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Bielorussia, l’attivista Zuzuk: “L’Europa sanzioni Lukashenko”

Presidente associazione in Italia: reprime popolo che manifesta
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ROMA – L’Unione Europea deve colpire con sanzioni il governo di Minsk perche’ il capo di Stato Aleksandr Lukashenko ha dimostrato di “non voler dialogare con nessuno”, tanto meno con chi lo contesta in piazza: cosi’ all’agenzia Dire Caterina Zuzuk, presidente dell’Associazione bielorussi in Italia.

Secondo l’attivista, con l’inizio dei cortei dopo il voto del 9 agosto si era sperato nella possibilita’ di un confronto politico, ma con il tempo e’ apparso chiaro che Lukashenko non intende farsi da parte. “Dice che non parlera’ con la gente in strada – denuncia Zuzuk – dimenticandosi che, come ha sottolineato il Premio Nobel per la letteratura Svetlana Alekseevic, la gente in strada e’ il popolo”.

Secondo l’attivista, solo domenica sono stati fermati dagli agenti di polizia 633 manifestanti. “La repressione si e’ intensificata – denuncia Zuzuk – e lo conferma l’inizio degli arresti di donne, 40 solo ieri, che in un primo tempo erano state risparmiate”.

Nell’intervista anche un appello, a nome della diaspora bielorussa in Italia, con la premessa di non potere ne’ volere avanzare richieste nei confronti di chi ogni giorno a Minsk e in altre citta’ e’ esposto ad abusi e arresti.

“Cari bielorussi, per favore, tenete duro” dice Zuzuk. “Nonostante ci troviamo fisicamente lontani da voi seguiamo di continuo, ogni giorno, dalle nostre case, cio’ che vi accade; celebriamo il vostro coraggio e siamo con tutto il cuore con voi”.
Ex direttore di una fattoria sovietica, a lungo sostenuto dalla Russia, Lukashenko e’ al potere dal 1994.

Alla sua rielezione il 9 agosto, contestata, sono seguiti arresti di dirigenti e militanti di opposizione. A chiedere all’Ue di adottare sanzioni, gia’ al centro di un Consiglio a Bruxelles, e’ stato oggi anche l’eurodeputato tedesco Manfred Weber. Secondo fonti diplomatiche, sono allo studio restrizioni economiche nei confronti di 31 dirigenti, tra i quali il ministro dell’Interno.
Il via libera potrebbe arrivare il 21 settembre, giorno del prossimo Consiglio Affari esteri dell’Ue.

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