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Rinvenimento bomba a Fano, revocata l’evacuazione di 23.000 persone

L'ordigno e' stato portato in mare. Il sindaco Seri: "Ci avviamo a tornare alla normalità"
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ANCONA – “L’ordigno e’ in acqua. La fase piu’ pericolosa, il trasferimento da terra al mare, e’ terminato. Ci avviamo a tornare alla normalita’”. A spiegarlo alla Dire e’ il sindaco di Fano Massimo Seri che, dopo una notte ‘in bianco’, trascorsa al Coc (comitato operativo comunale), ha revocato l’ordinanza numero 12 con cui aveva disposto l’evacuazione dell’area (fino a quasi 1.900 metri) intorno al luogo di ritrovamento dell’ordigno bellico risalente alla Seconda Guerra Mondiale. L’ordinanza ha interessato quasi 23 mila persone che ora pero’ potranno rientrare nelle proprie abitazioni.

“L’ordigno rinvenuto e’ stato portato in mare con successo grazie a una speciale e altamente rischiosa operazione congiunta dell’Esercito e della Marina militare- premette Seri-. La citta’ di Fano e il relativo territorio sono quindi fuori pericolo e in sicurezza, pertanto ho disposto la revoca parziale della precedente ordinanza disponendo che possano essere riaperti sia gli uffici pubblici che gli esercizi privati in modo da limitare al massimo i disagi per i cittadini e le imprese”.

Si ritiene “altresi’ che, per motivi gestionali e logistici, non sia comunque possibile la riapertura delle scuole. Revocata infine l’evacuazione di tutta la popolazione interessata dalla precedente ordinanza”. E’ ripresa anche la circolazione dei treni interrotta da ieri sera alle 21. “Quando verra’ fatta brillare la bomba- conclude Seri-? Saranno i militari a fare le valutazioni del caso. In questo momento la competenza e’ della Marina militare”.

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