AAA Astronauti cercasi, l’Esa a caccia di nuove leve

Il 31 marzo apre il bando per selezionare la nuova classe di astronauti. Un percorso lungo e difficile. Maurizio Cheli: "Tutto è ampiamente ripagato dal poter vedere la Terra da una prospettiva veramente differente"
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Astronauti cercasi.  L’Agenzia spaziale europea apre un bando per cercare astronauti e astronaute per le missioni del futuro. È la prima volta dal 2009, quando vennero selezionati, tra gli altri, gli italiani Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti. La nuova classe di professionisti dello Spazio sarà formata da un minimo di 4 a un massimo di 6 persone, tra cui, per la prima volta, potrebbero esserci anche disabili. 

I REQUISITI

Il bando è aperto dal 31 marzo al 28 maggio 2021, esclusivamente online. Per partecipare bisogna essere cittadini di un Paese membro o associato dell’Esa, avere una laurea in materie scientifiche, con tre anni di esperienza lavorativa, oppure avere un brevetto di pilota collaudatore sperimentale. Età massima 50 anni. Altre caratteristiche del candidato perfetto sono la fluente conoscenza della lingua inglese e l’estrema flessibilità in termini di sede e orario di lavoro. Richiesta anche la disponibilità a partecipare a esperimenti di bioscienza. 

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LA VITA DA ASTRONAUTA 

La carriera da astronauta è tanto emozionante quanto dura, anche in termini psicologici. La resistenza allo stress è un fattore importante per gli aspiranti astronauti. Ne abbiamo parlato con Maurizio Cheli. Modenese, originario di Zocca, classe 1959, fu il primo italiano a volare in orbita con la qualifica di mission specialist, astronauta professionista, a bordo di uno Shuttle Columbia. Il candidato ideale deve avere solide basi scientifiche e capacità di operare in condizioni di alto stress, ragiona Cheli.

“Sicuramente deve avere un background scientifico, su questo non ci piove, e anche possibilmente operativo. È per quello che si ricercano o laureati in materie scientifiche con già una certa esperienza, oppure qualcuno che proviene da un ambiente operativo- spiega-. Nel mio caso, io venivo dall’Aeronautica militare, avevo capacità di operare in un ambiente ad alto stress, come normalmente viene richiesto agli astronauti quando si ritrovano in orbita”. La selezione è lunga, gli esiti del bando dell’Esa saranno noti probabilmente nell’autunno del 2022. 

Cheli, cosa consiglierebbe a chi vuole candidarsi?
“È un percorso entusiasmante: qualunque sia il tipo di sacrificio che uno deve fare per volare nello Spazio, tutto è ampiamente ripagato dal poter vedere la Terra da una prospettiva veramente differente. Oltretutto è un ambiente in cui ognuno con le proprie capacità può contribuire a raggiungere un obiettivo comune. Può sembrare un lavoro individuale, invece si lavora in una grande squadra. L’astronauta è la parte più visibile, ma dietro ci sono moltissimi tecnici e moltissimi scienziati che mettono a punto gli esperimenti: ognuno contribuisce allo sviluppo delle nostre tecnologie per il miglioramento della vita sulla Terra”. 

LA NUOVA MISSIONE DI SAMANTHA CRISTOFORETTI

In attesa di conoscere gli astronauti del futuro, un nuovo viaggio sulla Stazione spaziale internazionale è alle porte per Samantha Cristoforetti. Partirà nel 2022 per una nuova missione, a cui l’Italia contribuirà con esperimenti scientifici ed educativi selezionati dall’Agenzia spaziale italiana (Asi).  Gli astronauti “sono ambasciatori per le generazioni future”, ha detto il presidente dell’Asi Giorgio Saccoccia, “Samantha Cristoforetti contribuirà ad attrarre ragazzi e ragazze nello studio delle materie Stem, ciò di cui abbiamo bisogno per una crescita e un futuro sostenibili”.  Dal canto suo, Astrosamantha si è detta felice e grata per la nuova missione: “Continuiamo a esplorare per fare nuove scoperte e per portare ancora più in là le nostre conoscenze”.

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