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Roma Multiservizi taglia altri 400 lavoratori

ROMA – I vertici della Roma Multiservizi sono pronti a tagliare il 20% dell’intero personale, pari a 400 unità, dopo aver già operato una riduzione di quasi 430 lavoratori. Una procedura considerata dalla società come “un atto dovuto nell’ottica di una corretta e sana gestione dell’azienda”.

È quanto si legge in una lettera a firma dell’amministratore delegato di Multiservizi, Rossana Trenti, inviata al direttore generale della controllante Ama, Stefano Bina, e da quest’ultimo resa nota al termine della riunione della commissione Trasparenza di Roma Capitale che era stata convocata per l’avvio della procedura di licenziamento per 30 dipendenti di sede della municipalizzata.

L’organico aziendale della Roma Multiservizi, si legge nella lettera, “al 31 dicembre 2016 vedeva una forza lavoro di 4.188 unità, composta da 66 impiegati e 4.122 operai, mentre l’organico aziendale al 31 agosto 2017 è passato a 3.759 addetti, composto da 66 impiegati e 3.693 operai (-10,24%)”, ma “la cessazione progressiva prevista entro il mese di dicembre 2017 della commessa Atac comporterà un’ulteriore riduzione di addetti, la specifica procedura di mobilità interessa 398 addetti, con un organico stimato al 31 dicembre 2017 di 3.300-3.400 unità, con uno scostamento pari a circa il 20%”.

Una decisione motivata con la diminuzione del fatturato e dei ricavi, dovuta, scrive sempre l’ad di Multiservizi, alla “cessazione nel 2017 delle principali commesse, individuate nel contratto di subappalto convenzione Consip scuole Stato, per un valore all’anno di 15 milioni, e la commessa Atac per un valore annuale di 20 milioni”, tenuto conto anche che “nel prossimo anno è in scadenza la commessa global service scuole di Roma Capitale, fissata al 31 luglio 2018, per un valore per anno scolastico di 40,5 milioni”.

Tutto questo, “unito alla generale crisi economica e del settore, nonché da ultimo alle scarse prospettive di ripresa nel medio-lungo periodo– prosegue la lettera della dirigente- ha reso imprescindibile l’esigenza di riorganizzazione del personale di sede nell’ottica sia di risparmio di costi che di una razionalizzazione delle risorse ivi impiegate che fosse più coerente alle effettive esigenze aziendali e volta ad un recupero di margini di produttività”.

La procedura di licenziamento collettivo attivata, conclude Trenti, “stante le oggettive esigenze di riorganizzazione sopra descritte, oltre ad essere conforme al dettato normativo sopra descritto rappresenta un atto dovuto nell’ottica di una corretta e sana gestione dell’azienda, alla luce delle attuali condizioni economiche ed organizzative”.

09 ottobre 2017

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