VIDEO | Coronavirus, Bellardini (Asl Latina): “Garantiamo screening II livello e chirurgia urgenza”

"I nostri programmi sono attivi dal 2000 e trovano buona risposta popolazione"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – In questo periodo d’emergenza sanitaria alcuni servizi non sono erogati. Gli screening di primo livello non fanno eccezione, questo perche’ parte del personale, su indicazioni regionali, e’ dirottato nei reparti Covid. Che succede nella Asl di Latina? A rispondere alle domande dell’agenzia di stampa Dire e’ Paola Bellardini, responsabile dell’Uosd di screening.

– Una delle conseguenze del Coronavirus e’ lo stand-by parziale o totale dei programmi di screening. Come si e’ dovuto riorganizzare il servizio che lei dirige?

“Anche a Latina abbiamo ottemperato alle indicazioni della Regione Lazio. Dall’11 al 23 di marzo abbiamo continuato ad operare garantendo il primo livello di screening attuando la distanza sociale, l’uso della mascherina, il lavaggio delle mani e infine l’uso del disinfettante nelle sale d’attesa. Dal 23 marzo abbiamo proseguito solo con le attivita’ di secondo livello, ossia tutte le indagini di approfondimento e le attivita’ chirurgiche necessarie a seguito degli esiti degli stessi approfondimenti. Con questo intendo dire che abbiamo garantito all’utenza gli screening della cervice uterina e le colposcopie, lo screening mammografico e se necessario mammografie e biopsie, le risonanze e le ecografie al seno. Gli eventuali interventi chirurgici pure se necessari sono programmati secondo i tempi della sala operatoria. Cosi’ allo stesso modo per cio’ che riguarda lo screening del colon-retto, vengono eseguite le colonscopie a tutti i soggetti risultati essere positivi ai test della ricerca del sangue occulto fecale che sono distribuiti dalle farmacie della provincia di Latina”.

– In alcune Regioni il personale dei dipartimenti di prevenzione e’ stato dirottato in reparti Covid per sopperire all’emergenza. E’ accaduto questo anche nel suo Dipartimento in collegamento con l’ospedale di Latina?

“Si’, a Latina abbiamo assegnato alcuni dei nostri operatori – sia tecnici che sanitari – presso il dipartimento di prevenzione in quanto i programmi di screening della Asl di Latina afferiscono al Dipartimento e lo stesso Dipartimento di prevenzione, in questo momento di emergenza, ha curato l’aspetto organizzativo relativo all’indagine epidemiologica per i positivi e i contatti dei positivi tra la popolazione. Pertanto tutti gli operatori sono precettati in questo tipo di attivita’ fatta salva l’attivita’, come dicevo, di secondo livello propria dello screening che noi continuiamo a svolgere. Sono rimasti in attivita’ presso il reparto di screening il personale amministrativo che provvede ad avvisare gli utenti gia’ prenotati che dovranno chiamare il numero verde per un nuovo appuntamento o saranno ricontattati da noi alla fine di questa fase di emergenza sanitaria”.

– Proprio relativamente alla fine o al progressivo ritorno alla normalita’ dopo l’emergenza, le chiedo da medico ma anche da responsabile come sara’ il dopo? Come verra’ riorganizzato il vostro lavoro e secondo lei sara’ lo stesso?

“Immagino che il nostro lavoro non sara’ piu’ lo stesso poiche’ gia’ lavoriamo in una ottica di overbooking nelle nostre agende quotidiane. Per cui questo, nel prossimo futuro, dovra’ essere rivalutato proprio per garantire il distanziamento sociale che ci viene raccomandato. Quindi al di la’ degli inviti che verranno ripresi, dobbiamo salvaguardare la distanza ed evitare un numero eccessivo di pazienti contemporaneamente in sala d’attesa”.

– Per quanto riguarda l’agenda allora si creeranno delle liste d’attesa oppure saranno garantite all’utenza le cure in tempi certi?

“Le cure sicuramente verranno garantite perche’ vengono garantite gia’ ora se urgenti. Credo che dobbiamo recuperare questo gap e dunque inizieremo con il dare la priorita’ d’invito a quei soggetti ‘new entry’ nel programma di screening, cioe’ a tutti quei soggetti che per la prima volta dovranno sottoporsi al test di diagnosi precoce ma dando chiaramente possibilita’ a tutta la popolazione di accedere allo screening. Bastera’ solamente riorganizzarsi in termini di sedute anti e post meridiane per fare in modo di diluire l’accesso dell’utenza e di riprogrammare l’attivita’ dei singoli operatori sanitari. Lo scopo e’ lavorare su piu’ sedute e garantire il distanziamento sociale. In ogni caso l’offerta di cure verra’ garantita a tutti i cittadini”.

– In generale la popolazione di Latina e’ sensibile ai vostri appelli, comprende l’importanza dello screening?

“Il nostro screening e’ attivo e senza interruzioni dal 2000 pertanto la popolazione e’ fidelizzata a questo programma d’invito e abbiamo delle buone risposte e adesioni. Insomma riscuotiamo fiducia e interesse da parte della popolazione”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

10 Aprile 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»