Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Recovery Fund, economia green e digitale i due grandi capitoli di spesa

palazzo chigi
Ecco come potrebbero essere suddivisi i fondi secondo la bozza in possesso dell'agenzia Dire
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Sei missioni a ciascuna delle quali sara’ assegnato un budget a valere sui fondi del Next Generation Eu. E’ la previsione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, nella parte relativa alla struttura di missione per il Recovery Fund, la cui bozza e’ ora all’esame del Cdm. Economia green e transizione digitale sono i due grandi capitoli di spesa. Dei 196 miliardi previsti in totale, al contrasto del cambiamento climatico saranno destinati 80 miliardi di euro, il 40,8% dell’ammontare complessivo, mentre alla transizione digitale andranno 45 mld, cioe’ il 23%.

Ecco come potrebbero essere suddivisi ulteriormente i fondi secondo la bozza in possesso dell’agenzia Dire. Alla digitalizzazione dovrebbero essere destinati 48,3 miliardi, pari al 24,9% del fondo. Alla rivoluzione verde 74,3 miliardi, cioe’ il 37,9%. Alla missione infrastrutture per una mobilita’ sostenibile andranno 27,7 miliardi, cioe’ il 14,1% del totale. All’istruzione e alla ricerca 19,2 mld, cioe’ il 9,8% dell’ammontare complessivo. Alla parita’ di genere e alla coesione territoriale saranno destinati 17,1 mld, cioe’ l’8,7% delle risorse. Infine la salute, verso la quale andranno 9 mld, ovvero il 4,6% del totale. Questo l’ipotesi entrata in cdm, ma la discussione e’ ancora in corso e da qui a mercoledi’, quando ci sara’ il via libero definitivo, l’ammontare delle risorse a questa o quella missione potrebbe subire delle modifiche.

RESPONSABILI DI MISSIONE IN OGNI SETTORE

“La costruzione di una adeguata governance e’ un presupposto per la realizzazione dell’intero piano e anzi deve essere considerata parte integrante del piano stesso”. E’ quanto si legge nella bozza sul Recovery plan sul tavolo di Palazzo Chigi. “Per garantire un’attuazione efficace del Piano e’ inoltre necessario stabilire in modo chiaro responsabilita’ e compiti che diano adeguate garanzie della corretta attuazione degli interventi e del rispetto dei tempi“. In tale ottica, “in linea con gli indirizzi della Commissione Ue, si ritiene di dover procedere alla individuazione di un ‘Responsabile di missione’ in ciascun settore interessato dal piano, al quale sia demandata la responsabilita’ generale di assicurare la celere ed efficace attuazione del piano stesso, la costante verifica circa il rispetto del cronoprogramma nonche’ il compito di adoperarsi, anche attraverso l’attivazione di poteri sostitutivi, per favorire il superamento di situazioni di inerzia o comunque ostative alla realizzazione dell’intervento programmato”. Sull’attuazione del Pnrr vigilera’ “con compiti di indirizzo, coordinamento e controllo un Comitato esecutivo, composto da Presidente del Consiglio, Ministro dell’Economia e delle Finanze e Ministro dello Sviluppo Economico. Viene inoltre individuato il Ministro degli Affari europei – di intesa con il Ministro degli affari esteri e delle cooperazione internazionale per quanto di competenza di quest’ultimo – quale referente unico con la Commissione Europea per tutte le attivita’ legate all’attuazione del Piano”.

Questi i poteri affidati ai responsabili di missione: “Poteri di impulso e coordinamento operativo per la realizzazione, da parte dei soggetti attuatori, dei progetti e delle opere incluse nel piano, al fine di garantire il rispetto dei tempi indicati nel cronoprogramma”. 

Poteri di vigilanza e monitoraggio, assumendo a tal fine ogni informazione necessaria, nei confronti dei soggetti attuatori, che sono obbligati a rilasciarle, in ordine all’andamento dei lavori e al rispetto della tempistica programmata”. “Poteri di segnalazione e pubblicazione sul sito di eventuali ritardi o inerzie nell’esecuzione delle opere rientranti nel piano”. “Poteri sostitutivi per risolvere situazioni o eventi ostativi alla realizzazione delle opere nel rispetto delle ordinarie garanzie procedimentali con intervento in ultima istanza del Consiglio dei Ministri al fine di dirimere eventuali conflitti”.

UN SUPER DIRETTORE SOPRA I RESPONSABILI MISSIONE

Ciascun Responsabile di missione, prosegue la bozza sul Recovery plan, “avvalendosi della struttura di missione, cura l’elaborazione del cronoprogramma dei progetti rientranti nel proprio ambito di competenza e il relativo stato di avanzamento, assicurandone il periodico e costante aggiornamento, provvedendo altresi’ alla costante pubblicazione, su una apposita sezione del sito istituzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del predetto cronoprogramma e dei relativi aggiornamenti”. La struttura di missione e i Responsabili di missione costituiscono “un modello di ‘governance di secondo grado’ rispetto alla attivita’ dei soggetti attuatori (Ministeri, altre amministratori, societa’ o enti), i quali possono sia beneficare dell’ausilio tecnico della struttura, sia avvalersi di societa’ in house, di strutture di pubbliche amministrazioni e, in caso di particolari difficolta’ esecutive nella realizzazione dei progetti, della Struttura di progettazione gia’ costituita presso l’Agenzia del Demanio”.

ANCHE RAPPRESENTANTI CATEGORIE PRODUTTIVE E RICERCA

“Un Comitato di responsabilita’ sociale”, composto da rappresentanti delle categorie produttive, del sistema dell’universita’ e della ricerca scientifica seguira’ l’attuazione del Piano e fornira’ pareri e suggerimenti. Lo prevede la bozza del Recovery plan sul tavolo di Palazzo Chigi. “I membri del comitato sono scelti tra personalita’ di alto profilo istituzionale e scientifico e di notoria indipendenza. Al Comitato possono essere anche chieste consulenze in relazione a specifiche problematiche concernenti l’attuazione degli interventi rientranti nel piano. Il Comitato puo’ segnalare collaborativamente al Comitato esecutivo e ai Responsabili di missione ogni profilo ritenuto rilevante per la realizzazione del Pnrr anche al fine di favorire il superamento di circostanze ostative e agevolare l’efficace e celere attuazione degli interventi rientranti nel predetto piano”, si legge. 

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»