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Ok dalla Camera alle missioni in Libia: niente stop alla cooperazione con la Guardia costiera

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L'associazione delle ong italiane condanna l'approvazione del rifinanziamento delle missioni militari
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ROMA – L’aula della Camera ha approvato la risoluzione sulle missioni internazionali, con 438 voti a favore. È stato bocciato invece il testo a prima firma Palazzotto (Leu) condiviso da una trentina di deputati che chiedeva lo stop della cooperazione con la Guardia costiera libica.

L’ASSOCIAZIONE DELLE ONG ITALIANE CONDANNA L’APPROVAZIONE DELLA RISOLUZIONE

L’Associazione delle ong italiane (Aoi) esprime “forte condanna” per l’approvazione della Risoluzione sul rifinanziamento delle missioni militari italiane da parte della Camera dei deputati, in quanto “conferma la strategia fallimentare degli accordi con la Libia attraverso la decisione di destinare altri 500 mila euro alla Guardia costiera libica – per un totale di 32,6 milioni di euro spesi dal 2017 -, nonostante essa sia responsabile di sistematici abusi e violazioni dei diritti umani, come denunciato da testimoni, agenzie internazionali e inchieste giornalistiche”.

Per Aoi la scelta di impegnare il governo “a verificare, dalla prossima programmazione, le condizioni per il superamento di suddetta missione” lascia di fatto “la situazione immutata, confermando un approccio generale volto ancora una volta ad esternalizzare le frontiere”, senza porre fine a “abusi e violenze, alla fuga di persone disperate e alle morti in mare”.

L’Associazione delle ong italiane accoglie tuttavia con favore “il rafforzamento del ruolo della società civile come attore nelle aree di crisi internazionali, con particolare attenzione al peacebuilding civile; l’impegno a non destinare le risorse per l’azione umanitaria unicamente alle agenzie multilaterali, indicando insieme il coinvolgimento delle organizzazioni della società civile, attraverso il dialogo e con le loro reti di rappresentanza”. Aoi sollecita a questo proposito “un tavolo di programmazione con il Ministero degli Affari Esteri, la Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo (Dgcs) e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics), per concordare metodi e processi per un sempre maggiore coinvolgimento del mondo non governativo nelle aree di conflitto”.

Ribadiamo la nostra richiesta di non rinnovare la missione legata al sostegno alla Guardia Costiera libica e di riformulare interamente la strategia italiana nel Mediterraneo finora dimostratasi fallimentare” ha dichiarato la portavoce di Aoi, Silvia Stilli. “In generale- continua Stilli- stupisce e preoccupa l’aver lasciato così poco tempo al Parlamento per esercitare la sua funzione di indirizzo in tematiche molto importanti e strategiche nella politica estera nazionale, mortificando il ruolo di rappresentanza che ciascun parlamentare dovrebbe svolgere”.

La portavoce ribadisce anche “preoccupazione per la mancanza di chiarezza strategica nella risoluzione su come si voglia continuare a sostenere la società civile afghana nell’affermazione della democrazia, punto su cui si erano impegnati il Ministro della Difesa e degli Affari esteri nei giorni scorsi. In questa versione la risoluzione non può essere da Aoi sostenuta”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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