Reggio Calabria, arrestato rumeno latitante da 7 anni

Tra i reati di cui si era reso responsabile: riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia e ricettazione
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

REGGIO CALABRIA –  Un cittadino rumeno e’ stato arrestato nel suo Paese d’origine dal servizio d’investigazioni criminali rumeno. Era ricercato in Italia per riduzione in schiavitu’, maltrattamenti e ricettazione. Decisive sono state le indagini della stazione carabinieri di San Luca (Reggio Calabria), che hanno portato all’emissione di un mandato d’arresto europeo. I militari della Stazione di San Luca, in particolare, sono riusciti a localizzare l’uomo a Reteag Bistrida Nasau, in Romania, al termine di un’attivita’ di indagine, svolta anche con la collaborazione della polizia rumena.

Il rumeno si era reso irreperibile fin dal 2014, quando la Procura di Reggio Calabria aveva emesso nei suoi confronti un ordine di esecuzione per la carcerazione, unificando una serie di pene concorrenti per un totale di un 6 anni, 3 mesi e 10 giorni da espiare. Tra i reati di cui si era reso responsabile: riduzione in schiavitu’, commesso a Cosenza nel 2004; maltrattamenti in famiglia, commesso a Cosenza nel 2006; e infine quello di ricettazione, di cui il l’uomo si era reso responsabile nel 2006. Al termine delle procedure di estradizione, l’ex latitante fara’ rientro in Italia, per scontare la condanna. Con questo arresto salgono a due i latitanti rintracciati nell’anno in corso dai militari della Compagnia carabinieri di Bianco (Reggio Calabria). Fondamentale, in questo senso, il supporto di Si.re.ne., l’ufficio del ministero dell’Interno che assicura il raccordo con le polizie estere, per facilitare la cooperazione internazionale.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

15 Giugno 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»