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Smartphone sotto l’albero per i piccoli? Ecco a quale età sarebbe meglio accontentarli

L'esperta: "Meglio i tablet. L'ideale resta l'attività fisica"

Pubblicato:12-12-2023 16:32
Ultimo aggiornamento:12-12-2023 16:32
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ROMA – Altro che giocattoli e peluche, per bambini e preadolescenti di oggi nella lettera indirizzata a Babbo Natale ci sono smartphone di ultima generazione e console per videogiochi. Attratti dalle luci blu degli schermi, anche i più piccoli vogliono emulare i genitori, ma gli esperti consigliano di resistere il più possibile alle richieste dei figli. Se l’utilizzo di un tablet va bene anche a partire dai 6 anni di età, per un cellulare personale si dovrebbero aspettare almeno i 13-14 anni. “Se utilizzato con la sorveglianza dei genitori, il tablet è uno strumento utile per il gioco e per sviluppare quelle competenze richieste dal mondo di oggi. Anche vedere dei brevi filmati va bene, ma certo non deve diventare una baby sitter: la variabile è sempre il tempo trascorso su questi strumenti”, spiega alla Dire Roberta Bommassar, psicologa referente per l’Infanzia e l’Adolescenza del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi. Per gli smartphone, invece, la psicologa suggerisce di avere maggior prudenza, soprattutto perché è sui dispositivi cellulari che vengono utilizzati i social network. “Oggi numerosi studi ci dicono che i ragazzi che trascorrono molto tempo sui social sviluppano disturbi come l’ansia e la depressione. Sono strumenti delicati, dobbiamo fare più attenzione da questo punto di vista, e ritardare il più possibile l’uso libero dei dispositivi”, consiglia la psicologa. “E se si decide di comprare un telefono al proprio figlio, i genitori dovrebbero concordare ancora prima un tempo massimo di utilizzo“.

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Meglio, quindi, optare per un tablet. “Può essere considerato uno strumento meno dannoso perché l’aspetto più delicato dei dispositivi è quello dei social, che sostituiscono la realtà con la sfera virtuale- sottolinea Roberta Bommassar- i social spingono a chiudersi a casa. Il tablet invece può essere sfruttato anche per disegnare, a scopo didattico o per fare giochi interessanti. Da un certo punto di vista, si avvicina di più al libro”. Da evitare, ma non da demonizzare, anche le console per videogiochi. “Se condiviso con amici o parenti, il gioco interattivo è un modo per tenere viva la socialità. E questa dimensione di condivisione non è dannosa. Alcuni giochi sviluppano capacità che possono poi tradursi in competenze utili- aggiunge ancora la psicologa- l’importante è sempre non eccedere nel tempo”.
Ma per un regalo perfetto, l’esperta non ha dubbi: abbigliamento sportivo, e abbonamenti a corsi o centri sportivi. “Tutto ciò che può portare bambini e bambine a uscire di casa, interagire con gli altri, e fare attività fisica. L’attività svolta all’esterno, in termini di salute, è la cosa più importante, per questo dovrebbe essere incentivata. Gli stessi studi che dimostrano i danni di un uso prolungato dei social, ci dicono invece che passare del tempo all’aria aperta con altri, allontana il rischio di sviluppare ansia e depressione”.

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