VIDEO | Alvin è in Italia, il bimbo è atterrato a Fiumicino

Il piccolo era stato portato dalla madre, radicalizzata via web, a vivere in Siria tra i combattenti dell'Isis
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ROMA – Alvin è stato riportato in Italia, atterrato a Fiumicino con un volo di linea dell’Alitalia (AZ 827) giunto da Beirut.

Il bambino di 11 anni, che era finito a vivere con i combattenti dell’Isis, torna così alla sua famiglia grazie a una missione di cooperazione internazionale che ha visto protagonisti lo Scip (Direzione Centrale della polizia criminale), il Ros (Raggruppamento operativo speciale), il Consolato albanese, la Croce rossa italiana e la Mezzaluna rossa. Alvin era stato sequestrato e portato via dall’Italia, nel 2014, dalla madre Valbona Berisha, radicalizzata via web e partita per la Siria per unirsi all’Isis.

IL PROCURATORE: “NEL CAMPO ANCORA 15 BAMBINI ARRIVATI DALL’ITALIA”

“Nel campo ci sono ancora circa 15 bambini partiti dall’Italia, anche se non cittadini italiani, speriamo che Alvin sia solo il primo che siamo riusciti a portare in salvo”. Queste le parole del procuratore Alberto Nobili, del pool antiterrorismo di Milano, che ha preso parte alle operazioni che hanno portato a riportare il piccolo Alvin a casa.

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Sceso dall’aereo vestito con jeans, giubbotto blu e cappellino rosso, il bimbo è stato abbracciato dal padre e dalle due sorelle.

“Quella di Alvin è una storia bellissima che va dritta al cuore delle tante persone e delle tante organizzazioni che vi hanno partecipato. Oggi è la giornata dei sorrisi, della gioia”. Lo ha detto Giuseppe Spina, direttore del Servizio di cooperazione internazionale di polizia, Scip. Le dichiarazioni sono state rilasciate nel corso di una conferenza stampa all’aeroporto di Fiumicino.

“L’operazione che ha portato in salvo Alvin è stata il frutto di un impegno coordinato tra i governi di Italia e Albania. Il premier Giuseppe Conte e il primo minsitro Edi Rama si sono incontrati e si sono occupati personalmente della questione”, ha commentato il ministro degli Interni albanese, Sander Lleshaj, in riferimento all’incontro del 31 ottobre a Roma.

Nel campo “di Al Hol, dove si trovava Alvin, ci sono 28mila bambini, tre orfanotrofi. I governi hanno la responsabilità morale, etica e valoriale di prendersene cura. Io ringrazio i governi di Italia e Albania, senza il loro lavoro non sarebbe stato possibile salvare Alvin”, ha invece commentato il presidente della Croce Rossa nonché della Federazione delle Croce Rossa e della Mezzaluna rossa Francesco Rocca, nel corso della conferenza stampa all’aeroporto di Fiumicino organizzata per il ritorno di Alvin Berisha dalla Siria.

Francesco Rocca (Cri)

“I momenti più delicati sono stati l’uscita dal campo di Al Hol e l’arrivo in aeroporto” ha aggiunto Rocca. “E’ stato fondamentale l’aiuto dei volontari curdi della Mezzaluna rossa siriana, che hanno dialogato con le autorità curde che gestiscono il campo”.

IL PROCURATORE: “CI SONO ANCORA 15 BIMBI PARTITI DALL’ITALIA”

“Nel campo ci sono ancora circa 15 bambini partiti dall’Italia, anche se non cittadini italiani, speriamo che Alvini sia solo il primo che siamo riusciti a portare in salvo”. Queste le parole del procuratore Alberto Nobili, del pool antiterrorismo di Milano, che ha preso parte alle operazioni che hanno portato a riportare il piccolo Alvin a casa.

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