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La proposta di Ciambriello: “Per ogni giorno di Covid uno di libertà ai detenuti”

Il garante dei detenuti della Campania lo ha dichiarato all'agenzia Dire dopo il focolaio scoppiato nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta)

Pubblicato:13-12-2021 17:24
Ultimo aggiornamento:14-12-2021 14:06

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NAPOLI – “Questo virus è insidioso per noi che siamo liberi, figuriamoci per i reclusi. Abbiamo ascoltato belle frasi dal governo, dalla ministra della Giustizia Cartabia, ma tra il dire e il fare ci deve essere il coraggio. Credo sia giunto il momento di mettere in campo risarcimenti, ristori per i detenuti. La mia proposta è questa: assicurare un giorno di libertà per ogni giorno di positività al Covid per ciascuno dei detenuti. E faccio questo discorso anche gli agenti penitenziari, che svolgono un lavoro a rischio”. È la proposta formulata dal garante dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello, interpellato dall’agenzia Dire dopo il focolaio scoppiato nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta).

“La Campania ha fatto segnare un record negativo in termini di diffusione del Covid in carcere. Soprattutto, sei detenuti sono morti per Covid, sei agenti sono morti per Covid, è deceduto anche il medico sanitario del carcere di Secondigliano. Eppure, nessuno si è indignato. A Santa Maria Caputa Vetere registriamo piccoli e graduali miglioramenti, ma l’attenzione deve essere alta. Il carcere – prosegue il garante – merita risposte dalla politica, servono provvedimenti efficaci e immediati. Mancano educatori, agenti, psicologi, mediatori culturali e linguistici, e il 31% dei detenuti è in attesa di giudizio“. 

Ciambriello ha anche risposto alla proposta di alcuni sindacati della polizia penitenziaria, i quali ritengono necessario introdurre l’obbligo vaccinale per i detenuti. “Ritengo paradossale – ha spiegato – che in queste ore alcune associazioni facciano appelli a me e, complessivamente, ai garanti tutti per introdurre un obbligo vaccinale per i detenuti. Questo mi sembra eccessivo. Quando avevamo detto che dopo le Rsa e le Rems bisognava portare il vaccino nelle carceri ci fu una levata di scudi da parte di un cospicuo numero di esponenti politici”.


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