La Cina punta al porto di Venezia, ma “mancano infrastrutture”

VENEZIA - L'aumento del traffico di prodotti di largo consumo
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VENEZIA – L’aumento del traffico di prodotti di largo consumo rende possibile l’ingresso di nuovi attori nel mercato, e in questo contesto Venezia potrebbe diventare “la porta di accesso all’Italia e agli altri paesi europei circostanti“. Lo dichiara Shan Zefeng, vicegovernatore di Tianjin Binhai, quarto porto al mondo e più grande porto della Cina del nord, e capo della delegazione cinese che ha partecipato ieri e oggi alla conferenza “Along the silk road”, alla Fondazione Cini, sull’isola di San Giorgio, a Venezia. “Il governo cinese ha una buona affinità con quello italiano, e l’Italia è un paese stabile”, continua Zefeng, spiegando che “i consumatori cinesi amano molto i prodotti Made in Italy, specie il cibo ed il vino” e che questo fa di “Venezia la prima scelta” cinese per lo sviluppo di una porta europea. Marghera, però, non ha alle spalle le infrastrutture necessarie a garantire il proseguimento del viaggio della merce, come “Ferrovie e porti fluviali”. Cosa che invece non manca ad altri porti europei, come Amsterdam, conclude Zefeng.

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