Salvini: “A Ostia cadono i calcinacci dalle case popolari, Raggi fai altro nella vita”

Oggi il leader della Lega, Matteo Salvini, era a Ostia
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ROMA – “Vedete questo? È uno dei calcinacci che cadono dalle case popolari di Ostia. Me lo porto via e lo mostrerò questa sera in diretta su Rete 4 da Mario Giordano. Spero solo che la mia visita di stamattina sia di stimolo a ricordarsi che esiste anche Ostia e che questo territorio fa parte della Capitale“. Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, oggi a Ostia.

“Se vado ad ascoltare i cittadini- aggiunge-, la Raggi si arrabbia e mi insulta. È ora che faccia altro nella vita, perché ormai è chiaro a tutti che di fare il sindaco non è capace.

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Nel mezzo di quello che chiama ‘il tour dei mercati’ romani per coagulare il malcontento contro Virginia Raggi, Matteo Salvini trova il tempo per una passeggiata a Ostia. La Ostia ‘nuova’, quella di piazza Gasparri, la zona del clan Spada. La passeggiata del leader della Lega inizia davanti al centro anziani di viale del Sommergibile. Ad attenderlo in piazza ci sono un centinaio di persone. Età media alta, tantissime sono donne. Sono esponenti del comitato di quartiere che per circa un’ora lo porterà in processione tra le vie di Ostia, fino al mare. Pochi i giovani, tra loro usano il saluto romano sull’avambraccio.

“Siamo fascisti qui Matteo- grida un uomo- mica schifosi comunisti, e non ci vergogniamo”. Al momento dell’arrivo spunta un cartello di contestazione di militanti 5 Stelle: ” Salvini, li hanno gia’ arrestati tutti, tornatene al Papeete Beach”. Si beccano gli insulti dei più. Salvini esposto come un’icona lungo il quartiere: Matteo guarda quel balcone che crolla, Matteo attento a dove cammini che il marciapiede frana, Matteo guarda quanta spazzatura, Matteo non c’è un accesso al mare, Matteo i negozi sono tutti chiusi. Il rito è quello che hanno visto in tv, su Facebook: a Matteo si dà del tu, con Matteo ci si scatta un selfie. Lui non si sottrae, la liturgia non cambia.

Dai balconi lo fotografano e l’applaudono. Si sfila davanti alla palestra Femus, quella dove fu aggredito il giornalista Daniele Piervincenzi, ma nessuno la fa notare a Matteo. Poco più in là Matteo raccoglie un calcinaccio: “Stasera lo porto in tv, promesso”.

Ad affiancarlo c’è il capogruppo della Lega in Campidoglio, Maurizio Politi, e il Carroccio locale, con tanto di direttivo e sezione giovanile: due cinquantenni e un trentenne. Hanno la spilla di Alberto da Giussano sulla giacca. Una donna li interroga: “Ma chi è questo?”. La risposta non la convince: “Un antico guerriero, è una storia lunga…”. Si finisce sul lungomare, tra salsedine e selfie. “Matteo, scendi in spiaggia”, lo invitano. “E mica mi posso sporcare- risponde lui- devo andare in Senato”.

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