Il monitoraggio sulla ‘fase 2’: Lombardia, Molise e Umbria sorvegliati speciali

La valutazione relativa all'aumento di trasmissione e all'attuale impatto di Covid sui servizi assistenziali fa registrare per tutte le regioni una valutazione bassa, di livello 2, e solo in tre casi una valutazione moderata di livello 3.
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ROMA – Ecco i dati del monitoraggio della cabina di regia del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore della Sanita’ illustrata oggi alle Regioni che ha analizzato la situazione sanitaria nei vari territori al termine del lockdown, nella settimana dal 4 al 10 maggio. Si tratta del documento che di fatto autorizza la fase delle riaperture.

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La valutazione relativa all’aumento di trasmissione e all’attuale impatto di Covid sui servizi assistenziali fa registrare per tutte le regioni una valutazione bassa, di livello 2, e solo in tre casi una valutazione moderata di livello 3.

L’indice di trasmissibilita’ e’ infatti di 0,62 per la Lombardia, di 1.23 per l’Umbria e di 0,55 per il Molise. Per tutte le altre 18 regioni e’ piu’ basso: c’e’ una bassa probabilita’ che si trasmetta il virus e un corrispettivo basso impatto sui servizi assistenziali.

Nel caso del Molise il report segnala “un nuovo focolaio di trasmissione attualmente in fase di controllo che ha prodotto un aumento nel numero di casi nella scorsa settimana” ma a partire da una situazione di partenza in cui l’indice di trasmissibilita’ era molto basso.

Anche in Umbria il livello 3 e’ giustificato dall’esistenza di focolai, ma c’e’ “una ridotta numerosita’ di casi segnalati che pertanto non desta una particolare allerta”.

Per quanto riguarda la Lombardia, “si assiste a una riduzione di segnali di sovraccarico del servizi sanitari” anche se “rimane elevato il numero di nuovi casi segnalati ogni settimana seppur in diminuzione”.

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