Coronavirus, Venturi: “No alle mascherine chirurgiche a scuola, Emilia-Romagna cambi”

Venturi ripensa anche al lungo stop delle scuole: "Lunedì saranno 206 giorni, che errore. Non possiamo più permettercelo"
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BOLOGNA – Sergio Venturi ‘demolisce’ l’uso delle mascherine chirurgiche a scuola deciso dal Governo. Una scelta, secondo l’ex commissario all’emergenza sanitaria in Emilia-Romagna, molto complicata da gestire dal punto di vista ambientale. “Undici milioni di mascherine mi sembrano un’eresia, sono 13.200 chilometri l’anno di scatolette da smaltire solo per le scuole italiane”, calcola Venturi.

Speriamo che vengano smaltite adeguatamente e di non trovarle sui moli e sulle spiagge, come ho visto questa estate”. Venturi ne parla presentando questa mattina alla stampa “La goccia del colibrì”, in libreria da domani per le edizioni Pendragon, il libro che racconta la sua esperienza alla guida della sanità emiliano-romagnola durante la pandemia.

Le scuole non sono ospedali, secondo me c’era modo di usare altri tipi di maschere“. Ad esempio, “si poteva fare come le squadre di calcio”, che hanno le loro mascherine brandizzate. Le mascherine di tessuto, sostiene Venturi, avrebbero avuto la stessa efficacia in termini di protezione ma un impatto ambientale decisamente inferiore, soprattutto guardando al mondo post-epidemia.

L’usa e getta è il messaggio peggiore che possiamo fare sul mondo che faremo”, scandisce ancora l’ex assessore e commissario. Che si aspetta, almeno in Emilia-Romagna, una presa di coscienza e magari una correzione su questo: “Sono molto fiducioso che questa regione ci rifletta sulle mascherine chirurgiche a scuola”, lancia l’amo.

In generale, afferma ancora Venturi, “abbiamo dato prova di aver imparato la lezione, in particolare nelle regioni più toccate dalla prima ondata. La prospettiva per il domani invece la trovo carente, al futuro si dedica appena qualche slogan”. In questa fase della pandemia, sottolinea ancora l’ex commissario, Stiamo a pesare pochi contagi in più o in meno al giorno, abbiamo bisogno del nostro oroscopo e guardiamo molto al nostro quotidiano”.

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“CHIUDERE LE SCUOLE 206 GIORNI L’ERRORE PIU’ GRANDE”

Nei mesi scorsi, col senno di poi, aveva avuto parole critiche sul lockdown generalizzato, con lo stop agli spostamenti anche nelle regioni meno colpite. Ma oggi Sergio Venturi individua un altro errore, peggiore, nella gestione della pandemia. “L’errore più grande che abbiamo fatto- afferma l’ex commissario all’emergenza sanitaria dell’Emilia-Romagna- è stata l’attenzione verso i giovani, i bambini e gli adolescenti”. Lunedì, ricorda, “saranno 206 giorni in cui non c’è stata scuola. Non ci possiamo permettere di lasciare bambini e ragazzi senza coloro che per professione insegnano. Due terzi dell’anno senza incontrare i propri coetanei e i propri insegnanti non ce li possiamo più permettere”.

Per quanto riguarda la scuola, “al di là di qualche episodio c’è una grande forza di volontà di ricominciare da parte di tutti, perchè la scuola a distanza non sarà mai scuola per tutti, l’obbligo scolastico ha il significato di garantire per tutti le stesse condizioni di partenza”.

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“SIAMO TRA LE ONDE, MA NON CI SARÀ NUOVO TSUNAMI”

Nei prossimi mesi “ci dobbiamo aspettare oscillazioni, ma non credo che ci sarà niente di simile a ciò che abbiamo visto in quel mese e mezzo”, l’ondata di Covid-19 della primavera scorsa. Insomma, “non ci sarà uno tsunami, ma qualche ondata con un po’ di calma tra una e l’altra”. E’ la previsione, o meglio l’”oroscopo”, di Sergio Venturi, l’ex commissario all’emergenza sanitaria in Emilia-Romagna. 

Il libro racconta appunto l’esperienza di Venturi da commissario straordinario per l’emergenza sanitaria, i due mesi più duri del lockdown generalizzato e degli ospedali ‘blindati’ per il virus. Ora la situazione è profondamente diversa, anche se il numero dei casi è tornato a salire. “Si può sempre fare meglio, quando diventeremo coreani saremo ancora più bravi- aggiunge Venturi- ma i coreani hanno avuto la Sars 1…”. 

L’ex assessore e commissario sottolinea come la situazione sanitaria italiana, il primo paese occidentale ad affrontare la pandemia nella prima parte dell’anno, sia molto migliore rispetto a quella di altre zone d’Europa e del mondo. E guarda il bicchiere mezzo pieno anche dal punto di vista degli atteggiamenti individuali, dopo aver richiamato tante volte al rispetto del distanziamento e all’uso della mascherina durante le sue famose dirette Facebook da commissario. “Io- afferma l’ex responsabile dell’emergenza sanitaria in Emilia-Romagna- ho visto comportamenti positivi, spero che con la stagione fredda lo siano ancora di più. Ma stiamo andando bene”. E in questo senso Venturi promuove a pieni voti anche la gestione a livello locale: in Emilia-Romagna “per l’immediato ci stiamo muovendo molto bene”.

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9 Settembre 2020
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