Coronavirus, il virologo Bassetti: “Difficile capire la proroga dello stato d’emergenza”

"L'emergenza ha riguardato prioritariamente gli ospedali e oggi non esiste più"
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GENOVA – “Oggi non siamo più in emergenza e prorogarla di sei mesi in sei mesi mi pare un po’ esagerato. Nel momento in cui dovesse cambiare qualcosa, si rientra in uno stato d’emergenza, senza bisogno di farlo oggi propedeutico. Non faccio il politico e non lo voglio fare, ma pensare di prorogare oggi lo stato di emergenza perché, forse, a ottobre avremo qualche caso, mi pare un po’ difficile da comprendere, dal punto di vista medico”. Lo dice il direttore della clinica di Malattie infettive del policlinico San Martino di Genova, Matteo Bassetti, sull’eventuale proroga dello stato di emergenza, a margine del suo intervento al Forum Ambrosetti.

“Oggi, non riconoscerci quanto fatto dall’Italia e metterci ancora nella condizione di dire ‘siamo in emergenza’, non ci fa fare una gran bella figura col resto del mondo– sostiene l’infettivologo- i Paesi che avevano dichiarato lo stato d’emergenza lo hanno terminato: l’ultimo sarà la Francia il 24 luglio. Continuare a dire ‘siamo in emergenza’ semplicemente perché, dal punto di vista normativo, burocratico questo facilita alcuni passaggi, non vorrei fosse interpretato all’estero come un fatto negativo, vista l’importanza per un Paese come il nostro della reputazione in termini di turismo e non solo”.

Per il presidente della Società italiana di terapia antinfettiva, “chi ha operato sul campo è concorde sul fatto che non siamo più in emergenza. Se dire che siamo in emergenza, vuol dire sostenere che siamo in emergenza ospedaliera, dico che non ci siamo. L’emergenza ha riguardato prioritariamente gli ospedali e oggi non esiste più. In Liguria, a Genova, i centri covid che avevamo istituito sono stati svuotati. L’emergenza vera, per cui eravamo preoccupati, ovvero avere un letto per tutti, un ventilatore per tutti, sembra essere passata”.

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14 Luglio 2020
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