Regeni, Fico vede i genitori e Moavero: “Si valuta se andare in Egitto”

Tutto pero' e' ancora in fase di valutazione, precisa Fico.
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ROMA – Una delle iniziative che potrebbero essere messe in atto per continuare nel percorso di ricerca della verita’ sull’uccisione di Giulio Regeni potrebbe essere una trasferta in Egitto a livello istituzionale assieme forse alla famiglia del giovane ricercatore italiano, ritrovato ucciso al Cairo nel febbraio 2016. E’ quanto emerge al termine dell’incontro che i genitori di Regeni e il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi hanno avuto con il presidente della Camera Roberto Fico a Montecitorio. Tutto pero’ e’ ancora in fase di valutazione, precisa Fico.

“E’ un incontro- spiega la terza carica dello Stato ai cronisti- che continua una strada che e’ percorsa dai genitori di Giulio Regeni che ho incontrato la prima volta piu’ di un mese fa e che stiamo continuando. Un percorso che oggi continua anche con il ministro degli Esteri Moavero, che apprezzo moltissimo e che oggi sono molto contento di avere incontrato. Si tratta di uno scambio di idee con un solo fine: quello di raggiungere la verita’ sull’uccisione di Giulio Regeni, che e’ stato torturato ed ucciso a Il Cairo”.

Fico aggiunge: “Stiamo immaginando si assumere alcune iniziative che pero’ sono tutte in costruzione. Sono fiducioso che alla fine la verita’ arrivera’ e non sara’ una verita’ solo per i genitori di Giulio Regeni ma una verita’ per il nostro Paese, per tutti i cittadini italiani e lo Stato ha l’obbligo di cercare questa verita’. Come su altre questioni io vado avanti anche insieme ai genitori di Giulio e da terza carica dello Stato lo ridico: sono vicino a loro perche’ significa essere vicino a tutte le ingiustizie che si subiscono e noi dobbiamo risolvere le ingiustizie e dare volto, nomi e forza alle verita’ che non si ottengono”.

A chi chiede a Fico se sara’ proprio lui ad andare in Egitto, il presidente risponde: “Sono cose che stiamo costruendo, quindi vedremo. I diritti per me sono la base di tutto, senza i diritti non si riescono a percorrere strade che sono dignitose per i popoli. Io credo a una costruzione del dialogo sempre, a una costruzione attiva della pace tra i Paesi e tra i popoli. La pace non e’ solo qualcosa che si dichiara ma si costruisce ogni giorno con le proprie azioni quotidiane che siano personali o politiche”.

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