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Tronchi come sedie e vele anti-vento: a Fontevivo aule nel bosco

aule giardino all'aperto
Il Comune della provincia di Parma ha realizzato tre differenti 'strutture' per le lezioni all'aperto. "Tutti i virologi concordano che negli spazi aperti il contagio è più difficile" spiega il sindaco Tommaso Fiazza
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BOLOGNA – Tronchi d’albero, cubi di pietra e tende. Mentre si discute di nuove restrizioni e delle difficoltà della didattica a distanza, in un piccolo paese della provincia di Parma bambini e ragazzi hanno iniziato così a fare lezione in giardino, grazie a tre nuove aule allestite all’aperto. È l’iniziativa del Comune di Fontevivo, 6.000 anime, guidato dal sindaco ventenne Tommaso Fiazza (leghista), che ha realizzato l’idea sul progetto dell’architetto parmigiano Pier Maria Giordani. Le aule sono state realizzate nel parco Ida Mari di Ponte Taro e nei giardini delle scuole Ceresini di Fontevivo e Gazzola di Ponte Taro, spiega il Comune, e potranno essere usate a rotazione sia dalle classi delle scuole sia, in orario extrascolastico, per iniziative di cittadini e associazioni.

La prima si chiama ‘Aula del Bosco‘: allestita nel parco Ida Mari di Ponte Taro, ha sedie fatte con tronchi d’albero disposti in semicerchio. Costruito anche un nuovo percorso pedonale, che può essere usato per l’attività fisica e per passeggiate nel verde. L’aula ‘Acquerello’ invece si trova nell’area esterna della scuola di Ponte Taro ed è costituita da una pedana in legno e acciaio rialzata che vuole raffigurare la tavolozza di un pittore, pensata soprattutto per la didattica dei più piccoli. La terza invece si chiama ‘Aula delle pietre’, con cubi di cemento per sedersi, un telaio fatto con acciaio e tende solari e una copertura con vele resistenti al vento. Al centro si trova anche una rete metallica con dentro i ciottoli del fiume Taro colorati dagli stessi ragazzi. Il progetto di Fontevivo è il primo di questo genere in provincia di Parma e fra i primi esempi in Emilia-Romagna e nel Paese.

Aula del Bosco Ponte Taro

“Tutti i virologi concordano sul fatto che negli spazi aperti il contagio è più difficile– spiega Fiazza- siamo partiti da quello per rendere più sicura la didattica in presenza per ragazzi e insegnanti. Strada facendo abbiamo capito che la pandemia può diventare anche l’occasione di immaginare una scuola nuova: non più solo chiusa dentro le aule, ma da vivere nella natura, facendo esperienze sensoriali, sviluppando la curiosità dei ragazzi per il mondo esterno. Una scuola ancora più integrata nel territorio e nella vita della comunità”. In poche parole, continua il sindaco di Fontevivo, “siamo partiti dalla sicurezza e siamo arrivati all’idea che sarebbe bello e utile per tutta la comunità riconvertire e rigenerare gli spazi esterni delle scuole”.

Fiazza però non vuole fermarsi qui. “Appena possibile ne faremo altre- assicura il sindaco- a volte sono le piccole comunità come la nostra a dover indicare delle strade che i grandi apparati non riescono a vedere. È una cifra molto importante per un Comune piccolo come il nostro, ma pensiamo che la didattica in presenza, rispettando distanziamento e utilizzando tutte le protezioni, sia fondamentale per i ragazzi. Noi amministratori locali abbiamo il dovere di trovare soluzioni nuove ed alternative, soprattutto in questi momenti difficili e di emergenza. L’idea è nata circa un anno fa, l’abbiamo condivisa con l’istituto scolastico e poi in questi mesi abbiamo fatto le corse per essere pronti ora che inizia la primavera”.

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