VIDEO | Tonelli (‘Roma fa schifo’) a DIREzione Roma: “Alla Capitale serve un commissario per almeno 12 anni”

Così l'animatore e cofondatore di 'Roma Fa Schifo', Massimiliano Tonelli, intervistato dall'agenzia Dire nell'ambito della rubrica DIREzione Roma.
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ROMA – “Roma non deve avere un sindaco in futuro. Una situazione così grave necessita anche di soluzioni gravi: siamo in presenza di un malato terminale, o comunque in gravissime condizioni, che non si affronta con una semplice profilassi ma in modo straordinario. Quindi no elezioni, no a un nuovo sindaco e no ad un nuovo Consiglio comunale. Serve un commissariamento lungo“. Così l’animatore e cofondatore di ‘Roma Fa Schifo’, Massimiliano Tonelli, intervistato dall’agenzia Dire nell’ambito della rubrica DIREzione Roma.

“Un nuovo sindaco- ha aggiunto in un altro passaggio dell’intervista- potrà lavorare sui margini ma i grandi cambiamenti si possono fare con un altro tipo di governance. La città si può salvare solo in una dozzina d’anni di commissariamento serio, con sotto commissari e una squadra con persone anche provenienti anche dall’estero”.

TONELLI: SERVE TERMOVALORIZZATORE, BASTA IDEOLOGIA

A Roma servono nuovi impianti per i rifiuti- ha detto ancora Tonelli- Quello che serve probabilmente è un termovalorizzatore vicino alla città, a cui si arrivi velocemente e che magari fornisca anche energia. Ormai sono tecnologie che non creano nessun problema: di certo ne crea meno in un anno un termovalorizzatore che un giorno di roghi tossici o di botti di capodanno. Purtroppo, però, la città vive questo tipo di problemi dal punto di vista ideologico“. 

“Sul Tpl- ha aggiunto- servono le quattro metro, come da Prg, e corsie preferenziali. Il servizio su gomma deve avere la priorità con semafori asserviti. E infine penso ad un nuovo arredo urbano e nuova segnaletica, con una visione, sulle stazioni esistenti delle ferrovie che esistono già che devono sempre più le sembianze di stazioni di una rete di tpl”.

TONELLI: PARKING TERMINI OPPORTUNITÀ MA QUI NO DIBATTITO PROGETTI

A Roma manca manutenzione e manca un dibattito sul rapporto tra cittadini e spazio pubblico. Pensiamo all’Esquilino- ha aggiunto Tonelli-: c’è il grande rifacimento di piazza Vittorio che doveva durare ‘tot’ mesi mentre è ancora in corso, in maniera inspiegabile, da mesi e con fine pena mai. C’è il grande progetto della Zecca di cui però non si discute. In altre città sarebbero stati organizzati incontri, ci si sarebbe arrivati gradualmente coinvolgendo cittadini e comitati. Nulla di tutto questo è avvenuto così come per il progetto del parcheggio sospeso sopra Termini da 1.400 posti auto che sarà completato l’anno prossimo. Poteva essere una grandissima opportunità. Parliamo di un intervento che significa opportunità urbanistica e significa anche ripensare la sosta su strada. Invece anche lì zero dibattito”.

TONELLI: MILANO INSEGNA IMPORTANZA CAMBIAMENTO URBANISTICO CITTÀ

Milano in questi anni è cambiata molto anche grazie al cambio di mentalità dei suoi abitanti. Ce li ricordiamo tutti com’erano i milanesi 15 anni fa in termini di approccio ed accoglienza? Ora- ha continuato Tonelli- sono cambiati completamente tutti e non grazie ad una stregoneria ma per il fatto che la città ha cambiato sembianze. Immagino ai tanti che dalla propria finestra hanno potuto vedere il cambiamento, ad esempio quelli che al posto di un vivaio abbandonato con lamiere, come ce ne sono tanti a Roma, in poco tempo si sono ritrovati davanti la fondazione Feltrinelli, che è una delle architetture più straordinarie di Milano. E così per altre decine di esempi. Questo al netto di chi ha visto questi cambiamenti andando a lavoro o uscendo dalla stazione. Questo ha grande impatto sui cittadini. Si può fare anche a Roma? Si. C’erano dei progetti simili e penso all’area di Tor Di Valle con il progetto del nuovo stadio della Roma”.

“Bisogna immaginare l’impatto visivo arrivando dall’autostrada magari in taxi- ha aggiunto- La porta di accesso della città sarebbe stata diversa, avremmo comunicato di noi qualcosa di differente. E penso all’aerea di Pietralata-Tiburtina dove le potenzialità ci sono ancora ma i tempi sono lentissimi. Qualcuno dice di fare lì la nostra Porta nuova ma c’è qualcuno, anche a livello istituzionale, che cerca di bloccarne lo sviluppo architettonico. E importante invece: bisogna fare le torri, non solo perché si fanno da ormai 100 anni ovunque, ma per comunicare ai cittadini che le cose possono cambiare. Se tu vedi che la città può cambiare è probabile che pensi anche che il tuo lavoro e la tua vita possono cambiare. E’ una situazione di piccola psicoanalisi civica colletitva. Queste cose inoltre attirano investimenti. E poi la città hanno bisogno di uffici contemporanei”.

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14 Febbraio 2020
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