Da Di Maio ad Alessandro Gassmann, chi sta con le sardine

Dopo la manifestazione romana, che ha riempito piazza San Giovanni, fioccano gli apprezzamenti dei politici
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ROMA – In piazza San Giovanni, ieri, si sono radunate decine di migliaia di persone, sardine alla mano. Nessuna adesione ai partiti, un marchio registrato, ancora niente incontri istituzionali all’orizzonte: eppure sono molti i politici che applaudono all’iniziativa, nata a Bologna e diffusa in tutta Italia, di chi scende in piazza per dire no al fascismo. 

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Ieri, in piazza, c’erano, tra gli altri, Nichi Vendola e l’assessore capitolino Luca Bergamo. Oggi arriva l’entusiasmo del leader M5s Luigi Di Maio.

Avevo la tentazione di passare a San Giovanni. Le piazze sono una cosa bellissima. Giorni fa ho incrociato il loro portavoce in tv e gli ho detto che sono bravissimi. Trovo sbagliato che qualcuno, tra i partiti, provi a metterci il cappello. Bisogna lasciar respirare queste emozioni in modo libero, solo cosi’ continueranno a essere forti e coinvolgenti”, ha detto in un’intervista al Corriere della sera. “Ogni nostra convergenza e’ sempre sul programma. Ma facciamo cosi’: per ipotesi, sarebbe bello lavorare insieme su ambiente, giustizia, diritti sociali, lavoro, casa e aiuto alle persone in difficolta’”, conclude.

“Tante sardine… ma proprio tante tante. I giovani sono, ora come non mai, la parte migliore del Paese. CORAGGIO!!!”, aveva twittato ieri l’attore Alessandro Gassmann, mentre dal leader del Pd, Nicola Zingaretti, era arrivato un ringraziamento: “Grazie per aver reso Roma così bella, per la passione che ci mettete, per chiedere con tanta forza un’idea di politica inclusiva e sana. Belle le proposte che avete lanciato, faremo di tutto per metterle in atto ed essere all’altezza del vostro impegno. Cambiamola insieme, la nostra bella Italia”.

“Le sardine hanno ottenuto un risultato politico potente: hanno mostrato che le piazze non sono solo di Salvini. Ora la sfida è passare dalla protesta alla proposta. Per adesso: complimenti agli organizzatori. Non c’è cosa più bella di un futuro da scrivere”, le parole, invece, del leader di Italia Viva Matteo Renzi. E nel centrosinistra c’è chi prende spunto dalle sardine per fare autocritica: “Vogliamo capirlo o no che siamo indietro?”. Ovvero: la piazza delle sardine deve costringere tutte le componenti della sinistra organizzata a capire “fino in fondo” che “quello che c’è non basta e che quello che serve ancora non c’è”, sostiene il segretario di Articolo Uno, Roberto Speranza. La piazza delle sardine “ci dice che dobbiamo cambiare, che quello che c’è non basta, che il centrosinistra è insufficiente e che così com’è messo oggi non ce la fa”, ragiona il ministro della Sanità. E questo “è un messaggio che riguarda anche il M5s”, aggiunge Speranza: in quella piazza che si riempie “in maniera libera, autonoma e spontanea alla fine chi c’è? Elettori della sinistra diffusa, del Pd ma anche tantissimi elettori del M5s”.

 

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15 Dicembre 2019
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