Mafia, confiscati beni per 2 milioni di euro nel catanese

Le confische sono dirette contro Salvatore Marletta e Orazio Di Mauro: il primo vicino ai Di Dio di Palagonia, il secondo legato ai Santapaola
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PALERMO – Due distinte confische di beni sono state eseguite dagli uomini della Direzione investigativa antimafia di Catania, su disposizione della sezione Misure di prevenzione del tribunale etneo, per complessivi due milioni di euro: il primo riguarda i beni di Salvatore Marletta, imprenditore agricolo di 47 anni considerato dagli inquirenti “vicino” alla famiglia mafiosa Di Dio di Palagonia, mentre il secondo colpisce Orazio Di Mauro, di 54 anni, ritenuto “esponente di spicco” del clan Laudani e “legato” alla famiglia mafiosa dei Santapaola.

Marletta circa un mese fa è stato coinvolto nell’operazione antimafia ‘Iddu’ e nel 2007 finì in carcere con l’accusa di essere un componente della famiglia mafiosa Di Dio di Palagonia e per reati come l’usura, l’estorsione e il porto abusivo di armi in luogo pubblico.

Di Mauro, invece, è stato coinvolto nelle inchieste ‘I Vicerè’ (febbraio 2016) e ‘Security’ (maggio 2017), in quanto ritenuto responsabile di diversi reati, tra cui estorsione aggravata e associazione mafiosa. Gli accertamenti patrimoniali svolti sul conto di Marletta e Di Mauro hanno evidenziato “la sproporzione” tra i redditi dichiarati e l’effettivo patrimonio posseduto. La confisca di due milioni di euro riguarda rapporti bancari, auto, un’azienda agricola, un fabbricato di pregio, 18 appezzamenti di terreno a Palagonia e Ramacca e, infine, un’impresa individuale attiva nel settore dell’arredamento.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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