Salone del libro di Torino, Saviano: “Ci sarò, metto il corpo a difesa delle mie parole”

Dopo le polemiche sulla partecipazione della casa editrice Altaforte, Saviano dice la sua sul salone del libro di Torino
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “In queste ore c’è una accesa discussione che riguarda la presenza di un editore di destra e scrittori che non parteciperanno al Salone per protesta. Oggi ho letto cose molto interessanti al riguardo. Vi dico quello che farò io e il perché lo farò. Io al Salone del Libro ci sarò, sono abituato a mettere il mio corpo a difesa delle mie parole, perché con l’esperienza ho capito che le parole, insieme al corpo, vanno più lontano”. Lo scrive su facebook Roberto Saviano.

LEGGI ANCHE:

Salone del Libro di Torino, la protesta degli intellettuali: “C’è casa editrice vicina a Casapound”

Salone del libro di Torino, l’editore di Altaforte: “Mi dichiaro fascista”

“Avevo 26 anni- aggiunge- quando a Casal di Principe, invitato all’inaugurazione dell’anno scolastico, davanti a tanti ragazzi giovanissimi e ai parenti dei boss casalesi, dissi che i boss erano il cancro di quella terra, che non appartenevano a quei luoghi perché li stavano avvelenando e che se ne dovevano andare. Come è andata a finire lo sapete”.

Con questo, prosegue, “non voglio dire: non mi hanno spaventato i boss casalesi, figuriamoci una casa editrice di destra che publica interviste al #MinistroDellaMalaVita. Voglio dire altro e cioè che la presenza fisica serve a dare più forza alle proprie parole”.

Per me, continua Saviano, “che i sovranisti pubblichino libri e che magari li leggano anche, dato lo sfoggio che fanno della propria e della altrui ignoranza, è già una vittoria. Una vittoria nostra, non loro, perché una lezione negli ultimi secoli avremmo dovuto impararla: a furia di scavalcarci a sinistra, lasciamo autostrade libere alle destre”.

“E mentre tutti si interrogano sull’opportunità della presenza a Torino dell’editore di riferimento di Casapound- sottolinea-, quel movimento politico impedisce in maniera sistematica e militare l’assegnazione di case popolari a chi ne ha diritto, a Roma in particolar modo. Non mi spaventa che i loro libri siano al Salone del Libro di Torino, mi disgusta pensare all’Italia come a quel paese in cui le autorità amministrative e di polizia non sono in grado di difendere lo Stato di Diritto e arretrano tremebonde di fronte a chi pensa di perseguire con la forza la distruzione della convivenza democratica”.

Per questo “#iovadoatorino e spero, impegni e logistica permettendo, che ci sarete anche voi”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»