDO: “SÌ A METRO MA ANCHE BUS E TRAM DI COLLEGAMENTO”

“Cosa fare sul Tpl? Ci sono 1,2 milioni d romani che vivono attorno al Gra, in parti di città dove non arriverranno le metropolitane, che pure dobbiamo realizzare. Ma serve anche una mobilità alternativa dolce, come bus, preferenziali e tram, per permettere ai romani di andare a prendere le metro dal punto in cui vivono”.

CAUDO: “GIUBILEO 2025? CHIESA DI STRADA COME DICE PAPA FRANCESCO

“Cosa propongo per il Giubileo 2025? La Chiesa di strada di Papa Francesco. Dobbiamo lavorare per andare dove vivono i romani e portare dignità, facendo spazi davanti alle chiese e ai centri civici. Dare un’identità di quartiere. Il Giubileo serva a questo non all’ennesimo percorso di pellegrinaggio o ad una sola grande piazza in centro- commenta Caudo-. E poi bisogna spendere i soldi del piano nazionale di ripartenza e resilienza. Ma dove sono i progetti?“.

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