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I presidi: “Ci sono 10mila classi in dad, Asl non riescono a gestire tracciamento”

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Il presidente dell'Anp Giannelli: "Ho chiesto a Figliuolo di intervenire per supportare le Asl nella gestione del testing e nel tracciamento dei contatti"
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ROMA – “Le Asl si sono trovate in grande difficoltà nell’applicare il protocollo del 3 novembre che si basava su due prestazioni che dovevano essere compiute con grande celerità: il testing e il tracciamento dei contatti. Il preside può mettere la classe in dad, ma a stabilire se ci deve essere una quarantena deve essere la Asl“. Lo ha detto Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, ospite del programma ‘Res Publica’ condotto dal direttore Gianluca Fabi su Cusano Italia Tv.

“LE ASL HANNO BISOGNO DI SUPPORTO”

“Per fare tutto questo serve una grande celerità – sottolinea Giannelli – se il tampone che si dovrebbe fare fin dal primo giorno, lo si fa il terzo o il quarto è ovvio che il preside metta tutti in dad e tutti in dad rimangono. Venendo meno il presupposto della celerità, a causa delle carenze di personale e organizzative delle Asl, si è scatenato tutto quel putiferio che abbiamo visto la settimana scorsa. Per fortuna si è risolto in meno di 24 ore. Ho invitato il generale Figliuolo ad intervenire, con i mezzi di cui dispone, per supportare le Asl perché ce n’è bisogno”.

“In questo momento – ha aggiunto il presidente dell’Anp – ci sono circa 10mila classi in dad in tutta Italia. Il totale delle classi nel nostro Paese è 400mila, quindi 10mila è sicuramente un numero consistente, ma rispetto al totale non c’è paragone e comunque non c’è paragone rispetto ad un anno fa. Certamente la pandemia è in risalita, devono essere le misure approvate dal Governo a porre un freno a questa risalita perché nessuno si vuole ritrovare in una situazione comparabile a quella dell’anno scorso. Dobbiamo prendere tutte le contromisure per far sì che ciò non avvenga”.

Infine, sul vaccino ai bambini, Giannelli dichiara: “Io invito tutte le famiglie a vaccinare i bambini. I pediatri sono concordi nell’affermare che non vi è nessun problema e che i vaccini garantiscono sicurezza anche ai più piccoli“, ha concluso il presidente dell’Associazione nazionale presidi.

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