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In Malawi il tribunale sta con la bambina: sì ai dreadlock a scuola

La piccola è di religione rastafariana. La sua esclusione sarebbe l'ultimo episodio di una serie di discriminazioni
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ROMA – Portare i dreadlock a scuola si può: lo hanno stabilito oggi i giudici dell’Alta corte del Malawi, accogliendo il ricorso di un’alunna di religione rastafariana alla quale i dirigenti scolastici avevano vietato di entrare in classe con le caratteristiche treccine annodate. Come ricostruisce il quotidiano Nyasa Times nella sua edizione online, alla bambina era stato chiesto di tagliarsi i capelli e la decisione aveva innescato proteste e denunce di discriminazione. Oggi i giudici hanno ordinato che all’alunna siano garantite lezioni extra per recuperare i giorni di frequenza perduti.

In Malawi i rastafariani costituiscono una piccola minoranza. Secondo la stampa locale, l’esclusione della bambina dalla scuola per via della sua acconciatura sarebbe stato l’ultimo episodio di una serie di discriminazioni. Il rastafarianesimo è un movimento nato negli anni ’30 tra la popolazione nera della Giamaica. Al centro del culto la figura dell’imperatore d’Etiopia Hailé Sellasiè, concepito allo stesso tempo come divinità e sovrano della patria originaria, meta messianica del grande ritorno dei neri deportati in America.

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