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VIDEO | Università sempre più globale, alla Luiss si parla di innovazione

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Il rettore Andrea Prencipe illustra all'agenzia Dire la conferenza "Reinventing Higher Education", giunta alla sua dodicesima edizione
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ROMA – Non la proposta di una soluzione univoca ma un confronto a più voci, animato da tensioni creative e differenze, aperto al mondo e fedele al Dna flessibile e per sua natura innovativa dell’università: a parlare con l’agenzia Dire, illustrando “Reinventing Higher Education”, una conferenza ospitata dalla Luiss Guido Carli con la partecipazione di esperti di 25 Paesi, è il rettore Andrea Prencipe.

Siamo un villaggio globale ma anche di prossimità” premette il dirigente, a margine dell’incontro, al via questo pomeriggio e in programma fino a domani. “In questi giorni approfondiremo non un modello o un paradigma ma ne discuteremo diversi, non per sviluppare un’unica soluzione ma per tenere presenti valori e culture differenti”. Secondo Prencipe, l’orizzonte sono “percorsi accademici, dunque di formazione, che tengano presente la diversità e la affrontino in modo più innovativo”. Lo spirito della due giorni, nella sede di viale Pola della Luiss, in presenza e in collegamento web, è in linea con la vocazione di un ateneo che porta nel nome stesso la dimensione “internazionale”. Alla conferenza partecipano allora dirigenti, professori ed esperti universitari di Russia e Qatar, Ghana o Regno Unito.

“Negli ultimi anni abbiamo dato una accelerazione ulteriore al processo di internazionalizzazione” sottolinea Prencipe: “Non soltanto rispetto alla cosiddetta internazionalizzazione lontana, dunque orientata al Nord America e al Sud-est asiatico, ma anche quella verso i Paesi limitrofi, a cominciare dal Mediterraneo allargato, con i Balcani, il Nord Africa e perfino punte in Sudafrica”. Al centro dei lavori alla Luiss ci sono i nuovi scenari globali dell’alta formazione, il punto di vista delle imprese, lo sviluppo di una strategia di cooperazione che consenta una più libera e aperta circolazione dei cervelli e dei saperi e che rafforzi il ruolo delle università come agenti globali di cambiamento.

“Reinventing Higher Education”, giunta alla dodicesima edizione, è organizzata in collaborazione con la IE University di Madrid. Ad aprire i lavori con Prencipe è Santiago Iniguez, presidente dell’ateneo spagnolo. Tra le parole chiave che ritornano ci sono “studenti future ready”, cioè pronti ad affrontare il futuro e a entrare nel modo migliore nel mercato del lavoro.

Secondo Iniguez, è necessario che le università abbiano maggiore autonomia e flessibilità per formare “cittadini globali” e affrontare le sfide contemporanee. “Servono meno rigidità per poter rispondere alle sollecitazioni del mercato del lavoro in modo innovativo” la tesi del presidente della IE University. Un altro appello riguarda la ripresa della mobilità internazionale, dopo lo stop dovuto alla pandemia di Covid-19.

“Per formare professionisti cosmopoliti è indispensabile che i giovani possano interagire con persone di altre culture” evidenzia Iniguez. “Il mio sogno è che sia possibile ripartire con gli scambi internazionali, per tutti gli studenti che dispongono delle certificazioni sanitarie, già entro fine anno”. Invita ad allargare orizzonti anche Maria Cristina Messa, ministra italiana dell’Università e della ricerca. In collegamento web con la conferenza, parla di ripresa economica e sociale, promossa dal governo e dal parlamento attraverso la versione nazionale del “recovery plan” europeo. “Gli atenei – dice Messa – sono indicati come lo strumento strategico per la ripresa e il successo”.

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