Covid, i medici di Roma: “500 morti sono come tre aerei precipitati nella stessa giornata”

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"Ci abbiamo fatto l’abitudine ma non ci rendiamo conto del dramma e del dolore che c’è dietro a questi numeri": lo ha detto Antonio Magi, presidente dell’Ordine
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ROMA – “Noi ci stiamo abituando a sentire certi numeri, questo mi lascia molto perplesso e mi spaventa moltissimo. Ogni giorno ci sono 500 morti di Covid ed è come se precipitassero tre aerei in uno stesso giorno. Ci abbiamo fatto l’abitudine ma non ci rendiamo conto del dramma e del dolore che c’è dietro a questi numeri. Per questo dobbiamo essere molto più attenti”. Lo ha detto Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici di Roma, intervenendo oggi in diretta alla trasmissione ‘Gli inascoltabili’ su Nsl radio.

“Faccio poi presente che in questo momento, e lo dico da medico che sta sul campo- ha proseguito Magi- siamo assistendo ad un fortissimo abbassamento dell’età media dei pazienti contagiati, anche sintomatici. Il Covid, lo abbiamo visto, colpisce persino giovani atleti e avvengono decessi anche intorno ai 35 anni, cosa che prima non accadeva. Questo fatto ci preoccupa moltissimo e dobbiamo vaccinare il più possibile, anzi dobbiamo iniziare a vaccinare i giovani, perché questo sta diventando un problema”. A preoccupare sono soprattutto le varianti, come “quella britannica- ha aggiunto ancora- perché colpisce persone con un’età media molto più bassa”. In questo momento, ha infine concluso Magi, l’età media dei ricoverati nelle terapie intensive è “di 44 anni”.

NON SI MUORE SOLO DI COVID, SI ‘AGGRAVANO’ ALTRE MALATTIE

“Non si muore solo di Covid e la prevenzione è fondamentale: se fossimo stati preparati in maniera corretta, nel momento in cui è arrivata la pandemia, non ci saremmo ritrovati in questa situazione, con un territorio che non ha funzionato e con gli ospedali in crisi. In Italia manca purtroppo la cultura della prevenzione e della programmazione. In questo momento si stanno ‘aggravando’ anche le malattie già esistenti e in futuro, proprio per la gestione dei malati cronici- ha proseguito Magi- avremo dei costi molto importanti che andranno a pesare sul Servizio sanitario nazionale, oltre che sulla qualità di vita di questi soggetti. La Regione Lazio sotto questo aspetto deve darsi molto da fare e potenziare fortemente l’attività della specialistica sul territorio, mettendo insieme le varie strutture e tutti i medici che lavorano sul territorio, dagli specialisti ai medici di famiglia e ai pediatri, per creare un ‘corpo unico’ in grado di prendere in carico il paziente. Bisogna cambiare l’organizzazione, che non deve più essere per silos ma per gruppi di lavoro”.

Secondo Magi ‘l’abbandono’ o quasi delle visite non legate al Covid è stato un “gravissimo danno per la salute di tutti quanti. Purtroppo a causa del Covid, perché ci si è concentrato solo su quello, si sono fatti meno controlli. E questo è un problema molto grave- ha sottolineato- perché le altre malattie non sono sparite: sono rimasti i diabetici, sono rimasti i cardiopatici e sono rimaste tutte quelle persone che hanno necessità di essere visitate. Le Asl avrebbero dovuto potenziare le strutture territoriali della specialistica per dare possibilità a tutti i pazienti di essere visitati”.

Tra l’altro in questo momento, ha aggiunto il presidente dei medici capitolini, si parla anche di “un’altra patologia cronica, che si inizia a vedere, che è il cosiddetto ‘long Covid’, che riguarda tutti quei pazienti che hanno contratto il virus e che ora hanno delle patologie durature, conseguenti proprio al Covid”, ha concluso.

ENTRO SETTEMBRE SPERIAMO IN IMMUNITÀ GREGGE

“L’importante è farsi trovare preparati, perché prima o poi i vaccini arriveranno”. Il presidente dell’Ordine dei medici di Roma risponde in merito all’opportunità di aprire nel Lazio nuovi hub vaccinali (come quello inaugurato oggi dal governatore Nicola Zingaretti a Valmontone) nonostante manchino le dosi di vaccino. “Dobbiamo essere pronti non solo con gli hub, ma anche con i vaccinatori– ha proseguito Magi- in questo ci sono accordi già pronti e quindi sicuramente saremo in grado di sopperire alle necessità. Cercheremo entro settembre di vaccinare gran parte della popolazione e speriamo addirittura di arrivare all’immunità di gregge. Più possibilità diamo alle persone di essere vaccinate e maggiore sicurezza abbiamo di raggiungere il nostro obiettivo, che è appunto l’immunità di gregge”.

Interpellato ancora sulle possibili riaperture, a partire già dalla fine di aprile, Magi ha poi risposto: “Mi rendo conto che a livello economico la situazione è delicata, ma a livello sanitario lo è altrettanto e sono molto preoccupato per questo. Il problema è che noi abbiamo chiuso, riaperto, e poi chiuso e riaperto, perdendo così quel vantaggio guadagnato durante il primo lockdown. Non siamo stati molto attenti nella fase successiva e oggi stiamo pagando le conseguenze. Probabilmente se fossimo intervenuti in tempo e se avessimo adottato una politica anche di approvvigionamento dei vaccini al momento utile, avremmo già risolto la situazione o quantomeno saremmo in una fase di risoluzione, come altri Paesi. Procedere ad ‘elastico’– ha concluso- credo che non risolva il problema”.

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