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La sinistra contro Salvini per il video sulla Apostolico: “È dossieraggio”. Lega: “Dimissioni subito”

La sinistra chiede chiarimenti e solleva il caso "dossieraggio" per il video diffuso da Salvini in cui si vede la giudice Apostolico presenta a una manifestazione del 2018 al porto di Catania

Pubblicato:06-10-2023 14:57
Ultimo aggiornamento:08-10-2023 15:04
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salvini giudice apostolico
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ROMA – La sinistra alza gli scudi per il caso della giudice Iolanda Apostolico e protesta contro il video diffuso ieri da Matteo Salvini evocando il “dossieraggio“. Il magistrato di Catania, che dieci giorni fa ha firmato il provvedimento di non applicazione del decreto del governo sul trattenimento dei migranti, è stata ieri attaccata da Matteo Salvini che ha diffuso un video che mostra la giudice presente al porto di Catania, nell’agosto del 2018, durante una manifestazione per il rilascio dei migranti a bordo della nave Diciotti. Salvini ha diffuso il video (su vari quotidiani è stato scritto che sarebbero immagini girate dalla Polizia, e di fatto la telecamera che inquadra i manifestanti si trova da dietro lo schieramento degli agenti) e fatto notare come la giudice si trovasse fianco a fianco con attivisti che gridavano ‘Assassini’ alle forze dell’ordine. Oggi, mentre il leader della Lega ribadisce che il caso della giudice di Catania “è motivo di grave imbarazzo per le istituzioni”, la sinistra insorge e grida appunto al “dossieraggio”. I senatori del Pd Anna Rossomando e Walter Verini annunciano anche un’interrogazione sul caso al ministro Piantedosi, come ha già fatto ieri il Movimento 5 stelle.

MELONI: NON È DOSSIERAGGIO, LEGITTIMO PENSARE A PREGIUDIZIO

 “Quale dossieraggio? Il dossieraggio è un’attività occulta per tirare fuori cose che non si sanno. Se partecipi a una partecipazione pubblica e lo rivendichi, stai lì, dietro uno striscione… può essere che nelle decisioni ci sia un pregiudizio?”, domanda Giorgia Meloni, conversando con i cronisti al termine del vertice europeo di Granada. Quindi, aggiunge, “mi pare perfettamente legittimo” criticare la scelta della magistrata Iolanda Apostolico.

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LA LEGA CHIEDE LE DIMISSIONI DEL GIUDICE

Intanto la Lega chiede le dimissioni di Apostolico. “Apprezzamento per gli insulti contro Matteo Salvini postati dal compagno – mai smentiti – e imbarazzante presenza a una manifestazione dell’estrema sinistra con la folla che insultava le Forze dell’Ordine. Per rispetto nei confronti di tutti gli italiani e delle istituzioni, ora ci aspettiamo le dimissioni immediate”, si legge una nota del Carroccio.

Chiedono le dimissioni anche l’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi (“Il sospetto che la sentenza del giudice Apostolico sui tre migranti tunisini sia stata fatta più per i suoi convincimenti politici che per una questione giuridica io ce l’ho e da cittadina italiana non dovrei averlo”) e Nino Germanà, vicepresidente del Gruppo Lega a Palazzo Madama, che afferma: “I fatti sul magistrato Apostolico parlano chiaro e imbarazzano tutte le istituzioni: Salvini è stato insultato e il giudice ha anche partecipato a un sit in cui la folla gridava ‘assassini’ e ‘animali’ alla Polizia. Ritengo le dimissioni necessarie quanto dovute nel rispetto della giustizia e degli italiani”. La richiesta di dimissioni per la giudice arriva anche dalla senatrice Mara Bizzotto, vicepresidente della Lega a Palazzo Madama e del Comitato parlamentare Schengen: “I fatti sono lampanti: in un video il magistrato Iolanda Apostolico è in mezzo ad attivisti che urlano ‘assassini’ e ‘animali’ in faccia alla Polizia, sono anche spuntati like a post che insultano pesantemente Salvini. Davanti a questi atteggiamenti che imbarazzano tutte le istituzioni, la sinistra cerca goffamente di spostare l’attenzione. Apostolico, che non si è mai scusata, per serietà e per il bene della Giustizia dovrebbe dimettersi immediatamente”.

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MISIANI (PD): “COSA DICE MELONI SU DOSSIERAGGIO SALVINI CONTRO GIUDICE?”

“Riassumiamo: qualcuno ha girato e conservato un video di una manifestazione di cinque anni fa (25 agosto 2018) che evidenzia la partecipazione della giudice Apostolico (che la destra sta attaccando a testa bassa per aver disapplicato il decreto Cutro sull’immigrazione) e lo ha trasmesso al vicepremier Salvini, che prontamente lo ha pubblicato sui social. Domanda n. 1: chi ha girato quel video? Qualcuno nel cordone di Polizia, come ipotizzano alcuni media? Domanda n. 2: chi ha conservato e trasmesso il video al vicepremier Salvini (per coincidenza, ex ministro degli interni…)? Domanda n. 3: che cosa pensa la presidente Meloni del vero e proprio dossieraggio di Stato messo in atto dal suo vice contro la giudice Apostolico per intimidire lei e tutta la magistratura?” Lo scrive su X Antonio Misiani, della segreteria nazionale Pd.

ROSSOMANDO-VERINI: “INTERROGAZIONE SU VIDEO DIFFUSO DA SALVINI

“La caccia scatenata da Salvini alla persona della giudice Apostolico è davvero incredibilmente grave. Il ministro non è nuovo a queste cose: una decina di anni fa dette vita ad un altro episodio squadrista, andando a protestare sotto casa della Ministra Fornero, mettendo a rischio anche la sicurezza della famiglia. Ma la vicenda di ieri merita risposte, che il Ministro Piantedosi deve dare. Come è uscito e da dove quel filmato? Chi lo ha confezionato? Esistono forse archivi dedicati? Il fatto solleva interrogativi inquietanti”, scrivono in una nota i senatori del Pd Anna Rossomando e Walter Verini.

“È inaccettabile poi che uomini e donne di Governo – in primis Meloni e Salvini – invece di leggere, studiare, rispettare sentenze della magistratura come questa e come altre analoghe di altri uffici giudiziari, verso le quali, eventualmente presentare ricorso in Cassazione, si accaniscano in un’azione di delegittimazione, di attacco alla separazione dei poteri ed all’indipendenza della stessa magistratura, anche con gli attacchi personali. Per questo, come abbiamo annunciato ieri in alcune trasmissioni, presenteremo interrogazione al Ministro Piantedosi. Infine, diciamo chiaramente che ai magistrati non può essere preclusa la possibilità di esprimere il proprio pensiero, le proprie opinioni. C’è però un punto: ogni magistrato deve essere ed essere percepito come figura al di sopra dello scontro politico-partitico. E la partecipazione a manifestazioni politiche, tanto più nel territorio del Distretto Giudiziario nel quale si opera, appare inopportuna. Ma questo non può, non deve in nessun modo motivare o giustificare aggressioni personali, delegittimazioni squadriste, di magistrati e della magistratura”.

ORLANDO: “DA DOVE ARRIVA FILMATO? CI DOVRANNO RISPONDERE”

La presenza del giudice Apostolico alla manifestazione per i migranti della Diciotti? “Un paese dove un cittadino discute su cosa sia bene o male nell’ambito dell’espressione delle opinioni è un paese che sta facendo un passo indietro. I giudici devono esser terzi nel momento in cui decidono non quando discutono di ciò che avviene in un paese. Non devono esser persone prive di opinioni ma prive di condizionamenti quando decidono”. Così Andrea Orlando, ex ministro di Lavoro e Ambiente, deputato Pd, a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1. Se i giudici “sono o meno imparziali lo valutano una serie di strumenti che esistono, non sono previsti né i tweet della premier né la messa in rete di filmati che ritraggono dei momenti della vita di una persona, e che sarebbe interessante capire da dove arrivano”. Secondo lei da dove arrivano quei filmati? “Ci sono delle procedure – ha concluso Orlando a Rai Radio1 – mediante le quali ci dovranno rispondere. Io tendo ad escludere che ci siano stati dei corpi dello Stato che si siano prestati a questo, nel caso sarebbe grave”.

BOLDRINI (PD): “CONTRO APOSTOLICO METODI INTIMIDATORI”

“Ricordo bene quella manifestazione sul molo di Catania, nell’agosto 2018. Diciamo subito che si trattava di una iniziativa civica e non di carattere politico. C’erano associazioni laiche e cattoliche, sindacati, scout, preti, professori, avvocati e gente comune che voleva dire no al sequestro dei migranti sulla Diciotti messo in atto dall’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini. Ricordo che nei pressi salutai Gianfranco Miccichè che era salito sulla nave poco prima di me. Anche Maria Elena Boschi andò a bordo, così come Riccardo Magi e altri parlamentari. Insomma, lo sdegno era generale e si sentiva la necessità di esprimerlo. Manifestare è un diritto previsto dalla Costituzione e in questo caso si trattava di un presidio pacifico contro la compressione dei diritti fondamentali delle persone a bordo della nave. Strumentalizzare la presenza in quel contesto della giudice Apostolico è veramente inaccettabile. Anziché contestare nel merito i punti dell’ordinanza, che a parere degli esperti è solida e ben motivata, Salvini sta facendo di tutto per minare la reputazione della giudice di Catania indagando nella sua vita privata solo perché ha firmato un provvedimento che non piace al governo. E questo metodo intimidatorio va condannato con forza. Ma va anche chiarito chi ha fornito un video vecchio di cinque anni a Salvini identificando Apostolico tra i manifestanti. Esistono dei dossier su chi partecipa a iniziative pacifiche? Chi li redige e perché? Il Pd chiederà al governo di fare chiarezza in Parlamento”. Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

MAGI: “CATANIA UNICO A VIOLARE LEGGE FU SALVINI, NON APOSTOLICO”

“Ero lì a Catania quel giorno e non si trattò di una manifestazione di pericolosi sovversivi: l’unico a violare la legge in quel porto fu Salvini. E oggi, a distanza di anni, il ministro entra in modalità Stasi e tira fuori il dossier contro il giudice Apostolico: è agghiacciante e ricorda i metodi della DDR”. Lo afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi.
“Purtroppo per il governo questo dossieraggio non coprirà l’approssimazione, la sciatteria e l’approccio ideologico con cui vengono scritte le leggi e che sta portando sempre più tribunali a dichiarare illegittimi i provvedimenti dell’esecutivo. Dal Dl Cutro a quello sui rave, passando per la norma che vieta la vendita di cannabis light, e presto il provvedimento che vieta la carne coltivata: decreti illegali, che inventano nuovi reati, volti a comprimere democrazia e diritti. Sarà importante – conclude Magi – ascoltare cosa ci risponderà il Viminale mercoledì in Commissione sulla provenienza del video”.

BALDINI (M5S): “GOVERNO CHIARISCA VIDEO, È DOSSIERAGGIO?”

“In base alle ricostruzioni degli organi di stampa sembrerebbe che il video diffuso ieri dal ministro Salvini, che riprende la giudice di Catania Apostolico ad una manifestazione del 2018, sia stato girato da una persona posizionata tra gli agenti di Polizia. A questo punto vogliamo sapere, e lo chiederemo in un’interrogazione parlamentare, come il ministro sia venuto in possesso delle immagini. Credo che il governo debba chiarire se si tratti del frutto di un’azione di dossieraggio messa poi a disposizione del ministro Salvini per un attacco politico verso un magistrato che ha emesso un provvedimento di bocciatura di un provvedimento del governo. Io non entro nel merito della scelta della giudice di presenziare a una manifestazione, né sul contenuto del suo provvedimento giudiziario, ma credo sarebbe molto grave se quelle immagini fossero parte di materiale custodito da qualcuno nelle istituzioni e girato anni dopo a un altro esponente istituzionale a scopo di mettere in atto un attacco politico e personale. Speriamo che la nostra interrogazione non rimanga lettera morta e che il ministro Piantedosi si degni di rispondere, perché i cittadini hanno diritto di sapere se è andata in questo modo”. Lo ha detto la deputata del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino, intervenendo in aula a Montecitorio.

PROVENZANO (PD): “VIDEO GIUDICE È DOSSIERAGGIO STATO”

“Prima, informazioni riservate carpite al 41bis e diffuse per colpire oppositori politici. Ora, l’utilizzo di video di 5 anni fa (conservati da chi?) per colpire una magistrata, che nessun comportamento discutibile può giustificare. È dossieraggio di Stato. Nessuno è al sicuro”. Lo scrive su X Peppe Provenzano, della segreteria nazionale Pd.

FRATOIANNI: “VIDEO USATO COME MANGANELLO, MELONI SPIEGHI”

“Innanzitutto vorrei dire che ha ragione l’Associazione nazionale magistrati quando ricorda che se si vuole discutere si discuta della sentenza del tribunale di Catania nel merito, che peraltro sarà sottoposta ad altri gradi di giudizio, e poi certo si può discutere se l’andare in piazza sia opportuno o meno. Si può pensare legittimamente che non sia opportuno, non c’è niente di male ma io penso che siamo anche di fronte un’altra questione ancora più grave e inquietante su cui chiederemo in Parlamento spiegazioni al governo Meloni”. Lo afferma dai microfoni di Skytg24 il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, parlamentare dell’Alleanza Verdi Sinistra, annunciando un’interrogazione parlamentare al governo. “Intanto vorremo sapere da dove arriva questo video dopo 5 anni? Vorremmo sapere come mai arrivato nelle mani di un ministro e di un partito? Dicono che l’hanno preso in rete? Bene ci diano le fonti e lo dimostrino, perché a quanto pare quel video data la prospettiva, è palesemente e ragionevolmente girato durante quella manifestazione al porto della città siciliana dalle forze dell’ordine. Noi crediamo che questo aspetto vado chiarito- insiste l’esponente rossoverde- se quel video fosse arrivato nel nelle mani del ministro Salvini e della Lega da strutture ed apparati dello Stato sarebbe una cosa gravissima. Come è anche altrettanto grave utilizzare quel video, dove peraltro si vede che la giudice sta interloquendo con le forze dell’ordine, come un manganello contro gli avversari”, conclude Fratoianni. “Ripeto c’è una dimensione del merito della questione, possiamo discutere della sentenza, non sono certo un giurista ma da quello che posso capire è una sentenza con motivazioni giuridiche solide. E un magistrato può andare in piazza, e si può continuare andare in piazza perché per fortuna la Costituzione lo garantisce, anche se immagino che a qualcuno di questa maggioranza questo non piaccia troppo. Ma il governo non può non rispondere – conclude Fratoianni – agli interrogativi inquietanti sulla genesi del video”.

LUPI (NM): “SU GIUDICE CATANIA INTERVENGA CSM”

“Sul caso Apostolico dovrebbe intervenire il Csm: chi rappresenta le istituzioni deve servire e rappresentare lo Stato e non utilizzare il proprio ruolo per fare politica. Un principio che dovrebbe valere per tutti. Un magistrato che partecipa ad una manifestazione politica in cui si attacca la polizia non da’ un esempio di imparzialità e danneggia tutta la magistratura italiana, composta da una grande maggioranza di professionisti esemplari”. Lo afferma il capo politico di Noi Moderati Maurizio Lupi.

RUOTOLO (PD): “È DOSSIERAGGIO, SE NE OCCUPI COPASIR”

“Siamo tornati ai vecchi tempi. Al dossieraggio per delegittimare avversari e coloro che si ritengono avversari. Il video di cinque anni fa reso pubblico dal ministro Salvini, leader politico, che ritrae la magistrata Apostolico ricorda molto questo vecchio cliché. Chi ha dato il video al ministro? Non è il caso che dica la sua la presidente Meloni? Non è il caso che della vicenda se ne occupi anche il Copasir?”. Così in una nota Sandro Ruotolo, componente della segreteria nazionale del Pd.

SPERANZON (FDI): “GIUSTO ESAME DISCIPLINARE SU PM APOSTOLICO”

“Ritengo che sia opportuno che anche nei confronti del pm Iolanda Apostolico sia effettuato un esame disciplinare. Se, giustamente, l’imparzialità deve riguardare gli esponenti delle forze armate, a maggior ragione deve valere per i magistrati, chiamati a decidere della libertà dei cittadini. Nel video che sta rimbalzando sui media da un paio di giorni la dott.ssa Apostolico manifesta in modo palese, prendendo una posizione ideologica su un argomento, ossia le politiche migratorie del governo, sul quale è poi chiamata a giudicare: in questo modo, evidentemente, viene meno la terzietà che deve essere propria di un giudice. E resta alquanto curioso che coloro i quali sbirciavano dal buco della serratura dell’allora presidente del Consiglio Berlusconi e di altri esponenti di centrodestra, scoprano soltanto oggi l’importanza di distinguere la vita pubblica di un esponente istituzionale da quella privata. La sinistra non cambia mai: due pesi e due misure”. Lo ha detto il senatore Raffaele Speranzon, vicecapogruppo vicario di Fratelli d’Italia a palazzo Madama, durante il programma ‘Start’ su SkyTg24.

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