Lopez Obrador scrive al Papa: “La Chiesa si scusi per i massacri precolombiani”

Il presidente del Messico chiede al Vaticano anche la restituzione dei codici precolombiani in possesso della Santa Sede
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ROMA – Scuse ufficiali per il coinvolgimento della Chiesa cattolica nelle “tremende atrocità” subite dai popoli originari del Messico; riconsegna temporanea di tre antichi codici di popoli mesoamericani; riconoscimento della “grandezza delle gesta” di padre Manuel Hidalgo, patriota e iniziatore della guerra d’indipendenza scomunicato dalla Chiesa prima di essere giustiziato nel 1811. Queste le richieste salienti nella lettera che il presidente messicano Andres Manuel Lopez Obrador ha scritto a Papa Francesco.

La missiva è stata consegnata di persona al Pontefice dalla moglie del capo di Stato, Beatriz Gutierrez Muller, a pochi giorni dal “Columbus Day” che si celebra oggi in diversi Paesi.

Il presidente, noto anche con l’acronimo di Amlo, ha chiesto al Vaticano di unirsi alle “scuse pubbliche” che lo Stato messicano, la monarchia spagnola e appunto la Chiesa cattolica devono ai popoli originari, vittime di cinque secoli di soprusi dai tempi della Conquista “fino al recente passato”.

Amlo ha quindi chiesto in prestito per un anno i codici delle culture precolombiane mixteca, nahuatl e tolteca-chichimeca, oltre a una mappa dell’antica capitale dell’impero azteco, Tenochtitlan, rasa al suolo nel 1521 dai conquistatori spagnoli. Tutti e quattro i documenti sono conservati in Vaticano e nelle intenzioni del presidente potrebbero essere esposti l’anno prossimo in Messico, in occasione del 200esimo anniversario dell’indipendenza.

Dopo aver espresso la sua ammirazione per la guida spirituale e politica del Papa, nella lettera Amlo ha aggiunto che nei suoi sei anni di governo non saranno previste visite in Vaticano, perché “non è necessario incontrarsi”. Se confermato, si tratterebbe della prima volta per un capo di Stato messicano da oltre 25 anni.

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12 Ottobre 2020
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