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Dal Kenya alla Svezia, a Roma 20 artisti riuniti per ArtXChange

Uno spazio di dialogo che trascende luoghi e confini

cooperazione

ROMA – Creare insieme, condividendo la propria interiorità e osservando la propria arte evolvere nella relazione con l’altro, facendo delle proprie radici uno spazio di dialogo che trascende luoghi e confini. Un orizzonte ideale “messo a terra” da 20 giovani artisti di quattro Paesi – Somalia, Kenya, Italia e Svezia – che muovendosi per il quartiere Esquilino di Roma costruiscono insieme un’opera ispirata al “Terzo paradiso” dell’artista Michelangelo Pistoletto, e intanto migliorano competenze tecniche, acquistano strumenti per crescere nel settore creativo e per accedere a realtà professionali. Sono vocazione, sfondo e prospettive di una tre giorni di incontri e workshop al via oggi, che è stata presentata nel Palazzo Merulana di Roma che ne sarà la casa.

L’iniziativa, dal titolo “Allo specchio, artisti e imprese culturali a confronto fra Africa ed Europa”, è parte di ArtXChange, un progetto nato nel 2019, co-finanziato da Unione Europea e Unione Africana nell’ambito dello Youth Cooperation Hub e curato dalla ong Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli (Cisp) in collaborazione con CoopCulture, il The GoDown Arts Centre di Nairobi, The Somali Academy of Science and Arts somala, il Natverkstan Kultur svedese e l’ufficio regionale per l’Africa orientale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (Unesco).

I lavori iniziano oggi e si concluderanno domenica con la presentazione della performance realizzata dagli artisti a partire dal “Terzo paradiso”, intuizione teorica per una nuova evoluzione umana formulata nel 2003 da Pistoletto, fra i punti di riferimento dell’arte contemporanea italiana dell’ultimo mezzo secolo.

“Non vedo l’ora di vedere cosa faremo con quest’opera, come tradurremo il lavoro di Pistoletto con il nostro linguaggio, è veramente una fonte d’ispirazione”, sottolinea in un’intervista con l’agenzia Dire Najma Swaleh, giovane artista keniana di origine somala, fra le animatrici del progetto.

“Siamo qui già da cinque giorni ed è stata un’esperienza molto arricchente e anche divertente”, aggiunge Nadjma, che si definisce “spoken word artist”, una forma che unisce recitazione e poesia, e una storyteller.

Gli artisti stanno infatti già lavorando alla loro performance da giorni e sono ospitati dallo Spin Time Labs, “cantiere di rigenerazione urbana” situato in uno stabile occupato del quartiere Esquilino. Le coordinate di base dell’iniziativa ArtXChange sono state descritte dalla capo progetto Chiara Camozzi, esperta di patrimonio culturale di Cisp.

“Le attività previste nell’ambito del programma sono corsi di formazione, borse di studio, sessioni di ‘capacity building’ per i rappresentanti di istituzioni locali, workshop e visite culturali”, spiega Camozzi, che fornisce anche alcuni numeri: “Finora abbiamo coinvolto 650 giovani artisti, 225 hanno beneficiato di borse di studio o workshop, 1.125 hanno partecipato a eventi artistici di vario genere mentre 50 rappresentanti di autorità locali hanno preso parte ai nostri momenti di formazione”.

Esempi concreti di come possa articolarsi il binomio “cultura e sviluppo”, come sottolineato dal direttore del Cisp, Sandro De Luca. “La cultura non è un lusso e la nostra esperienza, dal 1983 a oggi, ci ha mostrato che anche Paesi che hanno storie di conflitti o di importanti marginalità vogliono che sia sempre di più centrale nell’ambito de progetti di cooperazione”, afferma il dirigente. “Inutile dire che esiste una sola strada per sviluppare questi progetti, quella cioè del partenariato, che mira a mettere insieme visioni diverse. Senza i nostri collaboratori in Kenya e Somalia non sarebbe stato possibile realizzare questa iniziativa”.

Nairobi, la capitale del Kenya, ha ospitato nei mesi scorsi un incontro fra decine di artisti anche dalla Somalia, l’Italia e la Spagna, che è stato una sorta di prima fase dell’evento romano che parte oggi. Ne parla Giovanna Barni, presidente di CoopCulture. “Il convegno che ha chiuso quei lavori ha ribadito la centralità della creatività nella cooperazione allo sviluppo, come sottolineato anche nell’Agenda 2030 dell’Onu”.

Questo aspetto può essere anche motore di rinascite come quella di Palazzo Merulana, tornato a essere spazio espositivo e luogo di aggregazione dopo anni di disuso, di cui Coop Culture gestisce tutti i servizi. “Questo che ci ospita è uno spazio prezioso per la città e, come dimostra l’evento di oggi, anche per tutto il mondo. È uno di quei luoghi che apre campi di dialogo, travalicando confini e mettendosi in connessione con altri luoghi simili nel mondo”.

Fra i relatori della prima conferenza della tre giorni, prevista oggi, il sultano della regione nigerina dell’Air Oumarou Ibrahim e il sindaco di Agadez, Abdourahamane Elhadji Aboubakar Touraoua, che parleranno dell’esperienza di un progetto di Cisp centrato sulla cultura come vettore per integrazione e occupazione. Prevista la partecipazione anche del direttore dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), Luca Maestripieri, e l’ambasciatrice del Niger in Italia, Fatimata Cheiffou.

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2022-05-06T09:27:04+02:00