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In Brazil the Congress blocks Bolsonaro proposal to change voting system

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By Bianca Oliveira

SAO PAULO – President Jair Bolsonaro’s accusations of fraud in the Brazilian electoral system have been constant since his candidacy in 2018. However, as elections approach, the subject is gaining more and more relevance. It seems also that Bolsonaro is loseing space in the race for re-election.

In a bid to put an end to the discussion, which has been causing tensions between the three powers, the president of the lower house of Congress, Arthur Lira, yesterday took the vote to the plenary, where 218 legislators voted against the proposal for the printed vote. After the vote, Lira said in a press interview that he hoped the matter was “definitely closed”.

The electronic electoral system, which is in force today in Brazil, was implemented in 1996. In 2000, electronic voting machines were present throughout the national territory, ensuring more agility and credibility to the process. The proposal presented does not necessarily deal with the printed vote, but with the printing on paper a proof of the vote given in the electronic ballot box, which would normally be kept in elections.

The eventual implementation of a new electoral system is very complex and would not be available for the 2022 elections. In addition, the cost of a new operation is extremely high, reaching up to R$ 2 billion (328 million euros).

Yesterday, the federal government organized also a military parade: armored tanks passed near the Congresso Nacional just hours before legislators were scheduled to debate the bill. The act was seen as a threat to other institutional powers, and experts compare Bolsonaro’s attitude of discrediting the electoral process with that of former US president Donald Trump after the presidential election.

BOLSONARO SFILA A BRASILIA, MA VOTO CARTACEO VIENE BOCCIATO

di Bianca Oliveira

SAN PAOLO DEL BRASILE – Le accuse di frodi nel sistema elettorale brasiliano sono una costante dell’attuale presidente Jair Bolsonaro, fin dalla sua candidatura per il Planalto nel 2018. Per questo, la questione diventa sempre più rilevante mentre ci si avvicina all’anno elettorale, il 2022, e il capo dello Stato perde spazio nella disputa sulla sua possibile rielezione. Nel tentativo di mettere fine alla discussione sul tema, che sta creando forti dissidi tra i tre poteri dello Stato, il presidente della Camera dei deputati, Arthu Lira, ha portato la questione al voto nella sessione plenaria di ieri. Con 218 voti contrari la proposta di voto cartaceo non è stata approvata ed è stata quindi archiviata. Dopo la votazione, Lira ha detto in una conferenza stampa di aver sperato che la questione venisse “chiusa definitivamente”.

Il sistema elettorale elettronico, quello in vigore a oggi in Brasile, cominciò a essere implementato nel 1996. Già nel 2000 le urne elettroniche si trovavano in tutto il territorio nazionale, garantendo così maggiore agilità e credibilità al processo. La proposta presentata non riguarda il voto cartaceo come forma per esprimere la propria preferenza, ma come stampa su carta del voto assegnato nell’urna elettronica da conservare.

L’eventuale implementazione di un nuovo sistema elettorale, per adesso sfumata, si presenta come molto complessa e non sarebbe possibile per le consultazioni che si terranno nel 2022.

Oltre a questo, il costo di questa nuova possibile operazione è molto alto, fino a due miliardi di reais, l’equivalente di 328 milioni di euro. Sempre ieri, il governo federale ha organizzato una sfilata militare con carri armati blindati, che sono stati fatti passare nei pressi della sede del Congresso nella capitale Brasilia poche ore prima che il Congresso votasse sulla questione.

L’atto è stato visto come una minaccia agli altri poteri pubblici, e diversi analisti concordanti hanno comparato l’atteggiamento di Bolsonaro nei riguardi della credibilità del processo elettorale a quella dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo le elezioni dell’anno scorso.

CONGRESSO NACIONAL TENTA ENCERRAR DISCUSSÃO SOBRE O SISTEMA ELEITORAL NO BRASIL

Por Bianca Oliveira

SAO PAULO – As acusações do presidente Jair Bolsonaro de fraude no sistema eleitoral brasileiro são constantes desde a sua candidatura em 2018. Porém, o assunto ganha cada vez mais relevância quanto mais se aproxima o ano eleitoral e Bolsonaro perde espaço na disputa para a reeleição.

Para tentar encerrar a discussão, que vem gerando desgaste entre os três poderes, o presidente da Câmara, Arthur Lira, levou a votação ao plenário na tarde desta terça-feira. Com 218 votos contrários a proposta do voto impresso não foi aprovada e acabou arquivada. Após a votação, Lira afirmou em entrevista à imprensa que esperava que o assunto estivesse “definitivamente encerrado”.

O sistema eleitoral eletrônico, que vigora hoje no Brasil, começou a ser implementado em 1996. Já em 2000, as urnas eletrônicas estavam em todo o território nacional, garantindo mais agilidade e credibilidade ao processo. A proposta apresentada não trata do voto impresso necessariamente, mas sobre a impressão em papel de um comprovante do voto dado na urna eletrônica, que seria mantida normalmente nas eleições.

A eventual implementação de um novo sistema eleitoral tem grande complexidade e não estaria disponível para as eleições de 2022. Além disso, o custo de uma nova operação é extremamente alto, podendo chegar a R$ 2 bilhões.

Ontem também, o governo federal organizou um desfile militar no qual tanques blindados passaram pelo Congresso. O ato foi visto como uma ameaça aos demais poderes públicos, e especialistas comparam a atitude de Bolsonaro de descredibilizar o processo eleitoral com a do ex-presidente norte americano, Donald Trump após eleição presidencial.

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