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VIDEO | Gaza, Crosetto: “In partenza una nave con ospedale da campo per il popolo palestinese”

Il ministro della Difesa in conferenza stampa ha presentato l'invio della Nave Vulcano, in partenza oggi da Civitavecchia

Pubblicato:08-11-2023 15:54
Ultimo aggiornamento:09-11-2023 11:10
Canale: Politica
Autore:
Crosetto
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ROMA – “Oggi parità la Nave Vulcano che è stata attrezzata con un ospedale che vogliamo mandare vicino alle zone che sono interessate dalla guerra. È meglio dare segnali evidenti di quello che l’Italia pensa e di come l’Italia pensa di muoversi nei confronti del popolo palestinese. Quindi alle parole che abbiamo detto in queste settimane di vicinanza al popolo palestinese e di distanza dai terroristi di Hamas, vogliamo aggiungere un atto concreto”. Lo ha detto il ministro della Difesa Gudio Crosetto in una conferenza stampa organizzata a Roma al ministero della Difesa per presentare l’invio della Nave Vulcano, in partenza oggi da Civitavecchia.

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OLTRE ALLA NAVE VULCANO ANCHE UN OSPEDALE DA CAMPO

Nave Vulcano parità con 170 persone di cui 30 della Marina militare formate per emergenze sanitarie, a cui si aggiungerà un’altra trentina di persone da tutte le Forze Armate, che saranno portate con un aereo. Oltre all’ospedale imbarcato, alle sale operatorie, alle apparecchiature diagnostiche, su Vulcano saranno portati anche medicinali e soccorsi, ha spiegato Crosetto. “Ma l’operazione militare che l’Italia vuole portare avanti non si fermerà qua. Lo Stato Maggiore della Difesa sta coordinando l’invio di un ospedale da campo su terra che è nostra intenzione, in accordo anche con i Palestinesi, portare direttamente sul territorio di Gaza, vicino a dove c’è l’esigenza reale- ha spiegato il ministro- Queste iniziative sono state condivise con altri Paesi europei, Nato e paesi arabi, dicendo che sia le porte della nave, sia quelle dell’ospedale da campo sono aperte al contributo di tutti. Questo vuole essere il primo passo di un’iniziativa nella quale non vogliamo essere gli unici. Anzi, vogliamo essere i primi. Non ci disturberà se gli altri ci supereranno in volontà di aiuti umanitari. Ma ci pare importante partire dando questo segnale concreto. Mi aspetto che ci saranno molte risposte, alcune le abbiamo già avute da due Paesi che si sono resi disponibili ad inviare una nave a sostegno della nostra e del personale medico da imbarcare. Le stesse risposte le stiamo avendo sull’opedale da campo. Io vorrei che scoppiasse la gara tra Paesi arabi e occidentali nel fornire aiuto. Che ci fosse una gara senza più Paesi senza più divisioni nel portare aiuto alle persone che stanno subendo questa guerra senza avere alcuna colpa”.

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CROSETTO: ANCHE IN GUERRA STATO DI DIRITTO RISPETTA REGOLE

Per Crosetto “questa iniziativa si colloca in un’insieme di iniziative che il presidente del Consiglio, il ministro degli Esteri e la Repubblica italiana stanno facendo. Siamo stati i primi a chiedere l’apertura del valico, siamo stati i primi ad offrire aiuti umanitari. E mi pare che la comunità internazionale si sia mossa in modo adeguato. E una delle cose che stiamo chiedendo tutti, la comunità internazionale per prima, è di distinguere: uno Stato di diritto in guerra si muove rispettando delle regole, questa è la differenza con i terroristi di Hamas. Ed è quello che ci auguriamo Israele faccia nei prossimi giorni e che sta cercando di fare, comprendendo la difficoltà di agire su una zona come Gaza dove tutto si unisce e dove ci sono cunicoli, dove centri di potere di Hamas vengono nascosti magari sotto ospedali o luoghi dove si trovano civile. Ma noi stiamo cercando, assieme a tutta la comunità internazionale, con un’uniformità di movimento tra Paesi arabi e Paesi occidentali, di andare verso una pausa e aiutare le persone che non c’entrano nulla con questo scontro”. E ancora: “L’Italia sta dando un segnale, non solo a parole ma con i fatti- ha aggiunto Crosetto- Non siamo vicini a parole al popolo palestinese, che consideriamo un’altra cosa rispetto ad Hamas, ma siamo lì a portare aiuto in prima persona con i nostri mezzi, le nostre persone, il nostro personale sanitario”.

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