Marche, Acquaroli: “Nel dpcm misure chiare o la gente non ci seguirà”

francesco acquaroli
Il governatore non si sbilancia sul prossimo 'colore' della sua regione, ma chiede chiarezza al Governo: "Si tratterà di un'ulteriore stretta dei parametri"
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ANCONA – “Le misure devono essere comprensibili per i cittadini altrimenti c’è il rischio che i cittadini non ci seguano più. Nel mio intervento, oltre a parlare di ristori e ricongiungimenti familiari per chi ha i propri cari nelle regioni limitrofe, ho parlato anche dell’eventualità di cercare una soluzione che porti certezza, altrimenti il rischio enorme è che ci sia una frattura tra quello che cerchiamo di raccomandare e quello che i cittadini recepiscono”. A dirlo è il governatore delle Marche Francesco Acquaroli, a margine di una conferenza stampa che si è tenuta oggi pomeriggio in Regione, commentando l’esito del confronto tra Governo e Regioni sul nuovo Dpcm del 16 gennaio. “Si è trattato ancora di una discussione- dice Acquaroli- Vediamo quello che il Governo metterà in campo. Credo che si tratterà di un’ulteriore stretta dei parametri che porteranno le Regioni ad essere collocate più facilmente in fasce con più restrizioni. Noi chiediamo certezza da qui a qualche mese perché dal 5 novembre ad oggi abbiamo avuto un cambio repentino dei Dpcm”.

Acquaroli non si sbilancia sulla possibilità che le Marche, oggi gialle, siano inserite in fascia rossa o arancione dalla prossima settimana. “Vorremmo avere chiarezza per capire bene qual è la posizione- continua Acquaroli-. Non è un solo indice che può classificare una regione perché un indice può essere frutto di un focolaio ristretto che però magari condiziona tutta la regione. Vorremmo comprendere bene anche quanto incidono le strutture ospedaliere. Zona rossa o arancione? Difficile dirlo, rispetto ai dati della scorsa settimana i sintomatici positivi sono circa gli stessi. Parliamo di una curva epidemiologica che da una settimana all’altra ha mostrato praticamente una differenza di uno o due casi in più al giorno”. Acquaroli esclude però l’ipotesi, ventilata dal Governo nei giorni scorsi, di una zona rossa che scatti automaticamente se l’incidenza settimanale dei casi è superiore ai 250 ogni 100.000 abitanti. “Non credo che verrà presa in considerazione perché il rischio era che diminuissero i tamponi effettuati- conclude Acquaroli-. Non credo sarà una delle novità che verranno inserite nel Dpcm”.

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