VIDEO | Cannabis terapeutica, testimonianze e criticità

Alla Dire aperitivo culturale con l'autrice del libro 'Tutti i volti della canapa'
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

di Camilla Folena

ROMA  – “Come fa una pianta a diventare illegale? È questa la domanda che mi indignava, per questo ho deciso di approfondire l’universo della canapa e ho scoperto che viene utilizzata nell’industria tessile, nell’alimentare, addirittura per costruire case”. Esordisce così Maria Novella De Luca, fotoreporter e autrice del libro fotografico ‘I volti della canapa’, durante l’aperitivo culturale di presentazione, a Roma, organizzato dall’agenzia Dire e arricchito dalle performance dei ballerini del Visual arts department (Vad).

Un viaggio fotografico attraverso 15 storie, “spesso inascoltate”, di persone “che utilizzano la cannabis terapeutica per la cura di diverse patologie”.

All’inizio, spiega l’autrice, la difficoltà “è stata proprio quella di raccontare questa pianta, la canapa, attraverso una chiave di lettura. Non la trovavo. Poi eccola. La chiave era la presenza umana. Così sono riuscita a entrare in contatto con un paziente- spiega De Luca- che me ne ha presentano un altro, e con il passare degli anni sono cresciute le persone che mi contattavano”.

La situazione ‘clinico-legale’ della cannabis terapeutica, infatti, “è molto difficile. C’è disomogeneità perché la sanità è organizzata su base regionale. In Calabria, ad esempio, non c’è alcuna legislazione, e in molte regioni può accadere che anche i medici non siano formati per dare indicazioni a riguardo”, spiega l’autrice alla platea dell’aperitivo.

“Sono stata licenziata dall’ospedale in cui lavoravo perché considerata un caso incurabile a settembre 2018- racconta Claudia Luttazi, testimonial- E invece sono ancora qui. Quando ho avuto la possibilità di accedere a questo farmaco, io lo chiamo farmaco- puntualizza- prima sono stata in terapia del dolore, in ospedale, e poi da un medico privato che mi ha fatto le prescrizioni”. Ma con la canapa sono molte le difficoltà da affrontare per accedere a questo tipo di terapia. A partire dal fatto che “non siamo sostenuti, la dobbiamo pagare e quindi non sempre possiamo reperirla”. Però è proprio grazie alla cannabis terapeutica che pazienti come Claudia “provano sollievo dal dolore e dallo stato di stress. Per me può anche far regredire la malattia”, spiega Luttazi. Ma “la reperibilità della ricetta, delle informazioni e il follow-up medico” rimangono ancora dei grandi problemi. E anche informati, con prescrizione medica, può accadere “di non poter reperire il farmaco in farmacia o in ospedale. Ci sono alti e bassi”.

La letteratura scientifica “non ha evidenze che mostrino che il cancro viene curato con la cannabis”, precisa Pierangelo Cifelli, neuroscienziato e ricercatore dell’Università La Sapienza. “Ci sono evidenze sull’efficacia, questo sì, ma non sono ancora pubblicate ufficialmente”. Ciò che si sa, però, è che “la cannabis terapeutica può coadiuvare le altre terapie tradizionali”. Il neuroscienziato, poi, illustra durante l’aperitivo culturale la situazione nel Lazio, “dove è possibile reperirla: dal Policlinico Umberto I al Sant’Andrea” ma “anche all’Ifo”, aggiunge un ospite in platea, che si scoprirà essere un altro testimone di cura della terapia con canapa. Le difficoltà in cui si può incorrere con questo tipo di terapia sono, da un lato, “gli effetti psicoattivi, soprattutto sugli anziani”. Motivo per cui si tenta sempre “di calibrare correttamente il Thc”. E in secondo luogo, questa è una terapia che “deve essere cucita indosso al paziente”. Trovare il dosaggio corretto è il nodo più complesso, “per i primi tre mesi, infatti-illustra il ricercatore- monitoriamo chi è in cura ogni settimana”. Ma la cannabis terapeutica ha anche diversi pregi. “Quando abbiamo cominciato ci è sembrato avesse effetti miracolosi. Soprattutto sul dolore cronico. A maggioranza abbiamo casi di fibromialgia e il costo per la terapia si aggira attorno ai 3-4 euro al giorno”, spiega Cifelli.

Luttazi, la testimone di cura, racconta invece come i prezzi oscillino tra “i 10 e i 12 euro al grammo. Considerando che in tre mesi si può anche avere bisogno di 100 grammi”. Una volta trovato il corretto dosaggio per il singolo, però, “a differenza degli oppiacei la terapia con canapa non dà problematiche né di tolleranza né di dipendenza”, ritorna sul punto il neuroscienziato, che aggiunge: “è un farmaco ‘off-label’, per cui le assicurazioni non coprono il medico. Questo vuol dire che se, come con tutti i farmaci, ci sono degli effetti collaterali o avversi, il medico non è coperto. Io ho avuto alcuni casi da intolleranza da Cbd-conclude Cifelli- una cosa rarissima, ma può succedere”. E la responsabilità resta al medico, e questo può disincentivare le prescrizioni. Due le coreografie del VAD, diretto da Antonio Di Vaio, che hanno accompagnato la descrizione del libro e le testimonianze. Una prima intitolata ‘Le Parche’ e dedicata all’invisibilità che vivono questi pazienti e un’ultima sulla ‘Fiducia’ ispirata alla necessaria alleanza tra medico e paziente che, nel caso della somministrazione della cannabis terapeutica, richiede ancor di vicinanza e stretto rapporto tra questi due mondi.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

14 Dicembre 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»