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Violenza contro le donne, 42 scatti per raccontarla: ecco la mostra ‘Segni’ a Palazzo Braschi

Fino al 13 marzo a Roma. Dagli indizi per non cadere nella trappola ai simboli di rinascita e libertà: fiori, ninfee e spazi aperti.
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di Laura Monti

ROMA – ‘Segni’, è questo il nome del progetto fotografico con cui Simona Ghizzoni e Ilaria Magliocchetti Lombi hanno scelto di raccontare i molti volti della violenza contro le donne: 33 quadri fotografici e 42 scatti che da domani fino al 13 marzo potranno essere ammirati a Palazzo Braschi, a Roma, in una mostra curata dalle dottoresse Consuelo Corradi e Alessandra Mauro.

Ghizzoni e Magliocchetti Lombi, fotografe, hanno scelto di raccontare le storie vere di Anna, Valentina, Lucilla e Sara, quattro donne di età ed esperienze diverse, ma tutte accomunate dall’aver vissuto relazioni violente. E lo hanno fatto attraverso i ‘segni’ di quella violenza, gli indizi da cogliere per non cadere nella trappola, ma anche quelli più emblematici di chi la violenza la vive ogni giorno: uno fra tutti, le chiavi di casa, il ‘luogo sicuro’ che per Sara, come per le altre donne vittime di violenza domestica, diventa una trappola. E ancora sempre la casa, nello scatto di un angolo pieno di giochi dei bambini che a quei maltrattamenti assistono ogni giorno. La violenza sulle donne, però, ha molti volti: quelli più evidenti, come i capelli tirati di Anna, e quelli più subdoli, che da molte all’inizio vengono percepiti come un banale ‘corteggiamento insistente’. E allora ecco, in un altro scatto, lo schermo di un cellulare pieno di messaggi e chiamate perse: ‘Dove sei?’, ‘Perché non mi rispondi?’, ‘Adesso ti raggiungo’, fino all’inevitabile ‘Sono sotto casa tua’.

Ma dalla violenza si può anche uscire e negli scatti della mostra c’è anche questo: fiori, ninfee e spazi aperti, che finalmente sono a disposizione di Valentina, Lucilla, Anna e Sara e di chi come loro è riuscito a liberarsi. “La violenza contro le donne si combatte soprattutto educando le nuove generazioni”, ha detto il neo assessore alla Cultura di Roma Capitale Miguel Gotor, presente stamattina alla conferenza stampa di inaugurazione della mostra. E infatti quello di questa mostra è proprio un intento pedagogico, rivolto a ragazze e ragazzi giovanissimi, tanto che il progetto è già stato esposto in due licei di Monreale e Palermo: in entrambi gli istituti sono stati svolti laboratori didattici sul tema e nei prossimi mesi verranno coinvolte altre scuole sul territorio nazionale.

L’obiettivo della mostra inaugurata nella Capitale è proprio quello di guidare i più giovani ad acquisire gli strumenti culturali per riconoscere e contrastare il fenomeno della violenza contro le donne, a partire da quando i suoi ‘segni’ si trovano vicino a loro. Non solo: anche dar loro l’opportunità di assumere piena consapevolezza della diffusione del fenomeno, con una sezione definita dalle curatrici “scientifica”, ricca di dati statistici forniti dall’Istat. Alla realizzazione della mostra hanno collaborato il Cortile dei gentili, il dipartimento del Pontificio consiglio della Cultura, la Consulta femminile, un organismo permanente del Pontificio consiglio della Cultura e il Centro donna Lilith, associazione che opera nel territorio di Latina per aiutare le donne a uscire dalla violenza domestica. La nostra rimarrà a Palazzo Braschi fino al 13 Marzo 2022 e sarà a ingresso gratuito.

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