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Roma Multiservizi, azienda dice no agli ammortizzatori sociali: 30 licenziati

A nulla è valso infatti l'ultimo incontro di ieri in Regione Lazio, una riunione fiume di circa otto ore con il rumoroso presidio esterno dei dipendenti che attendevano l'esito della trattativa
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ROMA – Si è conclusa stanotte con il licenziamento collettivo la vertenza dei 30 lavoratori in mobilità della Roma Multiservizi, azienda partecipata di secondo livello del Campidoglio.

A nulla è valso l’ultimo incontro di ieri in Regione Lazio, una riunione fiume di circa otto ore con il rumoroso presidio esterno dei dipendenti che attendevano l’esito della trattativa

L’azienda non è tornata sui suoi passi e non ha revocato la procedura di mobilità né tantomeno accettato la possibilità di ricorrere agli ammortizzatori sociali, prospettata dal rappresentante della Regione per tutelare i livelli occupazionali, ritenendola “non coerente con la situazione economica” e spiegando che avrebbero “solo ritardato la riorganizzazione” della società (le cui quote sono già state messe in liquidazione da Ama a partire dal prossimo settembre), limitandosi a ribadire l’offerta di demansionamento e ricollocamento già declinata da lavoratori e sindacati.

Le sigle, dal canto loro, hanno “contestato radicalmente”, come si legge nel verbale di mancato accordo, il comportamento dell’azienda.

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