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A Reggio Emilia gli studenti fanno un film sui sentimenti provati in pandemia

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I ragazzi delle scuole superiori si sono 'aperti' in un lungometraggio che mette in guardia sui rischi del virus
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REGGIO EMILIA – Lo stupore di chi pensava che a lui non sarebbe toccato, il dolore per la scomparsa di un nonno che non ha potuto salutare e la rabbia per il tempo e le esperienze centrali della vita “rubati” dalla pandemia. C’è tutto questo nel video che alcuni studenti delle scuole superiori di Reggio Emilia, che il Covid lo hanno vissuto in prima persona, hanno realizzato tra febbraio e marzo scorsi “aprendosi” ai loro coetanei per metterli in guardia dai rischi del virus.

Uno strumento che dal prossimo settembre sarà fatto vedere (con la supervisione dello psicologo d’istituto) in tutte le scuole della provincia. Si tratta di un progetto messo a punto dalla Consulta provinciale degli studenti, la Provincia di Reggio e l’Ufficio scolastico provinciale, presentato oggi a Palazzo Allende, che segue quello delle campagne di comunicazione su distanziamento e uso di mascherina messe a punto con i ragazzi e visibili sugli autobus nei mesi più difficili dell’emergenza sanitaria.

Chi non ha vissuto in prima persona il virus non può capire com’è doverlo affrontare“, spiega uno studente protagonista del video. “Non ero super attento e il virus l’ho preso a scuola, insieme ad altri 13 compagni”, aggiunge un altro. Altre testimonianze delle storie di “ordinaria pandemia” raccontano infine lo smarrimento e le difficoltà dei ragazzi nell’accudire i familiari costretti a letto e in quarantena.

L’iniziativa, spiega il presidente della Provincia di Reggio Giorgio Zanni, “è nata in realtà diversi mesi fa, perché come Provincia abbiamo sempre cercato di coinvolgere i ragazzi nella gestione della pandemia”. La “sfida che abbiamo voluto cogliere come istituzioni è stata quella non solo di aprire le nostre porte agli studenti per sentire la loro opinione, ma anche per disegnare insieme quelle risposte che loro dovevano dare agli altri giovani fuori dalle mura del palazzo o delle scuole”, aggiunge il presidente.
La “pandemia- conclude Zanni- purtroppo non è ancora finita anche se grazie ai vaccini va sicuramente meglio. Ma ora dovremo prepararci a ripartire in una società nuova in cui serviranno nuove risposte in termini di servizi e di supporto anche psicologico ma sempre, credo, continuando ad agire come una comunità”.

La “scuola reggiana– dice la vicepresidente della Provincia con delega all’Istruzione Ilenia Malavasi- ha saputo cogliere sfide difficili ed è stata all’altezza di un periodo complicato, confermandosi anche come un pezzo importante della società”. Il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Paolo Bernardi, infine, esprime la volontà “che la Consulta diventi sempre più un luogo in cui gli studenti vengano rappresentati e che questo sia fatto sapere anche ai nuovi ragazzi che vorranno farne parte”.

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